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Francia. I protestanti scrivono le loro nuove tesi in preparazione del 2017 Marie Lefebvre-Billiez

04-11-2014 14:49 - News
Dal nord al sud, dall´est all´ovest, i protestanti uniti di Francia hanno preparato le loro tesi per il 2017, grazie alla storia e all´arte. Erano 400 a Marmande (Lot-et-Garonne) e 500 a Montbéliard (Doubs) per «protestare per Dio, protestare per l´uomo», tema dell´iniziativa lanciata l´11 ottobre in preparazione delle festività del 2017.
A Marmande, tutta la regione Sud-Ovest della Chiesa protestante unita di Francia si è riunita. Una decina di atelier hanno riflettuto sulle domande poste dal lezionario.
«In ogni gruppo, almeno due giovani di età post catechismo erano presenti, confida ´organizzatore, e non erano gli ultimi a partecipare!». A fine giornata, i giovani hanno applaudito la compagnia di teatro Sketch Up. Teatro, sempre a Montbéliard, dove Martin Lutero, Giovanni Calvino, Marie Durand e Martin Luther King sono stati «come per magia» riuniti attraverso piccoli sceneggiati,
secondo Jan Albert Roetman, coordinatore nazionale della giornata. Questa città ha inoltre accolto una passeggiata urbana nello spazio pubblico e una celebrazione ecumenica. Nancy si è soffermata sulla «storia palpitante » del suo tempio, Digione sui «protestanti da ieri a oggi»
grazie a un quiz. A Besançon, i bambini hanno intonato l´inno del Grande Kiff «Voi siete la luce del mondo». In Bassa Normandia, i membri di chiesa si sono ritrovati per «due giorni di festa », secondo l´organizzatore, sabato e domenica. I giovani hanno presentato un cortometraggio e hanno animato quattro atelier, in particolare sulla lettura della Bibbia e sulla nozione di protesta: «Contro che cosa? Per chi?». Su Twitter, le parole chiave «#thèses2017» hanno permesso
di scoprire le festività a Vienne, nell´Isère, dove manifesti sono stati affissi sulle porte delle chiese, in particolare del duomo. A Mantes-la-Jolie, nella regione parigina, la riflessione ha girato attorno
alla questione della trasmissone, secondo Daniel Cassou, incaricato della comunicazione dell´Epuf. Il concistoro Nord-Ovest della regione parigina aveva da parte sua scelto di interrogarsi sulla resurrezione. Una giornata di bilancio a livello nazionale è prevista il 28 novembre per valutare «quali temi tornano più spesso», spiega Jan Albert Roetman, ritenendo che «la storia
interessa molto». L´obiettivo è anche che il gruppo di lavoro che sta preparando la dichiarazione
di fede dell´Epuf si nutra del vissuto delle chiese locali in questa iniziativa delle «tesi per il 2017». Un libro bianco sarà presto messo in linea su www. theses2017.fr "regardsprotestants"


Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Mercoledì 30 Settembre

Ho creduto, perciò ho parlato. Io ero molto afflitto (Salmo 116,10)
Beato l’uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano (Giacomo 1,12)

Le prove sono abbracci di Dio.
Martin Lutero

Genesi 16,5-14; II Corinzi 11,16-33




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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