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I Testimoni di Geova banditi dalla Russia

22-07-2017 08:41 - News

Il Collegio d´appello della Corte suprema russa ha rigettato il ricorso contro la sentenza dello scorso aprile che imponeva lo scioglimento della Congregazione. Yaroslav Sivulski: "E´ al fine della libertà religiosa in Russia". Luca M. Negro, presidente della CCERS, ribadisce la protesta degli evangelici italiani contro la nuova sentenza

La Russia ha ufficialmente bandito dal proprio territorio i Testimoni di Geova. Lo scorso 17 luglio, infatti, il Collegio d´appello della Corte suprema russa ha respinto il ricorso presentato dai rappresentanti della Congregazione contro la decisione del 20 aprile scorso, con cui la stessa Corte aveva decretato lo scioglimento della denominazione in quanto "minaccia per i cittadini, per l´ordine e la sicurezza pubblica".

La sentenza comporta l´immediata chiusura delle 395 Sale del Regno in cui si riuniscono i 175 mila testimoni di Geova russi, e la confisca di tutte le proprietà della Congregazione. "E´ la fine della libertà religiosa in Russia – ha dichiarato il portavoce della denominazione religiosa, Yaroslav Sivulski, alla rivista Newsweek -. Non esistono episodi di estremismo che possano essere attribuiti ai Testimoni di Geova. Si tratta solo di cattiva stampa e di estremismo".

La sentenza della Corte suprema non ha tenuto conto del parere degli esperti delle Nazioni Unite che, a inizio aprile, avevano definito l´iniziativa del governo russo "estremamente preoccupante", denunciando "una minaccia non solo ai Testimoni di Geova, ma alla libertà individuale in generale nella Federazione russa".

Le stesse preoccupazioni erano state espresse dagli evangelici italiani che avevano protestato contro la sentenza di messa al bando dello scorso aprile. In particolare, la Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (CCERS), presieduta dal pastore Luca Maria Negro, aveva definito più che preoccupanti le motivazioni della sentenza: "non dimentichiamo che anche nel nostro Paese meno di un secolo fa accuse analoghe furono rivolte, oltre che nei confronti dei Testimoni di Geova, anche degli ebrei e dei pentecostali e sulla base di quelle accuse si scrisse una pagina vergognosa della storia del nostro paese e dell´Europa".

"Affermazioni – ha dichiarato il pastore Negro – che, alla luce della nuova sentenza, come evangelici italiani ribadiamo con forza, convinti che la libertà religiosa sia un diritto fondamentale e inalienabile".


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 125



Giovedì 1° Ottobre

Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, anch’io ti ho ascoltato, dice il Signore (II Cronache 34,27)
Paolo scrive:«Io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono» (I Corinzi 15,9-10)

Ti prego di venire nel mio cuore, perché ispirandolo a desiderarti tu lo rendi pronto a riceverti.
Agostino di Ippona


Esodo 23, 20-27; II Corinzi 12, 1-10





Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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