19 Maggio 2021
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GESÙ NUTRIMENTO PER TUTTI (LUCA 9, 10–17)

31-07-2016 08:43 - TEMPO DELLO SPIRITO
Gli apostoli ritornarono e raccontarono a Gesù tutte le cose che avevano fatte; ed egli li prese con sé e si ritirò in disparte verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono; ed egli li accolse e parlava loro del regno di Dio, e guariva quelli che avevano bisogno di guarigione.
Or il giorno cominciava a declinare; e i dodici, avvicinatisi, gli dissero: «Lascia andare la folla, perché se ne vada per i villaggi e per le campagne vicine per trovarvi cena e alloggio, perché qui siamo in un luogo deserto». Ma egli rispose: «Date loro voi da mangiare». Ed essi obiettarono: «Noi non abbiamo altro che cinque pani e due pesci; a meno che non andiamo noi a comprare dei viveri per tutta questa gente». Perché c´erano cinquemila uomini. Ed egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di una cinquantina». E così li fecero accomodare tutti. Poi Gesù prese i cinque pani e i due pesci, alzò lo sguardo al cielo e li benedisse, li spezzò e li diede ai suoi discepoli perché li distribuissero alla gente. Tutti mangiarono a sazietà e dei pezzi avanzati si portarono via dodici ceste. (Luca 9, 10-17)


Gesù aveva inviato i discepoli per un giro di prova – come possiamo apprendere dalla lettura che precede il nostro racconto. Avevano il compito di annunziare il Regno e guarire i malati.
Ora di ritorno vorrebbero riferire a Gesù la loro esperienza fatta. Bruciano dalla voglia di poter raccontare tutto ciò che era loro successo.
Sopraggiunge però la folla, nonostante il loro ritiro in disparte un po´ fuori mano.
Gesù si sta occupando della folla, sta annunziando il Regno e guarendo i malati.
I discepoli stanno sulle spine, avrebbero tante cose da raccontare.
Si sta facendo sera e i discepoli sono sempre più agitati e impazienti.
Nessuno si accorge che è tardi e sarebbe ora di tornarsene a casa, pensano i discepoli.
Si avvicinano a Gesù per mandar via la gente. Gesù – invece di licenziare la folla – dice loro: "Date loro voi da mangiare".
"Ma che dici mai, basta a malapena per noi, 5 pani e 2 pesci e poi a quest´ora dove si potrebbe organizzare qualcosa?"
Sono sorpresi e preoccupati per la loro miseria e per la loro impotenza.
Un´altra sera senza niente da mangiare!
"Date loro voi da mangiare"!
Gesù ha mandato i discepoli in mezzo alla gente che ha fame e sete di pane, di giustizia, di salute. Li ha inviati in missione per annunziare: liberazione – gioia – perdono – amore – grazia –speranza e pace.
I discepoli sono in ansia per l´insufficienza, per l´ignoranza e per la loro impotenza.
Sembra poco promettente, con cinque pani e due pesci.
E poi succede, nessuno sa come, dopo la benedizione del cibo di Gesù, che tutti mangiano a sazietà. Che miracolo!
I primi cristiani si sono riuniti per spezzare il pane insieme, come ricordo di Gesù Cristo. Questo miracolo della nutrizione è raccontato dai quattro evangelisti in ben sei versioni.
Mai come nello spezzare il pane nella comunione fraterna, essi sentono la presenza di Gesù Cristo il risorto e vivono il ricordo della sazietà nel miracolo della condivisione. Gesù sazia tutti. Si sentono accolti, rispettati, ascoltati, amati e benvenuti. È Gesù che invita, è lui che sazia tutti. Gesù ha operato salvezza e risurrezione guarendo e nutrendo a sazietà aprendo al Regno di Dio.
E così dice anche a noi oggi: "Date loro voi da mangiare".
Ci chiama al servizio per superare le nostre paure, la nostra preoccupazione, il nostro egoismo. Ci ricorda di fidare in Dio in tutto ciò che facciamo e ci incoraggia all´ospitalità e all´accoglienza.
Che lo Spirito del Signore ci apra la mente, il cuore per farlo.

Fonte: Voce Evangelica
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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