20 Novembre 2019

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Giorgio Spini. «Ponte» di cultura, storia e fede

18-09-2018 08:27 - News
Sabato 22 settembre Firenze intitolerà un ponte allo storico e accademico Giorgio Spini. Ne abbiamo parlato con il figlio Valdo, già deputato e ministro della Repubblica

Sabato 22 settembre il Comune di Firenze intitolerà un ponte a Giorgio Spini, illustre storico e accademico fiorentino. Il ponte sul Mugnone, che da viale Strozzi all´altezza di via Spadolini termina in piazza della Costituzione all´altezza di via XX settembre, prenderà il nome di Giorgio Spini alle 12 con una celebrazione cittadina.

La decisione dell´intitolazione è giunta dal Palazzo Vecchio che ha dato il via libera alla proposta presentata dall´assessore alla Toponomastica dopo la mozione approvata in Consiglio comunale.

Riforma.it ha rivolto alcune domande al professor Valdo Spini, già deputato e ministro della Repubblica, figlio di Giorgio.

Non una via, non una piazza, bensì un ponte. Una scelta dal sapore evocativo, non le pare?

«Certamente, Il Ponte fu la rivista fondata a Firenze nell´aprile del 1945 da Piero Calamandrei e per la quale Giorgio Spini collaborò negli anni Cinquanta e dove decise di perorare tante battaglie; come quella per sostenere le chiese pentecostali colpite dalla famosa circolare Buffarini-Guidi che, richiamata in vigore da Scelba, impediva ai pentecostali l´attività di culto. Il termine "ponte" oggi assume un sapore ancor più evocativo in un´epoca di chiusure, di nazionalismi, di "sovranismi", di intolleranze e di razzismi. Con la parola "ponte" si indica anche la volontà di comunicare, in piena coerenza con il messaggio cristiano dell´amore fraterno e dell´agape a cui Giorgio Spini è sempre stato legato per tutta la sua vita. Un ponte, quello dedicato a Giorgio Spini, che si trova a pochi passi dalla casa dove egli visse a Firenze in via Ippolito Nievo e non lontano dal Liceo classico Dante che frequentò. Un luogo dunque carico di suggestioni».

Giorgio Spini, predicatore laico evangelico e membro della Tavola Valdese (organo esecutivo delle Chiese metodiste e valdesi) si adoperò molto in favore della libertà religiosa. Un´eredità che lei ha fatto propria e poi promosso nelle stanze legislative grazie alla sua attività politica. É così?

«La prima interrogazione parlamentare che feci nel 1979, fu proprio a favore dell´iter per l´Intesa tra lo Stato italiano - a norma dell´Articolo 8 della Costituzione - e la chiesa valdese. Intesa che fu la prima e che aprì "la strada" alle successive. Oggi la nostra Costituzione in taluni ambiti è ritenuta impopolare; dunque è necessario rivendicarne con forza i valori, dirò di più, in passato vi furono nel mondo evangelico e protestante, nell´area valdese in particolare, alcuni dubbi su quell´Intesa. Credo che oggi si possa affermare che – con "l´aria che tira" – quell´atto sia un punto fermo di grandissima importanza».

Giorgio Spini si è spento a Firenze nel gennaio 2006. Una vita vissuta all´insegna dell´antifascismo e della fede metodista. Dopo l´impegno nel Partito d´Azione e la guerra di liberazione intraprese la carriera universitaria e divenne uno storico di fama mondiale.

«Il Rapporto di Giorgio Spini con Firenze è sempre stato intenso. È la città nella quale ha trascorso gli ultimi anni della sua vita e dove ha profuso il suo impegno di consigliere comunale. Mio padre è stato uno storico e un ricercatore molto apprezzato. I suoi tre volumi di storia moderna – nei quali ebbe il coraggio di partire da Lutero –, pubblicati per Einaudi credo abbiano "fatto epoca"; altrettanto i suoi testi per le scuole. Mio padre non era solo un intellettuale, ha partecipato alla guerra di Liberazione ed è stato il primo ufficiale italiano, seppur sotto l´uniforme inglese, a entrare nella Firenze liberata. Si è sempre battuto per cause nobili e per la difesa dei diritti civili. É stato un militante del Partito d´Azione. Le intitolazioni hanno un carattere simbolico importante e spero che nei prossimi anni quando qualcuno vedrà o attraverserà il ponte, possa chiedersi chi fosse mio padre, Giorgio Spini. Certamente è stato un credente, un grande storico, un combattente per la Liberazione e un militante per l´Italia civile».

Come si svolgerà l´intitolazione di sabato?

«Con un breve incontro pubblico nel quale prenderà la parola Andrea Vannucci, assessore competente alla toponomastica del Comune di Firenze che molto ha fatto per l´intitolazione e che voglio qui ringraziare; poi ci sarà l´intervento di un rappresentante dell´Università di Firenze e quello di Marco Ricca per il Centro evangelico di cultura, già medico e amico di mio padre. Possibile anche la presenza del sindaco di Firenze».

Dove indirizzerebbe un giovane, o una giovane per avvicinarsi alla figura di Giorgio Spini?

«Molte pubblicazioni sono disponibili grazie alle piattaforme online; due libri credo siano adatti: Giorgio Spini, la strada della liberazione (Claudiana editrice, ndr), una biografia ragionata e "montata" su scritti autobiografici. L´altro libro, recentemente ripubblicato, è dedicato alla politicità di Michelangelo: Michelangelo politico (Unicopli, ndr), con l´introduzione di Tommaso Montanari. Nella figura di Michelangelo, nella quale rivedo un po´ la poliedricità di mio padre, s´intrecciano diverse qualità. Michelangelo era un artista, un politico repubblicano e un uomo di fede, vicino al Cenacolo di Vittoria Colonna e dunque anche alla Riforma protestante».


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Ma io so che il mio Redentore vive”
(Giobbe 19,25)

Salmo della settimana: 115

Mercoledì 20 Novembre

Le mie labbra esulteranno, quando salmeggerò a te, e così l’anima mia che tu hai riscattata
(Salmo 71, 23)
Siate ricolmi di Spirito, parlandovi con salmi, inni e cantici spirituali (Efesini 5, 18-19)

Signore, di fronte a te sono un peccatore, ma tu sei la mia giustizia. Perciò io sono sereno e canto. Infatti la tua giustizia è inattaccabile dal mio peccato e mi impedisce di rimanere un peccatore. Sia tu lodato, Signore, mio fedele, misericordioso e liberatore!
Martin Lutero

Luca 13, 1-9; Matteo 24, 45-51


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Dio ci proteggerà da ogni nemico

commento a :
«Essi ti faranno la guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per liberarti», dice il Signore (Geremia 1, 19)

Un filo conduttore lega i versi di questa settimana: la potenza di Dio che si esprime nella certezza della sua presenza a fianco di coloro che Egli chiama. Non una panacea, non l’esenzione da qualsiasi problema, ma un modo per affrontare i pericoli che si pongono innanzi la strada.
Geremia viene chiamato da Dio in tenera età: spaventato dal compito affidatogli da Dio, vorrebbe scappare; vorrebbe rifugiarsi dietro a plausibili giustificazioni, come quella di essere troppo giovane per poter sopportare il peso che Dio gli ha messo davanti. Geremia ha paura di non essere all’altezza, pensando di dover affrontare tutto da solo. Ma Dio lo conosce, lo conosce fin da prima che entrasse nel grembo di sua madre; ha visto più lontano di quanto abbia potuto vedere Geremia di se stesso e sa di aver scelto bene. La debolezza di Geremia diventa la soluzione ai suoi problemi: nella sua debolezza, Dio potrà esprimere la sua potenza, nelle catene che proverà su di sé, Geremia sperimenterà la forza liberatrice del Signore che lo chiama.
Il cammino col Signore non è mai una passeggiata di salute: è ricco di sorprese, irto di impedimenti, disseminato di pericoli, e non occorre affrontarlo con falso coraggio. Lì, proprio nella debolezza dei momenti peggiori, lì, proprio nel desiderio di arrendersi, lì proprio nel bisogno di evadere da un peso quasi soffocante, c’è Dio che abbatte i nemici. Proprio lì, mentre le catene ne cingono i polsi Geremia potrà testimoniare l’amore di un Dio che l’ha scelto per condividere con Lui il peso prodotto dall’amore. Proprio lì, nella paura di non riuscire, Dio ha già vinto i nemici che incontreremo, perché non sarà la spada a liberarci la strada, ma l’ala di Dio che ci proteggerà da ogni nemico.
Luca Reina
19 novembre 2019


Preghiera


Anche quando scende il buio sui nostri occhi e non scorgiamo più il tuo volto, donaci, o Signore, di continuare a credere in te; donaci una fede incrollabile per superare anche la notte. E quando saremo al termine del nostro lungo viaggio, riposeremo senza fine in te, che sei la radice della nostra speranza e della nostra vita.
Da Ravasi…. dopo il salmo 17



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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