19 Gennaio 2018
News

«I poveri li abbiamo ancora con noi»

19-12-2017 12:40 - Bibbia e attualità
L´azione solidale della chiesa libera di Volla

«I poveri li avrete sempre con voi» (Giovanni 12, 8), è la nota affermazione di Gesù, fatta non di certo con rassegnazione o superficialità. Nel contesto dell´episodio in cui la esterna, Gesù ribadisce il primato dell´atto di «fede» in Lui sull´inutile richiamo di uno dei presenti che desiderava una destinazione diversa per una somma spesa.

«I poveri li abbiamo ancora con noi», questa invece è l´affermazione che ogni cristiano dovrebbe fare ogni giorno del suo cammino di fede.

La Chiesa libera di Volla (Na), ben consapevole di questa triste realtà, ha deciso da sempre di non confinarla nell´iniziativa del singolo credente della comunità. Tutti i membri della comunità si sentono partecipi e responsabili di atti di solidarietà, perché convinti che anche per mezzo di essi, in modo particolarmente efficace, viene annunciato l´Evangelo.

Sono anni, oramai, che più membri della comunità, ben coordinati dal servizio di «diaconia», si impegnano, almeno una volta a settimana, a distribuire pasti presso la stazione ferroviaria di Napoli, punto d´incontro di uomini e donne che vivono il loro dramma esistenziale ai margini della società. Per essi il sia pur piccolo contributo della comunità di Volla, della Comunione Chiese Libere, ha un grande valore di solidarietà: spesso si è instaurato con i senza fissa dimora un rapporto di amicizia tale che alcuni di loro vogliono delle volte assistere ai nostri culti domenicali.

Inoltre la comunità è impegnata nella distribuzione di pacchi alimentari alle famiglie più bisognose. Anche quest´opera è compiuta nella piena umiltà e rispetto della dignità altrui. Il sorriso di chi riceve questo aiuto vale più di mille ringraziamenti.

Insomma la comunità di Volla, da tempo si è dotata di un «braccio diaconale», organo imprescindibile di quel «corpo ben composto», per dirla con l´apostolo Paolo, che dovrebbe contraddistinguere ogni comunità.

Ai fini di una migliore e più visibile organizzazione, la comunità di Volla ha costituito, al proprio interno, un´associazione denominata «Azione solidale», intendendo sottolineare, con questo aggettivo che l´agire verso chi ha bisogno di aiuto non deve essere soltanto il frutto dell´impegno «personale» ma il risultato di un agire condiviso e di un sentire comune di sicuro effetto.

È ovvio che c´è bisogno di aiuto tuttavia si è certi che Cristo non abbandona questi progetti di solidarietà, anzi li sostiene incoraggiandoli in diversi modi affinché si compia la sua volontà a favore degli ultimi. Sulla scorta di questa speranza la comunità di Volla continua il suo cammino diaconale nella certezza di compiere ciò che l´Evangelo richiede ad ogni donna e uomo di buona volontà.


Fonte: Riforma.it

Eventi

[<<] [Gennaio 2018] [>>]
LMMGVSD
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031    

UN GIORNO UNA PAROLA

VENERDÌ 19 GENNAIO

Le parole del Signore non sono parole pure, sono argento raffinato in un crogiuolo di terra, purificato sette volte
(Salmo 12,6)

Risplendete come astri nel mondo, 16 tenendo alta la parola di vita (Filippesi 2,15-16)

O Signore, possa la tua parola essere ovunque la lampada ai nostri piedi; conservala per noi chiara e pura; donaci di gustare in essa forza, consiglio, consolazione nella difficoltà, così da affidarci a essa in vita e in morte con perseveranza.

David Denicke


Geremia 14,1-9; Deuteronomio 4,25-40

PREGHIERA

Signore, quando al re Salomone
fu concesso di chiederti una cosa,
ti chiese di essere un sovrano
illuminato dalla tua sapienza.
Quella sapienza oggi noi ti
chiediamo.
Illuminaci. Donami di
comprendere il mondo che
sta intorno a me, donami di
comprendere ciò che tu hai
preparato per me.
Donaci, o Signore, di capire le
difficoltà e di sciogliere i nodi,
in modo da poter aiutare il
prossimo ad affrontare e risolvere
conflitti, ad affrontare momenti di
sconforto e scoprire la tua gioia.
Donaci di credere con intelligenza.
Nel nome di Gesù, Parola e
Sapienza di Dio noi ti preghiamo.
Amen

Il Vangelo ci parla

Maria, madre incerta

di Yann Redalié

«Sua madre teneva tutti questi fatti nel suo cuore» (Luca 2,51b)

Nel racconto di Luca, in contrasto con il racconto di Matteo, Maria parla, commenta, risponde ai messaggi che le sono rivolti. Se in Luca 1,38 – “Ecco, sono la serva del Signore. Mi accada secondo la tua parola” - Maria appare decisa, prima discepola, invece nell’episodio che conclude il racconto dell’infanzia di Gesù, confrontata col suo figlio dodicenne, Maria è meno determinata.

Maria e Giuseppe sono andati a Gerusalemme con Gesù per la celebrazione della Pasqua. Nel cammino di ritorno a casa, i genitori si accorgono che Gesù non è con loro. Tornati a Gerusalemme, lo ritrovano in dialogo con i dottori della legge, meravigliati della sua saggezza. All’espressione della preoccupazione e dell’angoscia di sua madre, Gesù risponde in modo tale - “Non sapevate che io devo stare nella dimora di mio Padre?” (Luca 2,49) – che, dice Luca, non capirono. L’intero racconto dell’infanzia di Gesù si conclude su questa incertezza di Maria e Giuseppe, che contrasta con la sicurezza della prima risposta data all’angelo dell’Annunciazione.

Di ritorno a Nazareth: “Sua madre teneva tutti questi fatti nel suo cuore” (Luca 2,51b). Le traduzioni dicono anche “conservava”, “serbava”. Non si tratta solo di tesaurizzare dei ricordi, ma anche di valutare, riflettere, preoccuparsi. Se questo “meditare” fosse stato detto a proposito di una figura maschile, Pietro o Giovanni Battista per esempio, i commentatori, dice Beverly Gaventa(1), avrebbero identificato una prima riflessione teologica in atto. Trattandosi di Maria, madre di un figlio dodicenne, l’interpretazione è riferita ai sentimenti e agli affetti. Eppure questo momento di fermo riflessivo, per meglio focalizzare il significato degli avvenimenti, è ripetuto due volte. Già dopo la venuta e la proclamazione del “Gloria” dei pastori nella notte di Natale, Luca ci dice che “Maria conservava tutte queste parole meditandole in cuor suo” (Luca 2,19). In questo modo Luca introduce un bisogno di riflessione e anche un’incertezza in Maria e nel suo uditore/lettore. Che cosa e come capisce? Che cosa farà? Persisterà nel suo discepolato? Oppure come altri abbandonerà? Se per Maria la domanda rimane aperta fino all’inizio del libro degli Atti (1,14) dove la ritroviamo con gli apostoli poco prima della Pentecoste, per l’uditore della storia di Natale, l’invito ad una pausa di riflessione, alla meditazione sul senso per la vita degli avvenimenti raccontati rimane aperto e sempre attuale.

LIBRI

PARLACI DELLA VITA


Il libro in pillole
•Un commento con occhi perlopiù cristiani al classico di Kahlil Gibran
•Una breve meditazione sui piccoli e grandi quesiti del Profeta
•Con insolite preghiere per momenti di spiritualità personale o di gruppo

Gibran è punto di incontro tra culture, religioni e spiritualità diverse. Ha donato a generazioni di lettori una sapienza moderna che abbraccia i grandi temi della laicità e le più profonde immagini di una fede universale.
Con un commento a Il Profeta che ne affianca gli ampi estratti e i temi affrontati con preghiere insolite e con brani biblici, l’Autore propone un gioco di rimandi per scoprire un testo attraverso l’altro.

«Se Khalil Gibran è un autore-ponte tra Oriente e Occidente, tra spiritualità e poesia, tra fedi e culture diverse, lo stesso Profeta è un libro-ponte, una sorta di Bibbia laica che abbraccia i temi universali della vita umana come li racconterebbero, e vi rifletterebbero, un cristiano, un musulmano, un buddhista e persino un laico agnostico. Tra preghiera, meditazione e poesia, Il Profeta, al cui interno non è difficile scovare tracce bibliche, parla la lingua di un’umanità che nella sua parte più profonda, consapevolmente o meno, pensa, medita e prega al di là dei confini geografici e politici, che appartiene a tutte le religioni e a nessuna, a tutte le culture e a nessuna».
Stefano Giannatempo

Foto gallery

[]

[Realizzazione siti web www.sitoper.it]