16 Ottobre 2019

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Germania. Per la EKD bisogna parlare di famiglia al plurale: ´benedizioni omosessuali teologicamente legittime´

01-07-2013 18:54 - Bibbia e attualità
La benedizione di coppie omosessuali teologicamente legittima

Roma (NEV), 26 giugno 2013 - "Oggi la famiglia esiste in forme molto diverse, per cui bisogna prendere atto della realtà": lo ha detto il pastore Nikolaus Schneider, presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD), in occasione della presentazione lo scorso 19 giugno a Berlino, di una guida sulle e per le famiglie approntata dal Consiglio della EKD dal titolo "Tra autonomia e bisogno. Rafforzare la famiglia come comunità responsabile".

Secondo quanto contenuto nelle 162 pagine del documento elaborato da un´apposita commissione durante tre anni di lavoro, per gli evangelici tedeschi oggi è necessario allargare il concetto di famiglia ad altre forme di convivenza, e sganciarlo dall´istituto del matrimonio che, anche se è un "buon dono di Dio", non può valere come l´unica forma di convivenza, chiarisce il testo. Pertanto, a formare una famiglia sono "i genitori (uno o due) con i loro figli carnali, adottivi o in affidamento", ma sono anche "le cosiddette famiglie-patchwork, che risultano dal divorzio e dalle seconde nozze", sono "le coppie senza figli", come pure con le "famiglie arcobaleno" delle coppie omosessuali.

Il quadro normativo tedesco parte ormai da un concetto esteso di famiglia, per cui "il riconoscimento giuridico della molteplicità delle forme familiari e di vita andrebbe colto anche nella chiesa e incluso nell´azione ecclesiastica", si legge nel documento, che prende ad esempio la Bibbia dove ricorre la richiesta di una convivenza che sia insieme "affidabile, piena d´amore e responsabile": "se si legge la Bibbia partendo da questa convinzione di fondo allora le relazioni omosessuali, nelle quali le persone si impegnano a una convivenza vincolante e responsabile, vanno riconosciute anche dal punto di vista teologico come di uguale valore", si legge ancora nel testo. Per Christine Bergmann, presidente della commissione che ha elaborato le linee guida ed ex ministro tedesco della famiglia e delle donne, in questo caso le coppie gay "dovrebbero trovare sostegno nella chiesa, nello Stato e nella società". Il documento pertanto apre anche alla benedizione per le coppie composte da persone dello stesso sesso: "quando, in alcuni momenti decisivi della loro vita, le persone vogliono porsi sotto la benedizione di Dio, la chiesa protestante non dovrebbe rifiutarsi, anche per questioni teologiche".

Fonte: NEV

UN GIORNO UNA PAROLA

O T T O B R E
Versetto del mese:
Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo;
non di mala voglia, né per forza,
perché Dio ama un donatore allegro.
(II Corinzi 9,7)

Salmo della settimana: 25

Martedì 15 Ottobre

Dio dice: «Voglio fare di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra» (Isaia 49,6)
Dio ha sovranamente innalzato Cristo Gesù e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome (Filippesi 2,9)

Stendiamo le braccia verso di te, da cui sorge la vita. Ci affidiamo a te, da cui sgorga la misericordia. Tu sei come sei: belli sono i tuoi nomi. Alleluia. Amen.
Friedrich Karl Barth

Giacomo 1, 1-13; Matteo 22, 23-33



Preghiera


Guardo il vaso che sono,
le mie forme non seguono le linee della tua
volontà,
e il decoro non corrisponde ai colori della tua
gioia.
Guardo il vaso che sono, fragile creta,
non del tutto rappresa dal calore del tuo
amore.
Guardo il vaso che sono, e mi prende
lo sconforto.
Perché, Signore, dovresti aver cura di me?
Perché insistere con tanta premura verso
un’opera tanto ribelle?

Poi smetto di guardare al vaso e osservo le tue
Mani
Le stesse con le quali mi modellasti
Nel giorno della creazione.
Mani agili e possenti, delicate ed esperte.
Allora torna in me la speranza:Nelle tue mani rimetto la mia vita. Tu puoi
Cambiarla. Tu puoi nuovamente modellarmi.
Tu puoi ridare senso ai miei giorni che
Trascorrono spesso stanchi e vuoti.
Non lasciare che io cada. Mi sento già a pezzi.
Raccogli ogni cosa di me.
Donami l’integrità che non ho ancora
Assaporato.
Custodiscimi, per amore del tuo Figlio,
primogenito di ogni creatura, tra le
opere delle tue mani.
Da Diaspora anno XLIX n. 2-3 marzo-aprile 2016





Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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