25 Settembre 2020
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Germania divisa sull´eucaristia

24-07-2018 11:02 - Ecumenismo
Il confuso tentativo dei vescovi cattolici tedeschi di ammettere i protestanti alla comunione eucaristica

In Germania, se sei protestante e la persona che hai sposato è di confessione cattolica romana, potresti ricevere la comunione nella Chiesa cattolica insieme con il tuo coniuge. Ma potrebbe anche accadere che tu non sia affatto accolto alla mensa eucaristica.
Questa situazione confusa, creata da una proposta di cambiamento della tradizione secondo cui l´eucaristia cattolica era "solo per cattolici", vede il cattolicesimo tedesco dibattersi tra il desiderio della maggioranza di un allentamento delle regole - un´opinione apparentemente condivisa da papa Francesco - e i limiti al cambiamento nella Chiesa più grande del mondo.

Conservatori contro riformisti
A febbraio i vescovi cattolici tedeschi avevano approvato un sussidio pastorale destinato a orientare i sacerdoti in merito all´amministrazione della comunione cattolica ai protestanti partecipanti alla messa. Quel testo, che segnalava una certa apertura, ha scatenato una discussione animata tra riformisti e conservatori e prodotto sorprendenti dietrofront da parte del Vaticano.
Nel frattempo alcune diocesi tedesche hanno dato spazio, sui loro siti web ufficiali, alle nuove direttive in materia di intercomunione. Altre hanno pubblicato a malapena un breve accenno al riguardo. Mentre nella Chiesa cattolica tedesca prosegue il dibattito, esacerbato dai segnali contrastanti provenienti dal Vaticano.

Prassi di accoglienza
La discussione sull´ospitalità eucaristica, poco presente in altri paesi, è un tema molto sentito in Germania, dove i cristiani sono divisi quasi equamente tra cattolici e protestanti e molti matrimoni sono confessionalmente misti.
A onor del vero, molti protestanti tedeschi ricevono già la comunione con il coniuge di confessione cattolica, spesso con il consenso del sacerdote. Lo fanno tuttavia in modo discreto, perché il Vaticano sembrava finora contrario a questa prassi e perché molti ecclesiastici temono che tollerare ufficialmente singole eccezioni potrebbe portare a un cambiamento dottrinale.
"Apparentemente i principi ecumenici del cattolicesimo e la loro comprensione inclusiva della Chiesa [...] sono ancora estranei ad alcune persone mezzo secolo dopo il Concilio Vaticano secondo", ha lamentato il vescovo Gerhard Feige, delegato della conferenza episcopale per le relazioni ecumeniche e coautore del sussidio pastorale.

Vescovi contrari all´ospitalità
Nell´interpretazione del diritto canonico cattolico papa Francesco ha adottato un approccio più flessibile rispetto ai suoi predecessori e ha fatto del miglioramento delle relazioni con altri cristiani una priorità del suo pontificato.
Ritenendo che fosse il momento giusto per affrontare la questione, la Conferenza episcopale tedesca - guidata dal cardinale di Monaco Reinhard Marx, un alto consigliere del papa - ha redatto una "guida pastorale" di 38 pagine allo scopo di aiutare i sacerdoti a indicare una soluzione alle coppie miste. Il coniuge protestante, si afferma nel testo, deve condividere la comprensione cattolica della presenza reale di Gesù Cristo nell´eucaristia e provare una "grave angoscia spirituale" per il fatto di esserne escluso. A febbraio la maggioranza dei vescovi presenti - 47 su 60 - ha votato per la pubblicazione del documento, intitolato "Camminare con Cristo - sulle orme dell´unità. Matrimoni misti e partecipazione comune all´Eucaristia". Ma un mese più tardi, sette vescovi dissenzienti, guidati dal cardinale di Colonia Rainer Maria Woelki, hanno chiesto al Vaticano di stabilire se il sussidio violasse o meno la dottrina cattolica e l´unità della Chiesa universale.

Ripensamenti vaticani
In una lettera del 10 aprile, funzionari del Vaticano hanno chiesto ai vescovi tedeschi di non pubblicare il documento, perlomeno non subito, e hanno convocato a Roma Marx, Woelki e altri quattro vescovi per un incontro a porte chiuse.
Il 3 maggio, i funzionari hanno detto loro che secondo il papa il documento non era "ancora maturo per essere pubblicato" e voleva che trovassero un accordo "possibilmente unanime".
Alla fine di maggio il Vaticano ha ribadito i dubbi del papa riguardo alla pubblicazione del documento in una lettera personale a Marx su cui i media conservatori cattolici sono riusciti a mettere le mani prima ancora che arrivasse al cardinale. Roma sembrava improvvisamente fare dietrofront sui cambiamenti e deludere le speranze suscitate dal sussidio. "Molte persone sono davvero deluse - ha scritto il vescovo Feige - e i danni che ne sono derivati sono incalcolabili. Sono state riaperte vecchie ferite, amarezza e rassegnazione stanno dilagando".

Francesco, il diritto canonico e la Curia
Parlando di "una guerra civile sotterranea" tra i riformisti e i conservatori nella Chiesa, Marco Politi, esperto vaticanista italo-tedesco, ha detto al settimanale di Amburgo "Die Zeit": "La Conferenza episcopale tedesca può avere una maggioranza progressista, ma la Chiesa mondiale no". La Chiesa mondiale e la curia, ha detto, stanno "frenando".
Papa Francesco ha infine parlato della questione, il 21 giugno, sul volo di ritorno a Roma dopo la giornata trascorsa in visita presso il Consiglio ecumenico delle Chiese a Ginevra. "Forse non c´è stata un´informazione giusta nei momenti giusti, c´è un po´ di confusione", ha ammesso parlando con i giornalisti. Il diritto canonico cattolico - ha proseguito -, ha sempre concesso l´intercomunione in casi speciali e i vescovi possono decidere se i non cattolici nella loro diocesi possono riceverla. Il problema era che i tedeschi volevano pubblicare il documento a nome della Conferenza episcopale nazionale, una procedura che il codice non ammette. "Perché? Perché una cosa approvata in una Conferenza episcopale, subito diventa universale", ha detto Francesco.
Con quella spiegazione i vescovi tedeschi si sono incontrati di nuovo a fine giugno e hanno deciso di pubblicare il sussidio come testo non ufficiale per aiutare singoli vescovi diocesani a decidere come gestire la questione.

Vescovi in ordine sparso
Lasciati a decidere da soli come affrontare la situazione, alcuni vescovi hanno accolto calorosamente le nuove linee guida. "Coppie e famiglie interconfessionali ci stanno a cuore, così come l´ecumenismo", ha detto l´arcivescovo di Paderborn Hans-Josef Becker. Nella vicina Münster la diocesi ha invece deciso di attendere l´autunno per prendere una decisione. L´arcivescovo di Bamberga Ludwig Schick, uno dei sette vescovi che si erano lamentati con il Vaticano, ha detto che la sua diocesi seguirà le linee guida, ma ha lasciato intendere che le interpreterà in modo rigoroso.
Nel frattempo le Chiese protestanti della Germania - la maggior parte delle quali ammette alla Cena del Signore tutti i cristiani - hanno mantenuto un discreto silenzio sulla disputa cattolica, palesando un certo imbarazzo. Il vescovo Heinrich Bedford-Strohm, presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD), ha tenuto a sottolineare che papa Francesco ha detto che le linee guida tedesche "non sono un freno" a una intensificazione della cooperazione tra i cristiani. E tuttavia gli entusiasmi ecumenici emersi nel corso delle celebrazioni dei 500 anni della Riforma sembrano allontanarsi. (RNS; trad. it. G. M. Schmitt; adat. Paolo Tognina)


Fonte: Voceevangelica.ch
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Giovedì 24 Settembre

Dal più piccolo al più grande, sono tutti quanti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna. Essi curano alla leggera la piaga del popolo; dicono: «Pace, pace», mentre pace non c’è (Geremia 6,13-14)
Ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene (Luca 6, 44,45)

Mi piace / sa ascoltare/ il vento / sulla propria pelle / sentire / gli odori delle cose / Catturare l’anima. / Quelli che hanno la carne / a contatto con la carne del mondo. / Perché lì c’è verità / lì c’è dolcezza / lì c’è sensibilità / lì c’è ancora amore.
Alda Merini

Luca 10, 38-42; II Corinzi 9, 1-9


Siamo stati creati per la vita
Commento a: II Corinzi 5, 4
Noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita


Lunedì e martedì i testi del Lezionario Un giorno una Parola ci hanno indotto a riflettere sulla sofferenza e sul dolore che la vita spesso ci impone, su quel senso di abbandono che ci induce talvolta a pensare che persino il Signore si sia allontanato da noi.
Oggi l’apostolo Paolo, però, ci costringe ad elevare il nostro sguardo, ad aprire i nostri cuori e le nostre menti. Spesso i nostri occhi sono fissi sulla fatica, sul dolore nostro come singoli e singole o sulle tragedie a cui assistiamo come umanità, ma qui Paolo ci aiuta ad alzare i nostri volti e ci spinge ad andare oltre. L’apostolo è consapevole che ora siamo oppressi e gemiamo, ma ci ricorda che il nostro desiderio più profondo non può che essere quello di essere rivestiti di una nuova Vita. Cioè afferma che quello che ci appartiene davvero, come uomini e donne creati a immagine di Dio, come fratelli e sorelle di Gesù, non è l’immobilismo stagnante che spesso ci costringe a fermarci al nostro presente, più o meno travagliato. La nostra vocazione più vera è guardare verso la direzione che Gesù ci ha indicato, Gesù che ha vinto la morte, Gesù in tutto e per tutto uomo e dunque modello per ognuno e ognuna di noi.
Noi che viviamo in un mondo di morte, che ci sentiamo destinati alla morte e attratti da quello che ci circonda, che è mortale e mortifero, in realtà siamo stati creati per la Vita e ad essa siamo destinati e destinate. E dunque pur nel dolore, nella fatica, nell’angoscia, la nostra preghiera può salire forte e chiara al Signore che ci ha creati: resta con noi e donaci dei cuori di carne, che sappiano sentire la Tua presenza, impedisci che la nostra speranza si offuschi e donaci una fede che sappia essere salda e forte, gioiosa e colma di amore. Amen.

Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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