24 Novembre 2020
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Francia. A Parigi il grande raduno dei protestanti incentrato sul tema della speranza

28-09-2013 11:56 - Fede e spiritualità
Dall´Italia sarà presente il direttore della Fondazione Centro culturale valdese di Torre Pellice

E´ incentrata sulla speranza, la seconda edizione di "Protestants en fête" - il grande raduno dei protestanti francesi - che dal 27 al 29 settembre si terrà a Parigi. Spettacoli, conferenze, mostre, concerti, visite guidate animeranno la tre giorni con il tema "Paris d´espérence": motto che volutamente gioca sull´assonanza tra "Parigi di speranza" e "scommessa di speranza".

Il grande raduno, promosso dalla Federazione protestante di Francia (FPF), si concluderà al Palazzo dello sport di Bercy con un culto domenicale trasmesso in diretta su France2 e a cui parteciperà un coro di mille voci composto dalle corali delle singole comunità disseminate sul territorio. Attesi per l´occasione decine di migliaia di fedeli provenienti da tutto il paese.

La festa avrà diverse location disseminate nella Ville Lumière: dalla Place du Palais Royal dove sarà allestito il "Villaggio della solidarietà", alla Place Frenay, vicinissimo alla Gare de Lyon, dove si incontreranno i giovani, al parco di Bercy, dove saranno allestiti gli stand delle chiese e delle istituzioni culturali. Prevista alla Bastille anche una "Maratona della Bibbia" con la lettura ininterrotta delle Sacre Scritture.

Inoltre, da qualche mese gli organizzatori di "Protestants en fête" hanno lanciato un manifesto dal titolo: "La speranza, una scommessa necessaria", già sottoscritto da più di mille persone. Con questo manifesto invitano a "mettere la fiducia, la generosità, la semplicità e l´umiltà al centro della vita e del proprio impegno", ben sapendo che "per i credenti non c´è speranza senza fede e che chi riceve Cristo contemporaneamente riceve dei fratelli e delle sorelle da tutto il mondo".

Quest´anno la Fondazione Centro culturale valdese (CCV) di Torre Pellice (TO) parteciperà all´incontro con una presenza allo stand dei musei protestanti francofoni che avrà come titolo "Cultura e patrimoni protestanti" e che sarà allestito all´ingresso del parco di Bercy. "Una partecipazione che ci permetterà di far conoscere maggiormente al pubblico francese la nostra realtà di protestanti di minoranza in Italia oltre che di poter vivere il clima della festa condividendo riflessioni e pensieri con realtà molto vicine alla nostra e con cui, per altro, collaboriamo da tempo", ha affermato Davide Rosso, direttore della Fondazione CCV.

(Per ulteriori informazioni e per firmare il manifesto: www.protestantsenfete2013.org).

Fonte: NEV
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Martedì 24 Novembre

Tutte le estremità della terra hanno visto la salvezza del nostro Dio (Salmo 98,3)
Si prende forse la lampada per metterla sotto il vaso o sotto il letto? Non la si prende invece per metterla sul candeliere? (Marco 4,21)

Quando calano i raggi del sole, per portare luce a paesi lontani, là viene annunciata la tua misericordia, e la lode a te risuona mille volte. Perché, come la mattina va senza sosta per la terra a portare luce, così una preghiera ininterrotta in molteplici forme si schiude e risplende.
Raymund Weber



I Pietro, 13-21: II Pietro 2, 12-22


Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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