27 Febbraio 2021
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Germania e Vaticano, due francobolli per Martin Lutero

20-01-2017 10:24 - News
Per il Cinquecentenario della Riforma protestante, lo Stato tedesco e la Città del Vaticano lanciano un´iniziativa simile. Ma la seconda è senza precedenti storici

E´ stato presentato a Francoforte, nei locali del "Bibelmuseum", il nuovo "francobollo di Lutero", un omaggio dello Stato tedesco al Riformatore che 500 anni or sono affisse le sue 95 tesi contro le indulgenze sul portale della chiesa del Castello di Wittenberg. Come spiegato dal rappresentante del Ministero delle finanze Michael Meister, l´emissione del nuovo francobollo – dal valore di 2.60 euro – si inserisce nelle celebrazioni del Cinquecentenario della Riforma protestante. Proprio per questo, a differenza dei precedenti bolli dedicati al monaco agostiniano, su questo nuovo francobollo, negli uffici postali tedeschi dal 10 gennaio scorso, non si trova nessuna riproduzione della figura di Lutero, ma un passo del capitolo 7 del Vangelo secondo Matteo arricchito dalle annotazioni a margine di Lutero, che nel 1541 rivide quella traduzione in lingua tedesca. È nel testo biblico dunque, in una Scrittura accessibile a tutti, il significato della Riforma che le autorità tedesche hanno voluto valorizzare.

Ma i "francobolli di Lutero" non sono finiti qui. Proprio qualche giorno fa, l´ufficio filatelico e numismatico della Città del Vaticano, ha confermato la notizia dell´imminente stampa di un "francobollo Lutero" per il 2017. L´ufficio vaticano emette regolarmente francobolli dedicati ad eventi speciali, ma di solito gli individui commemorati dalla "zecca papale" sono santi appena canonizzati. L´annuncio della stampa di un bollo dedicato al monaco tedesco agostiniano che diede il via alla Riforma protestante, è un evento senza precedenti, segno dei mutati tempi ecumenici.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

F E B B R A I O
Versetto del mese:
Rallegratevi perché i vostri nomi
Sono scritti nei cieli
(Luca 10, 20)
Salmo della settimana:63


Sabato 27 Febbraio

Dio circondò il suo popolo, ne prese cura, lo custodì come la pupilla dei suoi occhi. Come una aquila che desta la sua nidiata, volteggia sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne (Deuteronomio 32, 10-11)
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4,7)

Il fiume / non trova la sua pace / finché non è al mare / finché non è più lui / ma acqua nell’acqua sterminata. / Così è per la vita umana. / Il nostro breve corso / non trova riposo / che nell oceano infinito di Dio.
Carlo Lupo


Romani 6, 12-18; Luca 11, 14-28





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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