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Gospel, soul e diritti civili

17-08-2018 08:39 - News
Si è spenta all´età di 76 anni la regina del soul Aretha Franklin

All´inizio c´era il gospel, cantato dalla figlia del pastore della New Bethel Baptist Church di Detroit, nel Michigan. Nella famiglia del reverendo C. L. Franklin, amico di Martin Luther King e di Mahalia Jackson, tutti cantano: il padre, la madre Barbara, la zia Clara Ward (dei Ward Singers), le tre figlie Aretha, Carolyn ed Erma e i due figli.

Bruciando le tappe
L´infanzia di Aretha è dura, caratterizzata dalla severità del padre e dall´abbandono della madre. Aretha ha un talento straordinario, un orecchio finissimo, una tecnica canora stupefacente, una voce che copre quattro ottave, una capacità strepitosa di interpretare il gospel trasmettendone l´emozione sacra. Dalla fede ricava l´energia che pervade il suo canto. D´istinto padroneggia il crescendo, alterna silenzio e grido, trova il ritmo e le rotture e il fervore che inebria il pubblico.
Ma l´infanzia finisce bruscamente. A 9 anni incide due dischi, come corista di suo padre, per Gotham Records; a 11 anni diventa solista nel coro della sua chiesa; a 14 anni, già madre di un bambino, incide il suo primo disco da solista a Detroit; a 15 anni mette al mondo un altro figlio.

Tra sacro e profano
Nel 1960, all´età di 18 anni, Aretha Franklin lascia i suoi due figli alla nonna e parte per New York. John Hammond, lo scopritore di Billie Holiday e Count Basie (più tardi sarà la volta di Bob Dylan e Bruce Springsteen), le fa firmare un contratto con la Columbia. Pubblica il suo primo disco importante, "The Great Aretha Franklin".
Columbia vorrebbe fare di lei una cantante jazz. Aretha ci prova, incide una decina di album, ma la carriera non decolla. Nel 1967 cambia etichetta, firma per Atlantic, dove il suo temperamento può finalmente emergere. "I never loved a man", "Respect", "Baby I love you", "A natural woman" sono tutte canzoni che escono quell´anno. È la nascita di un fenomeno geniale, trionfante, insolente.

Regina del soul
La sua versione di "Respect", un brano di Otis Redding, registrato con le sue due sorelle come coriste, diventa un inno di liberazione, di affermazione dei principi femministi e di provocazione sessuale. È il grido di una donna afroamericana, la colonna sonora di un´epoca. I successivi tre album - "Aretha Arrives" (1967), "Lady Soul" (1968) e "Aretha Now" (1968), la consacrano, in America, "regina della musica soul".
Il 9 aprile 1968, Aretha Franklin canta "Precious Lord" ai funerali di Martin Luther King. Chi meglio di lei avrebbe potuto accompagnare il dolore e la fede immensa di coloro i quali piangono il pastore assassinato? È negli inni, sospesi tra il gospel e il rhythm and blues, tra sacro e profano, che trova i suoi accenti più intensi, come in "I say a little prayer". L´album "Amazing Grace", inciso nel 1972, in una chiesa battista di Los Angeles, la porta ancora più in alto.

Icona dei diritti civili
Angélique Kidjo - che all´epoca aveva 12 anni - racconta, nelle sue memorie, lo straordinario impatto che ebbe su di lei l´arrivo di quell´album nel Benin. "Era la prima volta che vedevo una donna nera sulla copertina di un disco: Aretha, seduta sui gradini di una chiesa, la cui porta è aperta, vestita con un magnifico abito africano. Guarda davanti a sé, con un lieve sorriso e un´aria di grande serenità. Tutto, in quell´immagine, indica verso un orizzonte aperto e un mondo di possibilità".
Divenuta un simbolo politico e un´icona dei diritti civili, oltre che una star mondiale, Aretha Franklin ha cantato "God Bless America" in occasione dell´investitura del presidente Jimmy Carter nel 1977, "I dreamed a dream" per quella di Bill Clinton nel 1993 e "My Country ´Tis of Thee", per quella di Barack Obama nel 2009. George W. Bush le attribuì, nel 2005, la medaglia della Libertà, la più alta onorificenza americana per un civile.

Ciò che rimane è il gospel
Sposata due volte, ha messo al mondo altri due figli e non ha mai cessato di lavorare con i più grandi musicisti in circolazione, da Eric Clapton a Quincy Jones, da Bobby Womack a Elton John e molti altri. Nel 1980 fece un´apparizione sensazionale nel film "Blues Brothers", nel 1986 interpretò, con grande energia, "Jumping Jack Flash" dei Rolling Stones.
La regina del soul divenne la prima donna ad essere ammessa, nel 1987, nella Rock and Roll Hall of Fame. Nel 1997 riuscì ad esaudire un desiderio coltivato a lungo: all´età di 55 anni, fu ammessa alla scuola Julliard di New York per studiare il piano classico. Tra le sue ultime apparizioni in pubblico, quella davanti a papa Francesco, in occasione dell´Incontro mondiale delle famiglie, a Filadelfia, nel 2015, per cantare "Amazing Grace". Perché alla fine, ciò che rimane è il gospel.

(da La Croix; trad it. Paolo Tognina)


Fonte: Voceevangelica.ch

UN GIORNO UNA PAROLA

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo,
perde poi l’anima sua?
O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?
(Matteo 16,26)


Salmo della settimana: 78,32-55

Domenica 15 Settembre
Cristo dice: «In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi minimi fratelli, l’avete fatto a me» (Matteo 25,40)

Io ti amo, o Signore, mia forza! (Salmo 18, 1)
Una donna che era in quella città, una peccatrice, cominciò a rigargli di lacrime i piedi; e li asciugava con i suoi capelli; e gli baciava e ribaciava i piedi e li ungeva con l’olio (Lucca 7, 37-38)

Concedimi, o Cristo, di baciare i tuoi piedi. Concedimi di abbracciare le mie mani, queste mani che mi hanno creato con la tua parola. Concedimi di essere colmo di queste grazie senza esserne sazio. Concedimi di vedere il tuo volto, o Verbo, e di gioire della tua bellezza indicibile.
Simeone il nuovo teologo, X-XI secolo

Luca 10, 25-37; I Giovanni 4, 7-12


Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Edizioni Paoline




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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