19 Maggio 2021
News
percorso: Home > News > News

Francesco: «Le intenzioni di Lutero non erano sbagliate»

28-06-2016 08:32 - News
«Credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate. Era un riformatore». Sono parole di papa Francesco dette nel volo di ritorno da Yerevan, capitale dell´Armenia

«Forse i metodi erano sbagliati. Ma la Chiesa non era modello da imitare: c´erano corruzione, mondanità, lotte di potere. Lui (Lutero, ndr) ha contestato. E ha fatto un passo avanti per criticarla. Poi si è trovato che non era più solo». Queste le parole che papa Francesco ha detto in aereo di ritorno da Yerevan, capitale dell´Armenia, in risposta alla domanda di un giornalista relativa al viaggio che il papa compirà a Lund in Svezia, per i 500 anni della Riforma protestante.

«Calvino e i principi tedeschi volevano lo scisma, ha proseguito Francesco –Dobbiamo metterci nella storia di allora, non facile da capire. Oggi cerchiamo di riprendere la strada per ritrovarci dopo 500 anni. Pregare insieme, lavorare insieme per i poveri. Ma questo non basta. Il giorno dell´unità piena, dice qualcuno, sarà il giorno dopo la venuta del Figlio dell´Uomo. Intanto dobbiamo pregare, dialogare e lavorare insieme per tante cose come combattere contro lo sfruttamento delle persone. Sul piano teologico, infine, con i luterani siamo d´accordo sul tema della Giustificazione. Il documento congiunto su questo tema è uno dei più chiari. I fratelli – ha quindi concluso il Papa – si rispettano e si amano».

Abbiamo raccolto due dichiarazioni, quella del teologo Fulvio Ferrario, decano della facoltà valdese di teologia e del professor Paolo Ricca, teologo valdese.

«Il papa esprime concetti interessanti e che complessivamente riceviamo con piacere – ha dichiarato a Riforma.it il pastore Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma –. Il papa ha parlato "a braccio" in volo di ritorno da Yerevan rispondendo ad una delle tante domande fatte dai giornalisti presenti; dunque queste dichiarazioni non devono essere assunte come tesi dottrinali. Esse certamente si collocano in continuità con il pensiero e l´operato di papa Francesco. Andando per punti – prosegue Ferrario – gli apprezzamenti nei confronti di Lutero e della Riforma vanno inseriti e collocati in una serie di prese di posizione esplicite del pontefice rese note in questi anni e delle quali ci rallegriamo. Altre esternazioni non appaiono chiarissime (ad esempio: "Calvino voleva lo scisma"). Anche per quanto riguarda le prospettive, si può solo essere d´accordo. Quando poi Francesco afferma che "la piena unità tra cattolici e riformati avverrà solamente quanto tornerà il Signore" – ha concluso Ferrario –, è forse necessario intendersi. Può darsi che il pontefice pensasse a una chiesa unica e questa, effettivamente, non è alle viste e, quando tornerà il Signore, non sarà nemmeno necessaria. Si può invece pensare alla piena comunione, intorno alla Parola di Dio e alla cena del Signore, di chiese che restano diverse, ognuna con I propri carismi che arricchiscono la fraternità e la sororità ecumeniche».

Il professor Paolo Ricca individua quattro affermazioni positive e tre molto discutibili: «per non dover dire che non corrispondono alla realtà storica». «La prima – spiega Ricca – Lutero era un riformatore. Dunque non era un ribelle, non era un eretico, non era uno scismatico. Se si colloca Lutero nella galleria dei riformatori, lo si colloca nel posto giusto. Seconda affermazione positiva: "I fratelli si rispettano e si amano"; rispettare un fratello vuol dire che rispetti le ragioni della sua diversità, sull´amore non vi è nulla da ribadire. La terza affermazione positiva: l´accenno all´accordo sulla giustificazione. Un accordo oggettivamente importante, anche se bisognerebbe riconoscere, e non saprei dire se il papa ne è a conoscenza o meno, che non ha prodotto purtroppo nulla di significativo nei rapporti tra la chiesa cattolica e quella luterana. Tutto è rimasto come prima. Sembra essere un paradosso produrre un accordo su ciò che per i luterani è il cuore dell´evangelo, ossia la dottrina della Giustificazione, mentre nel sistema cattolico la Giustificazione non occupa affatto quel posto centrale che occupa nell´universo teologico luterano. Però il fatto che il papa ne abbia fatto accenno, dunque di averla menzionata come importante, è un fatto positivo. L´ultima affermazione è che l´unità non è ancora possibile: l´unità piena, sostiene Francesco, può essere molto lontana addirittura dopo il ritorno di Cristo ma questo non impedisce di dialogare e pregare insieme». «Le tre affermazioni discutibili che non corrispondono alla realtà storica – prosegue Ricca – riguardano la Riforma, in primis sui "metodi sbagliati". La Riforma è partita proprio con il metodo del dialogo teologico. Le 95 tesi di Lutero erano offerte alla discussione pubblica, per un dibattito che poi non c´è stato ma che sarebbe invece dovuto avvenire, nelle intenzioni. Non è mai avvenuto perché alle tesi sono state contrapposte le polemiche e non la discussione entrando nel merito delle proposte. Il metodo invece era proprio il dialogo teologico, l´unico possibile, dunque non lo si può oggi definire sbagliato. La seconda cosa che non corrisponde alla realtà è dire che la "chiesa non era esemplare, corruzione, mondanità, lotta di potere", certo c´era anche questo ma non è il punto e non è mai stato questo. Il punto vero su cui ha fatto perno la Riforma protestante non era un problema morale ma teologico. Se non si capisce questo si fraintende fatalmente la Riforma in quanto tale. Il tema delle 95 tesi era la vera penitenza cristiana: che cosa vuol dire pentimento. La terza affermazione che non corrisponde affatto alla realtà storica è quella su Calvino e i Principi tedeschi che volevano lo scisma. Niente affatto. Una minoranza dei Principi tedeschi ha firmato e sottoscritto – la maggioranza stava con l´Imperatore e dunque con la religione tradizionale – la confessione augustana del 1530 per chiedere una unità differenziata all´interno dell´Impero. Dunque nessuno scisma. Per non parlare del citato Calvino lontano da quei fatti, come dimostra la storia».

Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it