11 Dicembre 2019

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Francesco d´Assisi e Martin Lutero: la rivoluzione del Vangelo

20-10-2017 11:33 - Ecumenismo
LUCCA COMICS Due mostre, con opere a fumetti, su due testimoni cristiani

Nei giorni di Lucca Comics, dal 1° al 5 novembre, ci saranno anche due mostre di fumetti che ci riguardano molto da vicino, come cristiani. Una sarà dedicata a Francesco d´Assisi e sarà ospitata nella chiesa valdese di Via Galli Tassi. L´altra, dedicata a Lutero, padre della Riforma protestante, verrà ospitata nella chiesa cattolica di San Cristoforo in via Fillungo. Nel pieno centro storico di Lucca, nei giorni dei Comics, ci sarà spazio, quindi, anche per occasioni importanti da leggersi in chiave ecumenica, come spinta a interrogarsi tutti sulla conversione come riforma della propria vita. La vita cristiana, infatti, nasce da un incontro personale con il Cristo, una conversione a Lui che comporta una riforma della propria vita: è l´impulso iniziale e caratterizza tutta la vita del discepolo. Questo è vero anche a livello ecclesiale, e lo è fin dall´inizio della Chiesa come testimoniano gli scritti del Nuovo Testamento e dei Padri. Sulla necessità della riforma della Chiesa «nel capo e nelle membra» nel Medioevo incontriamo alcuni movimenti che pur avendo esiti diversi, esprimono la necessità di tornare al vangelo. Un protagonista che ha vissuto questa esigenza di riforma a livello personale e, proprio per questo anche ecclesiale, è stato Francesco di Assisi. Egli ha incontrato Cristo nella preghiera, nei poveri e nel vangelo e per questo predicava ai suoi frati che la regola della vita cristiana è il vangelo da vivere sine glossa (quasi contemporaneo di Francesco è anche Valdo di Lione che ha avuto tratti di vita somiglianti a quelli di Francesco: famiglie di mercanti entrambi, la mamma di Francesco francese, entrambi leggono una copia di vangelo scritto nelle loro lingue...). Circa tre secoli dopo Francesco, un altro personaggio che ha espresso il bisogno di riforma della chiesa è stato Martin Lutero. Egli scopre che la salvezza passa attraverso l´accoglienza della misericordia di Dio e per questo fonda la sua proposta sull´essenziale: solo Cristo, sola scrittura, sola fede. Gli storici sono concordi nel riconoscere che Lutero non voleva fondare una nuova chiesa, ma riformare la Chiesa di Cristo che attraversava una situazione di grave crisi. Il contesto storico e la reazione della Chiesa di Roma hanno portato a quella divisione che ha contrapposto per secoli le Chiese della Riforma dalla Chiesa di Roma, con il conseguente impoverimento dell´esperienza cristiana per tutti e quel sospetto che ha prodotto polemiche, contrapposizioni e scomuniche reciproche fino a pochi decenni fa. Infatti, il movimento ecumenico, che il Concilio Vaticano II ha riconosciuto essere sorto per impulso dello Spirito Santo, pur essendo proposto fuori della Chiesa di Roma, ha indicato come via per la ricomposizione dell´unità visibile dei cristiani la conversione a Cristo, nella consapevolezza che più si è vicini a Lui più ci si trova uniti e quindi ci si scopre fratelli e si può vivere come tali. Questo permette di condividere ciò che ci unisce già, di apprezzare i doni che lo Spirito fa ad ogni Chiesa e di affrontare con rispetto e chiarezza le questioni che hanno prodotto la divisione. In questo spirito, si comprende l´iniziativa che ha portato la Chiesa cattolica ad ospitare in San Cristoforo la mostra sulla vita di Lutero (motivata anche dal 500° anniversario della Riforma) e la Chiesa valdese ad ospitare nel Tempio di Via Galli Tassi la mostra su Francesco di Assisi. Occasione per incontrarsi, visitare la «casa» l´uno dell´altro e riconoscersi come discepoli dell´unico Cristo che chiama ciascuno battezzato e tutte le Chiese alla riforma secondo il vangelo. Oltre le due mostre è previsto un momento di preghiera ecumenica per sabato pomeriggio 4 novembre, di cui a breve daremo ulteriori informazioni.


Fonte: ToscanaOggi - Lucca7

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Martedì 10 Dicembre


Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io farò davanti a tutto il popolo meraviglie, quali non sono state mai fatte su tutta la terra» (Esodo 34, 10)
Gesù andava attorno per tuta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo (Matteo 4, 23)

Fede è quell’uccello che canta nella notte, quando è ancora buio.
Rabindranath Tagore

Isaia 26, 7; Isaia 45, 1- 8


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
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