12 Luglio 2020
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Gianni Long - il giurista evangelico che amava la buona musica

17-11-2014 17:37 - News
I protestanti italiani ricordano Gianni Long, scomparso sabato a Roma

Si terranno mercoledì 19 novembre, alle 15 al tempio valdese di via dei Mille a Pinerolo, i funerali di Gianni Long, scomparso sabato 15 nella sua casa di Roma. Giurista, per molti anni consigliere presso la Camera dei deputati, predicatore locale, Long, nato nel 1950, è stato presidente per due mandati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia e presidente della Commissione consultiva delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (Ccers); più volte chiamato a presiedere il Sinodo valdese, da sempre era legato alla sua comunità, quella, appunto, di Pinerolo, dove per molti anni ha tenuto il culto di inizio anno, la prima domenica di gennaio.

L´attività professionale di Gianni Long, oltre agli incarichi presso la Camera, dove aveva potuto seguire in particolare le questioni che riguardano i rapporti fra Stato e Chiese (era stato anche membro della Commissione consultiva per la libertà religiosa presso la Presidenza del Consiglio), si è anche esplicata nell´ambito universitario, con l´insegnamento presso le Università Luiss (Roma), e le Università di Urbino e Paris Sud ma anche come docente di Diritto ecclesiastico alla Facoltà valdese di Teologia.

In questo settore di attività rientrano le sue pubblicazioni di livello accademico: «Alle origini del pluralismo confessionale: il dibattito sulla libertà religiosa nell´età costituente» (Il Mulino, 1990), «Le confessioni religiose diverse dalla cattolica: ordinamenti interni e rapporti con lo Stato» (Il Mulino 1991), e più recentemente «Ordinamento giuridici delle chiese protestanti» (Il Mulino 2008).

Appassionato di sport e arbitro di calcio in gioventù, Gianni Long ha trasfuso in numerose pubblicazioni per l´editrice Claudiana e la Società di studi valdesi l´altra sua grande passione, quella per la musica e in particolare la musica sacra e l´innologia. Per la Società di studi valdesi aveva curato con Ferruccio Corsani l´opuscolo del 2002 dal titolo «Cantar salmi a Dio. I valdesi dal Psautier ginevrino agli innari dell´evangelismo italiano». In occasione del terzo centenario della nascita del musicista, scrisse nel 1985 «Johann Sebastian Bach. Il musicista teologo», di cui uscirà una seconda edizione aggiornata nel 1997; a complemento dell´edizione italiana del libro di H. Swanston «L´ispirazione evangelica di Händel» è autore del saggio «Guida all´ascolto del "Messia"» (Claudiana 1992). L´ultimo suo lavoro è stato «In viaggio con Bach» (Claudiana 2012). Ma la passione per la musica, e per Bach in particolare, si era espressa anche in incontri pubblici, ascolti guidati, partecipazione a trasmissioni della rubrica televisiva «Protestantesimo».

Sensibile al dialogo ecumenico, Gianni Long ha prodotto un testo pubblicato sul sito della chiesa valdese di Pinerolo, in cui riepiloga l´evoluzione ecumenica della sua comunità. In questo ambito il suo contributo più rilevante è stata la partecipazione alla Commissione nominata dalla Tavola valdese alla fine degli anni 80, finalizzata alla redazione di un documento comune con la commissione parallela, nominata dalla Conferenza episcopale: il frutto di questo lavoro è il «Testo comune per un indirizzo pastorale dei matrimoni tra cattolici e valdesi o metodisti in Italia» (1997).

Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 73

Domenica 12 luglio

A te, o Signore, la giustizia; a noi la confusione della faccia in questo giorno (Daniele 9,7)
E’ per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio (Efesini 2,8)

Quanto è straordinaria la tua misericordia, Cristo mio, quanto è illimitata la tua condiscendenza, o Verbo! Perché tu sei venuto verso la mia povertà? Com’è che sei entrato nella mia casa sordida, Tu che abiti la luce inaccessibile, mio Dio? In che modo non la consumi con il fuoco, Tu che sei il fuoco insostenibile da una natura mortale? Che cosa farò di degno della tua gloria e che cosa troverò di commensurabile a un così grande amore? Che cosa offrirò a te che hai glorificato con una così grande gloria e un così grande onore me l’indegna/o?
Simeone il Nuovo Teologo

Genesi 12,1-4a; I Corinzi 1, 18-25



Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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