16 Gennaio 2021
News

Giovanni 2, 3

23-01-2016 13:07 - Fede e spiritualità
«Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”»

“No Martini? No party!”. Potremmo parafrasare in questo modo ciò che avviene alle nozze di Cana, dove Gesù apre la sua attività pubblica trasformando l’acqua in vino. Ma era proprio necessario un suo intervento? Non c’era nulla di più urgente da fare lì intorno? Perché queste energie sprecate per occuparsi di chi sta festeggiando e non ha certamente un bisogno impellente di quel gesto? Quanti poveri, bisognosi, afflitti, potrebbero giovare di una piccola parte di quella potenza? Perché Dio spreca il suo potere e si preoccupa delle feste?

Eppure Gesù inaugura il suo ministero seduto ad un banchetto, intento a far ripartire una festa che è a rischio. Il messaggio è serio: festeggiare non è secondario. Dio è festa. La festa è una manifestazione della grazia, dell’abbondanza, della generosità, ovvero tutto l’opposto dell’accumulazione, del controllo, della limitazione. La gioia che viene dallo stare insieme e dal rallegrarsi per una buona notizia è ciò che si deve provare quando ci si avvicina a Dio, quando ci riuniamo nel Suo nome.

Quanta festa viviamo nella nostra fede personale? Quale spazio ha la festa nelle nostre chiese? Sappiamo incontrare Dio con serietà e con gioia allo stesso tempo? In che modo viviamo la presenza di Gesù come una festa? Non è semplicemente finito il vino... La questione è che se non sei capace di festeggiare è necessario rimediare, perché potresti non capire quello che Dio in Gesù ti sta per raccontare. Qual è allora il vino che ci manca o che è finito, nelle nostre vite e nelle nostre chiese?
di Stefano D´Amore

Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO E INA PAROLA
2021
VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

GENNAIO

Versetto del mese :
Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
Salmo ( 4 , 6 )

Salmo della settimana : 72





Mercoledì 13 Gennaio

«Un figlio onora suo padre, dove è l'onore che mi è dovuto?» Dice il Signore (Malachia 1,6)

Un uomo aveva due figli. Si avvicinò al primo e gli disse: «Figliolo, vai a lavorare nella vigna oggi». Egli rispose: "non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, vi andò" (Matteo, 21, 28-30)

E non dovrei forse onorare questo Dio, dovrei non capire la sua bontà? Dovrebbe chiamare, e io non sentire, non percorrere la via che mi mostra? La sua volontà è scritta nel mio cuore, la sua parola lo rafforza per sempre: sopra ogni cosa devo amare Dio e il mio prossimo come me stesso.
Christian Fürchtegott Gellert



Romani 8, 26-0; Luca 5, 1-11


Preghiera


Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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