14 Dicembre 2019

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Francia. La tradizionale Assemblée du désert a Mialet

24-09-2014 15:41 - Fede e spiritualità
Domenica 7 settembre, si è svolta a Mialet, nelle Cevenne, la tradizionale Assemblée du désert che
ha visto la partecipazione di oltre 20.000 persone. Il tema della giornata, «Da un deserto all´altro»,
era centrato sulla questione della libertà.
Il culto della mattina è stato presieduto dal pastore François Clavairoly, presidente della Federazione protestante di Francia. Nella sua predicazione, basata su Galati 5, 1 («Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù»), egli ha affrontato il tema della libertà di coscienza. Alla giornata ha partecipato, per la prima volta, il ministro dell´Interno del governo francese, Bernard Cazeneuve, il quale, al ter mine del culto, ha detto, in un´intervista radiofonica: «Le parole del pastore mi hanno colpito al cuore, sono ministro dei culti e quindi anche della laicità. Ma sono fiero di essere qui».
Ha poi rilevato lo spirito di «grande tolleranza, di grande speranza» di questo raduno, sottolineando il suo rispetto per i valori di resistenza di cui testimonia il museo, «una resistenza che permette ai valori di libertà di vincere». Nel pomeriggio, conferenza storica di Ruth Whelan, docente all´Università di Maynooth (Irlanda), seguita da una testimonianza di Françoise e Daniel Larribe, ex ostaggi nel Sahel, liberati lo scorso anno. Il messaggio finale è stato dato dalla
pastora Sophie Zentz-Amedro, presidente del Consiglio regionale della Chiesa protestante unita di
Francia della regione Cévennes-Languedoc-Roussillon. (Fpf)

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Venerdì 13 Dicembre

Il Signore non ripudierà il suo popolo e non abbandonerà la sua eredità ( Salmo 94, 14)
Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore (Filippesi 3, 20)

Signore ti ho cercato, ora vieni da me. Dove tu hai preso dimora c’è solo il cielo. Entra dunque nel mio cuore e fa che sia il tuo tempio.
da un inno moravo di Benjamin Schmolck

Zaccaria 2, 14-17; Isaia 46, 1-13


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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