17 Gennaio 2021
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Fine vita, l´appello luterano

13-03-2017 20:46 - News
La Celi rivolge un appello ai deputati italiani in relazione al dibattito sul fine vita alla Camera dei Deputati e pubblica un «Vademecum»

«Rivolgo un rispettoso invito ai parlamentari italiani affinché procedano con attenzione ma anche con speditezza all´esame del disegno di legge sul fine vita: è importante che il decreto di legge possa superare rapidamente l´esame della Camera e quello successivo del Senato, affinché una legge in materia venga varata entro la fine della legislatura ponendo così termine a un vuoto normativo pesante per numerose famiglie italiane», ha affermato il pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) attraverso un comunicato stampa diramato dall´Agenzia di stampa Bmp, in previsione della discussione sul testamento biologico che inizierà proprio oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati.

Dirimente però una premessa per il presidente Bludau: «per noi luterani, nessuno al di fuori di Dio può e deve disporre il momento della morte: pertanto, aiuti attivi a morire, quali l´eutanasia attiva o l´assistenza al suicidio, devono essere assolutamente esclusi. Al contempo, però, quando la morte è inevitabile, è preferibile dare la priorità a una fine dignitosa rispetto a un artificiale prolungamento della vita. A questa considerazione, peraltro, non si può obiettare discutendo del valore della vita umana, giacché il concetto di valore è una prerogativa delle cose materiali, mentre per la vita umana è giusto parlare solo in termini di dignità».

La Celi, che riunisce le comunità luterane dell´intera penisola, ha deciso di rivolgersi ai deputati e pubblicare sul sito web ufficiale un «Vademecum per il fine vita da una prospettiva cristiana» in quanto, per i luterani italiani, prosegue Bludau: «nell´attuale vuoto normativo il morente e i suoi familiari, ma anche medici e operatori di cura, vengono lasciati soli proprio quando devono essere assunte decisioni di enorme rilievo. La nostra Chiesa, convinta che la fede cristiana possa essere d´aiuto e orientamento nella fase finale di un´esistenza, ritiene doveroso contribuire alla discussione pubblica sul tema e, in particolare, sulle direttive anticipate di trattamento. La concezione luterana è fondata sulla Bibbia, "Facci capire che abbiamo i giorni contati, allora troveremo la vera saggezza" (Salmo 90,12). Da qui ha origine l´attitudine ad accettare il limite della vita e a integrare il poter-dover lasciar andare. In quest´ottica, la nostra Chiesa ha pubblicato un opuscolo proprio sul tema delle dichiarazioni anticipate di trattamento offrendo un orientamento per quanto riguarda la teologia, l´etica, la medicina e il diritto. E le nostre indicazioni cristiane – conclude il decano Bludau – di impronta luterana sono state elaborate tentando di non perdersi in contrasti ideologici, ma cercando di comprendere anche gli oppositori dell´etica cristiana».

Il documento pubblicato sul sito della Celi contiene informazioni pratiche e destinate a chi intende redigere le dichiarazioni anticipate del trattamento di fine vita, affinché le proprie volontà possano essere rispettate nel momento in cui si fosse impossibilitati ad esprimerle.

Il vademecum «offre una prima panoramica del punto di vista luterano su una materia molto complessa e non può né vuole costituire una consulenza legale»

La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, statutariamente bilingue, italiana e tedesca, è un ente ecclesiastico che attualmente raggruppa 7.000 luterani distribuiti in 15 comunità, dalla Sicilia all´Alto Adige. I suoi rapporti con la Repubblica Italiana sono regolati dalla legge n° 520 del 1995 (Intesa secondo l´art. 8 della Costituzione).


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO E INA PAROLA
2021
VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

GENNAIO

Versetto del mese :
Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
Salmo ( 4 , 6 )

Salmo della settimana : 72





Mercoledì 13 Gennaio

«Un figlio onora suo padre, dove è l'onore che mi è dovuto?» Dice il Signore (Malachia 1,6)

Un uomo aveva due figli. Si avvicinò al primo e gli disse: «Figliolo, vai a lavorare nella vigna oggi». Egli rispose: "non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, vi andò" (Matteo, 21, 28-30)

E non dovrei forse onorare questo Dio, dovrei non capire la sua bontà? Dovrebbe chiamare, e io non sentire, non percorrere la via che mi mostra? La sua volontà è scritta nel mio cuore, la sua parola lo rafforza per sempre: sopra ogni cosa devo amare Dio e il mio prossimo come me stesso.
Christian Fürchtegott Gellert



Romani 8, 26-0; Luca 5, 1-11


Preghiera


Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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