23 Novembre 2020
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Giornata del rifugiato. Naso: "E´ il giorno di una confessione di peccato per l´Europa"

22-06-2016 08:28 - News
Paolo Naso (FCEI): "E´ il giorno di una confessione di peccato per l´Europa e gli europei"

"I corridoi umanitari sperimentati in Italia sono una reale possibilità, vanno allargati e duplicati in altri paesi"


Roma, 20 giugno 2016 (NEV/CS41) - "Non è la giornata delle celebrazioni ma di una confessione di peccato per quello che l´Europa non sa o non vuole fare per fermare la tragedia di migliaia di rifugiati senza asilo né protezione".

E´ quanto afferma Paolo Naso, coordinatore del progetto Mediterranean Hope della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), in occasione della Giornata internazionale del rifugiato, indetta dall´Onu ogni anno il 20 giugno. "Di fronte al dramma di profughi siriani, iracheni, subsahariani, eritrei, sudanesi che rischiano la vita per cercare protezione e asilo, l´Europa risponde con i muri e il filo spinato, scaricando la responsabilità di gestione dei flussi sui paesi più esposti alle migrazioni mediterranee. E´ una strategia giuridicamente illegittima e moralmente fallimentare, tragicamente incoerente con la tradizione europea in materia di diritti umani e asilo. Ed allora l´unico modo per dare senso a questa giornata – prosegue Naso - è fermarsi, riconoscere il fallimento di questa politica, rivolgere un pensiero alle vittime di immigrazione e impegnarsi in nuovi programmi di accoglienza e tutela dei richiedenti asilo. Come evangelici non ci sottraiamo a questo dovere e rilanciamo il nostro impegno nell´attuazione dei ´corridoi umanitari´ che la FCEI sta realizzando insieme alla Tavola valdese e alla Comunità di Sant´Egidio. L´esperienza realizzata in questi mesi dimostra che una via legale, sicura e sostenibile per tutelare i richiedenti asilo è possibile. Va semplicemente ampliata, rafforzata e messa a sistema in Europa. E´ questo il nostro appello alle chiese sorelle europee, talora assai più grandi e influenti del piccolo protestantesimo italiano. Lo rilanceremo nei prossimi giorni – conclude Naso - in incontri che avremo a Berlino e Bruxelles, e lo faremo pensando ai volti rassicurati dei circa trecento richiedenti asilo che grazie ai corridoi umanitari hanno potuto raggiungere l´Italia, evitando le brutalità degli scafisti, i rischi del mare e le chiusure dell´Europa".

Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Lunedì 23 Novembre

Così parla Colui che è l Alto, l eccelso, che abita l eternità, e che si chiama il Santo. «Io dimoro in luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili per ravvivare il cuore degli oppressi» (Isaia 57,15)
Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose (Marco 6,34)

Quando, nelle dimostrazioni che il mondo sa dare, vengono a mancare il conforto e l aiuto, in abbondanza viene in aiuto lui, il Creatore stesso, e inclina i suoi occhi paterni verso coloro che altrimenti non trovano riposo. Date al nostro Dio la gloria!
Johann Jakob Schutz

Ebrei 12, 18-25; II Pietro 2, 1-11




Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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