17 Ottobre 2018
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Gerusalemme città santa?

21-03-2018 19:11 - News
Gerusalemme, la città che chiamano "tre volte santa", è uno dei luoghi più esplosivi del mondo, come un concentrato di odio, collera e antagonismo

Nessuna città può pretendere di essere santa, né alcun luogo, né alcun popolo. Perché non vi è che la santità individuale, personale, spirituale. Dio, se esiste, ha dato un´anima a ciascuno di noi. Ma non ho letto da nessuna parte che abbia dato un´anima a una qualsiasi città. Come potrebbe una città essere santa? Si parla a volte dell´anima di un luogo. Ma non è che metafora o superstizione. Tanto vale adorare gli idoli o le reliquie.

Ama il tuo prossimo
Lo spirito del monoteismo è il contrario: "Adorerai un solo Dio" e Dio soltanto. Così come lo spirito dell´umanesimo: "È consentito adorare soltanto l´uomo", diceva Alain, e meglio ancora, aggiungerei io, amarlo come individuo (il prossimo, nella sua fragilità e concretezza) che adorarlo come astrazione (l´Uomo o l´umanità). "Amerai il prossimo tuo come te stesso". E chi vorrebbe adorare se stesso? Chi potrebbe adorare il suo prossimo, vale a dire chiunque? Fagli piuttosto del bene, quando puoi, come ne fai legittimamente a te stesso.

Il buon Samaritano
Rileggete la parabola del buon samaritano, sulla quale tutti possono essere d´accordo. I samaritani si distinguevano dai giudei in quanto rifiutavano la centralità religiosa di Gerusalemme: preferivano pregare in direzione del monte Garizim, che non è migliore né è da meno e conferma ciò che vi è di relativo e di casuale in questi dati di geografia religiosa o presunta sacra. Gesù, incontrando una samaritana, lo riconosce a modo suo. "I nostri padri hanno adorato su questo monte", gli dice lei, "e voi giudei dite che a Gerusalemme è il luogo dove bisogna adorare". E Gesù risponde: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre". A questo riguardo nessuno è tenuto a seguirlo, ma ognuno può meditarne la lezione. Ha poca importanza dove preghi o in quale direzione. Preoccupati piuttosto del contenuto della tua preghiera e ancora di più del tuo prossimo.

Non c´è una città santa. Ci sono invece città storiche, simboliche, che appartengono più di altre, o più preziosamente, a ciò che l´Unesco chiama "patrimonio mondiale dell´umanità". E ne vedo poche che possano pretendere di esserlo più di Gerusalemme. In Occidente vi aggiungerei senz´altro Atene: chiunque sa che queste due città sono come i due poli della nostra civiltà - l´una simbolo della Rivelazione ebraica e l´altra della Ragione greca - di cui l´impero romano compirà, dapprima mediante la spada, la difficile e sempre problematica sintesi. E di sicuro, se fossi obbligato a scegliere tra le due, non avrei esitazioni: il mio cuore e la mia mente opterebbero per l´Acropoli. Ma non c´è da scegliere ed è ciò che Roma, altra città presunta santa e storicamente decisiva, non smette di ricordarci.

Rivelazione e ragione
La Rivelazione non vieta di riflettere, né ce ne dispensa. La Ragione non vieta di credere, né basta a se stessa. E né l´una né l´altra prendono il posto dell´amore, della morale o della politica. Da qui nasce una continua tensione tra ciò che la ragione conosce, ciò che la fede o la fedeltà prescrive, ciò che la legge autorizza o vieta. Sono come tre organi, che non si possono confondere né ripiegare completamente l´uno sull´altro. È questo che la laicità ci ricorda e che Gerusalemme potrebbe simboleggiare: lo scarto irriducibile tra fede, ragione e diritto e allo stesso tempo la loro necessaria convivenza. Significa anche che la legge, a Gerusalemme come altrove, deve prevalere collettivamente. Che i cristiani preghino per la pace, in qualsiasi luogo lo facciano, è quello che ci auguriamo. Ma non sarà sufficiente a realizzarla. (da Monde des religions; trad. it. G. M. Schmitt)


Fonte: voceevangelica.ch

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UN GIORNO UNA PAROLA

BUONA DOMENICA

DOMENICA 30 SETTEMBRE - 19ª DOPO PENTECOSTE

Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello (I Giovanni 4,21)

Salmo della settimana: 56
Testi per il culto pubblico: Marco 12,28-34; Romani 14,17-19
Predicazione: Giacomo 2,1-13

Testi del giorno:

Nella mia angoscia invocai il Signore; il Signore mi rispose e mi portò in salvo (118,5)

In Cristo Gesù abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui (Efesini 3,12)

Se ero assillato da una forte angoscia, la tua fedeltà mi è stata promessa. Tu hai sorretto chi inciampava e lo strapperai sempre al precipizio. Anche quando non vedevo la strada, la tua parola me l´ha indicata. La meta era vicina.

Jochen Klepper

PREGHIERA

Signore nostro Dio,
dacci di guardare al mondo in
cui ci hai messi con gratitudine,
come allo spazio che ci hai dato
perché ne gioissimo insieme a
tutti gli umani. Dacci di guardare
al mondo in cui ci hai messi
con responsabilità, e non come
padroni che non conoscono
limiti. Dacci di guardare agli
altri umani come esseri solidali
accomunati a noi dai nostri errori
e dalla tua promessa di vita.
Amen

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