12 Dicembre 2019

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Giovanni 2, 3

23-01-2016 13:07 - Fede e spiritualità
«Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”»

“No Martini? No party!”. Potremmo parafrasare in questo modo ciò che avviene alle nozze di Cana, dove Gesù apre la sua attività pubblica trasformando l’acqua in vino. Ma era proprio necessario un suo intervento? Non c’era nulla di più urgente da fare lì intorno? Perché queste energie sprecate per occuparsi di chi sta festeggiando e non ha certamente un bisogno impellente di quel gesto? Quanti poveri, bisognosi, afflitti, potrebbero giovare di una piccola parte di quella potenza? Perché Dio spreca il suo potere e si preoccupa delle feste?

Eppure Gesù inaugura il suo ministero seduto ad un banchetto, intento a far ripartire una festa che è a rischio. Il messaggio è serio: festeggiare non è secondario. Dio è festa. La festa è una manifestazione della grazia, dell’abbondanza, della generosità, ovvero tutto l’opposto dell’accumulazione, del controllo, della limitazione. La gioia che viene dallo stare insieme e dal rallegrarsi per una buona notizia è ciò che si deve provare quando ci si avvicina a Dio, quando ci riuniamo nel Suo nome.

Quanta festa viviamo nella nostra fede personale? Quale spazio ha la festa nelle nostre chiese? Sappiamo incontrare Dio con serietà e con gioia allo stesso tempo? In che modo viviamo la presenza di Gesù come una festa? Non è semplicemente finito il vino... La questione è che se non sei capace di festeggiare è necessario rimediare, perché potresti non capire quello che Dio in Gesù ti sta per raccontare. Qual è allora il vino che ci manca o che è finito, nelle nostre vite e nelle nostre chiese?
di Stefano D´Amore

Fonte: Chiesavaldese.org

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Mercoledì 11 Dicembre

Noè trovò grazia agli occhi del Signore (Genesi 6, 8)
Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede (Colossesi 2, 6-7)

Dio donaci un cuore che arda di amore per te fino alla fine della vita e che nulla mai ci separi da Te.
Charles Wesley

Apocalisse 2, 1-7; Isaia 45, 9-17


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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