27 Settembre 2020
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I riformati mondiali si apprestano ad aderire alla Dichiarazione sulla Giustificazione per fede

05-07-2017 08:18 - Fede e spiritualità
Il prossimo 5 luglio, a Wittenberg, nell´ambito della sua XXVI Assemblea generale, la Comunione mondiale delle chiese riformate aderirà alla Dichiarazione congiunta luterano-cattolica sulla Dottrina della Giustificazione per fede e sottoscriverà un documento d´intenti con la Federazione luterana mondiale per una maggiore collaborazione tra i due organismi confessionali protestanti

Il prossimo 5 luglio la Comunione mondiale delle chiese riformate (CMCR), riunita in Assemblea generale in Germania, aderirà alla Dichiarazione congiunta luterano-cattolica sulla Dottrina della Giustificazione per fede (JDDJ). Un importante atto ecumenico che avverrà nell´ambito della XXVI Assemblea della CMCR in corso a Lipsia (Germania), dove dal 29 giugno al 7 luglio sono riuniti oltre mille rappresentanti di chiese riformate dei cinque continenti.

La firma della JDDJ avverrà simbolicamente a Wittenberg, la città di Lutero, nell´anno in cui si festeggia il Cinquecentenario della Riforma protestante: "un modo per sottolineare la dimensione ecumenica di queste celebrazioni", spiega il sito della CMCR. Non solo, nella stessa giornata i riformati mondiali sottoscriveranno una dichiarazione d´intenti con la Federazione luterana mondiale (FLM) per una maggiore collaborazione tra i due organismi confessionali protestanti.

Dopo il Consiglio mondiale metodista, la CMCR è la seconda famiglia protestante globale a sottoscrivere il Documento che nel 1999, dopo anni di dialoghi tra luterani e cattolici, pose fine alle rispettive scomuniche sulla Dottrina della giustificazione per fede, proponendone una comprensione comune alle due confessioni cristiane in base al principio del consenso differenziato.

In particolare, la CMCR presenterà un proprio Documento di adesione nel quale oltre a esprimere il proprio consenso, i riformati mondiali sottolineano lo stretto rapporto tra giustificazione e giustizia quale "proprio contributo confessionale al futuro dialogo ecumenico sulla comprensione della giustificazione".

In questo senso, il Documento fa riferimento alla Confessione di Accra – "Confessare la fede in Cristo di fronte all´ingiustizia economica e alla distruzione ecologica" – redatta dai riformati mondiali nel 2004, e alla citazione del riformatore Giovanni Calvino secondo cui, "i credenti adorano veramente Dio nel praticare la giustizia nelle loro società".

Non meno significativa sarà la sottoscrizione della "Testimonianza di Wittenberg", questo il titolo del documento che impegna la CMCR e la FLM a una maggiore collaborazione. Luterani e riformati appartengono infatti a due rami del protestantesimo che sin dai primi passi della Riforma nel XVI secolo si sono divisi sulla questione della presenza reale di Cristo nella Cena del Signore (Colloquio di Marburgo, 1529). Una piena riconciliazione teologica è avvenuta nel 1973 con la sottoscrizione della Concordia di Leuenberg che definisce il riconoscimento reciproco dei ministeri e dei sacramenti.

Il Documento di Wittenberg "confesserà la tragedia di una chiesa divisa, affermerà i frutti prodotti da decenni di dialoghi tra le due confessioni protestanti e celebrerà i nuovi passi verso una maggiore unità intrapresi dalle chiese membro delle due organizzazioni in tutto il mondo".


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Domenica 27 Settembre
Cristo Gesù, ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il vangelo (II Timoteo 1, 10)

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza, ha manifestato la sua giustizia davanti alle nazioni (Salmo 98, 2)
Giunti in Antiochia e riunita la chiesa Barnaba e Paolo riferirono tutte le cose che Dio aveva compiute per mezzo di loro, e come aveva aperto la porta della fede agli stranieri (Atti degli apostoli 14, 27)

Dio ha voluto che cerchiamo e troviamo la sua parola viva nella testimonianza del fratello, in bocca a uomini. Per questo il cristiano ha bisogno degli altri cristiani che dicano a lui la Parola di Dio, ne ha bisogno ogni volta che si trova incerto e scoraggiato; da solo infatti non può cavarsela, senza ingannare se stesso sulla verità
.
Dietrich Bonhoeffer

Lamentazioni 3, 22-26. 31-32; Giovanni 11, 1-3;17- 45



La Parola di Dio ci ha già raggiunto
commento a Colossesi 3, 16
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza

La conclusione di questa settimana di preghiera e riflessione, che le Losungen ci hanno indotto a fare, è nell’esortazione e nella lode: «La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali». Chi dunque ha saputo scegliere, chi ha saputo trovare in se stesso la Parola di Cristo, chi al di là del dolore e della fatica, che pur contraddistinguono la nostra stanca umanità, ha saputo accogliere l’amore di Dio, può vivere nella pace e nella gioia. La promessa del Signore è proprio questa: se sapremo amarci l’un l’altro come Gesù ha amato noi, se sapremo far crescere dentro di noi la fede e la speranza, nulla potrà farci cadere: né il dolore, né la fatica, non la stanchezza, non la depressione e il grigiore che hanno avvolto il mondo occidentale, non il Male, né la paura. Il Signore è già dentro di noi, la Sua Parola ci ha già raggiunto, altrimenti non saremmo qui, non cercheremmo un senso per la nostra vita e non proveremmo, giorno dopo giorno, a convertirci nuovamente al Signore. E dunque ascoltiamoci l’uno l’altro, accogliamoci, nonostante le molte differenze di cultura, di opinione, di convinzioni politiche e spirituali. Nei momenti bui e di sconforto permettiamo a chi ci è vicino di sollevarci, di riportarci alla luce e cerchiamo di vivere una vita davvero rinnovata, davvero trasformata, cercando di incarnare realmente quella umanità che Dio ha creato e di cui Gesù è stato esempio e modello. Amen!
Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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