30 Settembre 2020
News

I DUE MURI di Giuseppe Platone

07-06-2013 09:41 - Bibbia e attualità
«Essi avevano contro di lui (Paolo) certe questioni intorno alla propria religione e intorno a un certo Gesù, morto, che Paolo affermava essere vivo» (Atti 25,19)

L´apostolo Paolo è incappato, molte volte, in guai giudiziari. E quando è messo alle strette reagisce argomentando con franchezza. Il passaggio che ho citato è tratto da uno dei suoi «dossier» giudiziari nel dibattimento sulla sede processuale. C´è chi vorrebbe giudicarlo a Gerusalemme (dove rischiava grosso, c´era stato un clamoroso precedente) e chi a Roma come reclama lo stesso Paolo, ebreo e cittadino romano. È questione ingarbugliata, quella in cui si viene a trovare Paolo e che è illustrata nei capitoli 24 e 25 del libro degli Atti.
Lo scrupoloso funzionario dell´impero romano ritiene giusto che il processo si svolga sotto la propria giurisdizione: Roma contro Gerusalemme. La cittadinanza romana di Paolo lo toglie dalle grinfie dei suoi feroci accusatori. Questi ultimi avevano in progetto di attentare alla vita di Paolo durante il suo trasferimento dal carcere di Cesarea a quello di Gerusalemme. Ma il trasferimento, per sua fortuna, non avverrà.

Al di là della cronaca giudiziaria è interessante notare come il funzionario descrive la nuova religione predicata da Paolo. La riassume con una battuta contenuta nelle due righe che ho citato all´inizio. In sostanza per il funzionario il maestro di «quelli della Via» (così venivano chiamati i primi cristiani) un «certo Gesù» è morto ma Paolo dice che è vivo. Di tutte le argomentazioni di Paolo, veri gioielli dell´arte oratoria del tempo, il funzionario ha capito che Gesù era morto ma adesso è vivo.

In effetti ha colto il nucleo del cristianesimo. Solo che questo nucleo per lui altro non è che una favoletta simile ad altri miti che pullulavano l´effervescenza spirituale dell´impero. E non capisce perché Paolo rischi la vita per diffondere queste fantasie religiose. Così Paolo si trova, ancora una volta, pizzicato tra un muro di granito e un muro di gomma. Tra chi lo detesta perché il suo credo sovverte l´intero sistema religioso e chi lo tollera bonariamente perché sostenere che uno è morto ma vive è fuori da ogni logica.

Quei due muri, uno di granito l´altro di gomma, ci sono ancora. Uno circonda la cittadella della religione come strumento di potere e l´altro avvolge e compatisce chi ha sete di trascendenza e spiritualità. Stretto tra questi due muri, nella sua testimonianza, Paolo non si arrende. Il Vivente l´ha incontrato e gli ha dato la forza di testimoniare ovunque del nucleo centrale. Non ci sono né applausi né medaglie. C´è solo una quotidiana fatica sostenuta dalla speranza che Dio abbatterà quei due muri.

Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Mercoledì 30 Settembre

Ho creduto, perciò ho parlato. Io ero molto afflitto (Salmo 116,10)
Beato l’uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano (Giacomo 1,12)

Le prove sono abbracci di Dio.
Martin Lutero

Genesi 16,5-14; II Corinzi 11,16-33




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




Eventi
[<<] [Settembre 2020] [>>]
LMMGVSD
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930    
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it