12 Luglio 2020
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I riformati mondiali si apprestano ad aderire alla Dichiarazione sulla Giustificazione per fede

05-07-2017 08:18 - Fede e spiritualità
Il prossimo 5 luglio, a Wittenberg, nell´ambito della sua XXVI Assemblea generale, la Comunione mondiale delle chiese riformate aderirà alla Dichiarazione congiunta luterano-cattolica sulla Dottrina della Giustificazione per fede e sottoscriverà un documento d´intenti con la Federazione luterana mondiale per una maggiore collaborazione tra i due organismi confessionali protestanti

Il prossimo 5 luglio la Comunione mondiale delle chiese riformate (CMCR), riunita in Assemblea generale in Germania, aderirà alla Dichiarazione congiunta luterano-cattolica sulla Dottrina della Giustificazione per fede (JDDJ). Un importante atto ecumenico che avverrà nell´ambito della XXVI Assemblea della CMCR in corso a Lipsia (Germania), dove dal 29 giugno al 7 luglio sono riuniti oltre mille rappresentanti di chiese riformate dei cinque continenti.

La firma della JDDJ avverrà simbolicamente a Wittenberg, la città di Lutero, nell´anno in cui si festeggia il Cinquecentenario della Riforma protestante: "un modo per sottolineare la dimensione ecumenica di queste celebrazioni", spiega il sito della CMCR. Non solo, nella stessa giornata i riformati mondiali sottoscriveranno una dichiarazione d´intenti con la Federazione luterana mondiale (FLM) per una maggiore collaborazione tra i due organismi confessionali protestanti.

Dopo il Consiglio mondiale metodista, la CMCR è la seconda famiglia protestante globale a sottoscrivere il Documento che nel 1999, dopo anni di dialoghi tra luterani e cattolici, pose fine alle rispettive scomuniche sulla Dottrina della giustificazione per fede, proponendone una comprensione comune alle due confessioni cristiane in base al principio del consenso differenziato.

In particolare, la CMCR presenterà un proprio Documento di adesione nel quale oltre a esprimere il proprio consenso, i riformati mondiali sottolineano lo stretto rapporto tra giustificazione e giustizia quale "proprio contributo confessionale al futuro dialogo ecumenico sulla comprensione della giustificazione".

In questo senso, il Documento fa riferimento alla Confessione di Accra – "Confessare la fede in Cristo di fronte all´ingiustizia economica e alla distruzione ecologica" – redatta dai riformati mondiali nel 2004, e alla citazione del riformatore Giovanni Calvino secondo cui, "i credenti adorano veramente Dio nel praticare la giustizia nelle loro società".

Non meno significativa sarà la sottoscrizione della "Testimonianza di Wittenberg", questo il titolo del documento che impegna la CMCR e la FLM a una maggiore collaborazione. Luterani e riformati appartengono infatti a due rami del protestantesimo che sin dai primi passi della Riforma nel XVI secolo si sono divisi sulla questione della presenza reale di Cristo nella Cena del Signore (Colloquio di Marburgo, 1529). Una piena riconciliazione teologica è avvenuta nel 1973 con la sottoscrizione della Concordia di Leuenberg che definisce il riconoscimento reciproco dei ministeri e dei sacramenti.

Il Documento di Wittenberg "confesserà la tragedia di una chiesa divisa, affermerà i frutti prodotti da decenni di dialoghi tra le due confessioni protestanti e celebrerà i nuovi passi verso una maggiore unità intrapresi dalle chiese membro delle due organizzazioni in tutto il mondo".


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 73

Domenica 12 luglio

A te, o Signore, la giustizia; a noi la confusione della faccia in questo giorno (Daniele 9,7)
E’ per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio (Efesini 2,8)

Quanto è straordinaria la tua misericordia, Cristo mio, quanto è illimitata la tua condiscendenza, o Verbo! Perché tu sei venuto verso la mia povertà? Com’è che sei entrato nella mia casa sordida, Tu che abiti la luce inaccessibile, mio Dio? In che modo non la consumi con il fuoco, Tu che sei il fuoco insostenibile da una natura mortale? Che cosa farò di degno della tua gloria e che cosa troverò di commensurabile a un così grande amore? Che cosa offrirò a te che hai glorificato con una così grande gloria e un così grande onore me l’indegna/o?
Simeone il Nuovo Teologo

Genesi 12,1-4a; I Corinzi 1, 18-25



Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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