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Futuro assicurato per Casa Cares. La struttura toscana passa in carico alla Csd nel tentativo di rinnovarsi

26-08-2015 16:12 - News
di Claudio Geymonat


«Casa Cares è un sogno, non spegnetecelo»; con questa felice battuta di un membro dei Sinodo, il diacono Dario Tron, si potrebbe riassumere la decisione dell´assemblea di affidare alla Commissione Sinodale di Diaconia (Csd) la gestione della magnifica struttura sulle colline alla spalle di Firenze, che fino ad oggi era proprietà della Tavola valdese, e gestita dal terzo distretto delle chiese. Negli anni si sono resi necessari varie opere di messa a norma, di ristrutturazione e di rilancio degli spazi, siano essi gli edifici o i vasti terreni circondanti, e la decisione sul futuro dell´opera si è resa non più prorogabile visto che molti nodi sono giunti al pettine, in particolare le necessità di ampi lavori di ristrutturazione, stimati in circa due milioni di euro.

Giovanni Comba, presidente della Csd è pronto a raccogliere la sfida: «Crediamo di avere le competenze e le idee per tentare un rilancio di un´opera così importante nella storia di generazioni di evangelici». Il moderatore Eugenio Bernardini ha sottolineato il grande lavoro svolto a Casa Cares, in particolare da Paul e Antoniette Krieg, che dal 1983 sono l´anima e il cuore di Casa Cares, ma ha voluto focalizzare l´attenzione sugli elevati costi di gestione e messa a norma, per chiedersi se sia veramente opportuno insistere nel suo mantenimento. Il Sinodo ha votato a larghissima maggioranza per il passaggio alla Csd della struttura che avvierà quindi un progetto di recupero e rilancio che verrà presentato all´assemblea il prossimo anno.

La mattinata è stata nel complesso dedicata all´analisi delle opere che non fanno parte della diaconia valdese, ma che rispondono invece direttamente al Sinodo.

Il focus dei ragionamenti ha coinvolto soprattutto il Servizio Cristiano di Riesi, viste le novità proposte nel corso dell´anno, a partire dall´inaugurazione del nuovo museo che come ha sottolineato il moderatore Bernardini «ha consentito agli abitanti della zona di riscoprirsi, di vedere come era la propria terra un tempo, e come si è trasformata negli anni, fra fotografie, video, documenti. Sono stati spesi molti soldi ma si è restituita alla popolazione un´opera moderna».

E´ toccato al direttore dell´opera Gianluca Fiusco offrire un appassionato spaccato delle attività, delle battaglie, delle sfide da vincere quotidianamente in una zona di frontiera, difficile per svariati motivi, dalle contaminazioni nelle relazioni politiche allo spopolamento di un territorio che non riesce a offrire alcunché ai propri residenti.

Come da anni è il Collegio valdese a suscitare acceso dibattito fra chi fatica ad accettare gli elevati finanziamenti derivati dai proventi dell´otto per mille che vengono dirottati per il funzionamento della scuola, e chi antepone altri ragionamenti al superiore interesse del ruolo che il Collegio ancora svolge per la formazione culturale. Particolarmente accorato l´intervento di Patrizia Mathieu della chiesa di Torino, che ha espresso «il profondo disagio ogni volta si parla del Collegio, scuola privata, finanziata con forza dai nostri denari (circa 400 mila euro di fondi otto per mille), e che al contempo ha una retta per le famiglie da 8900 euro annui che lo ha ormai trasformato in una scuola di lusso, riservato alle classi alti della società».

Sullo stesso filone si iscrivono gli interventi di Emilio Florio della chiesa di Milano e di Gianni Genre, timorosi di veder mutata la mission dell´istituto superiore. L´operato del Collegio viene comunque approvato con 11 voti contrari e 19 astenuti.




Fonte: Riforma.it - 26 agosto 2015
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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