01 Agosto 2021
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Firenze Bibbia in piazza, seconda edizione Roberto Davide Papini

13-06-2013 10:47 - Bibbia e attualità
Buona (anche) la seconda. Dopo il successo della prima edizione della «Bibbia in piazza» dell´ottobre 2011, cambiando stagione e piazza l´iniziativa di evangelizzazione delle chiese protestanti fiorentine è riuscita bene anche nella sua seconda edizione. Sabato 1° giugno in piazza Strozzi sette chiese evangeliche hanno proposto un programma di letture bibliche (brevemente commentate), canti cristiani, una mostra della Bibbia e l´esposizione di alcune opere del pastore metodista Eric Stott che rappresenta Gesù al di fuori delle chiese in immagini di vita quotidiana nelle città. A organizzare la «Bibbia in piazza» sono state le chiese avventista, battista, dei Fratelli, luterana, metodista, riformata svizzera e valdese, che curano anche il programma di studi biblici successivo all´evento.

Positivo, come detto, il bilancio dell´iniziativa con una buona partecipazione delle chiese e molti passanti coinvolti, alcuni interessati alla mostra, molti che sono tornati a casa con dépliant informativi o con una Bibbia. «L´evangelizzazione è autentica quando c´è dialogo e condivisione - dice la pastora metodista Alison Walker - e quindi con un´iniziativa come "la Bibbia in Piazza" speriamo di attirare l´attenzione dei passanti per abbastanza tempo per aprire una conversazione che non solo spiega chi siamo e perché lo facciamo, ma offre l´opportunità per l´altra persona di esprimersi, fare delle domande e trovare un partner nel dialogo e nella ricerca spirituale. Sono contenta perché nelle tre ore dell´evento ho personalmente avuto tre conversazioni approfondite che non sarebbero mai avvenute se non fossimo stati fuori dai nostri edifici nella piazza pubblica. Poi, alla serie di studi biblici, abbiamo già accolto due persone coraggiose (e speriamo che ne arrivino altre) che hanno ricevuto il regalo di una Bibbia e l´invito di studiarla insieme. Questa opportunità di leggere la parola di Dio insieme, e non solo leggerla ad alta voce per altre persone, è il vero frutto del pomeriggio in piazza».

Per la pastora battista Anna Maffei «questa iniziativa promossa da sette chiese protestanti di Firenze (e accompagnata nella preghiera e nella presenza da rappresentanti anche di altre comunità) ha senza dubbio avuto, e di certo avrà ancora, ricadute positive per le chiese stesse. In primo luogo perché favorisce la conoscenza e la collaborazione tra i suoi membri e contribuisce al senso di unità nella fede e nella testimonianza. In secondo luogo perché aiuta a confermare anche per noi l´importanza della Bibbia. Se ci presentiamo insieme a a chi non ci conosce e non conosce la Bibbia per dire "su prendete in mano questo libro, leggetelo e imparerete ad amarlo", allora anche noi ci sentiamo stimolati a leggerla di più, a farla nostra e attraverso di essa a essere preparati a rendere conto della speranza che Dio in Cristo ha fatto crescere in noi. E questo siamo chiamati a farlo sempre, non solo un giorno l´anno».
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Domenica 1° Agosto
A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà (Luca 12,48)

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze (Deuteronomio 6,5)
Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo (I Giovanni 4,19)


E’ possibile amare Dio con mezzo cuore? E’ possibile provare un sentimento con solo un pezzo di cuore? Si può immaginare che il cuore sia composito. Effettivamente la tradizione rabbinica dà un suggerimento per certi versi sconcertante: si deve amare Dio sia con l isinto del bene, sia con l istinto del male. Infatti nell’uomo vi è una natura doppia, nel profondo, che lo costringere perennemente a scegliere. Ora, se è chiaro che cosa vuol dire amare Dio con la componente positiva, bisogna capire che cosa significhi amare Dio con quella negativa. Suggerisco che io pratico una forma di amore verso Dio nel momento in cui domino l’istinto del male, indirizzando verso Dio la capacità di dominare la tendenza malvagia.
Benedetto Carucci Viterbi


Matteo 13, 44-46; Filippesi 3, 4b-14; Geremia 1, 4-10









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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