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Fine vita, l´appello luterano

13-03-2017 20:46 - News
La Celi rivolge un appello ai deputati italiani in relazione al dibattito sul fine vita alla Camera dei Deputati e pubblica un «Vademecum»

«Rivolgo un rispettoso invito ai parlamentari italiani affinché procedano con attenzione ma anche con speditezza all´esame del disegno di legge sul fine vita: è importante che il decreto di legge possa superare rapidamente l´esame della Camera e quello successivo del Senato, affinché una legge in materia venga varata entro la fine della legislatura ponendo così termine a un vuoto normativo pesante per numerose famiglie italiane», ha affermato il pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) attraverso un comunicato stampa diramato dall´Agenzia di stampa Bmp, in previsione della discussione sul testamento biologico che inizierà proprio oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati.

Dirimente però una premessa per il presidente Bludau: «per noi luterani, nessuno al di fuori di Dio può e deve disporre il momento della morte: pertanto, aiuti attivi a morire, quali l´eutanasia attiva o l´assistenza al suicidio, devono essere assolutamente esclusi. Al contempo, però, quando la morte è inevitabile, è preferibile dare la priorità a una fine dignitosa rispetto a un artificiale prolungamento della vita. A questa considerazione, peraltro, non si può obiettare discutendo del valore della vita umana, giacché il concetto di valore è una prerogativa delle cose materiali, mentre per la vita umana è giusto parlare solo in termini di dignità».

La Celi, che riunisce le comunità luterane dell´intera penisola, ha deciso di rivolgersi ai deputati e pubblicare sul sito web ufficiale un «Vademecum per il fine vita da una prospettiva cristiana» in quanto, per i luterani italiani, prosegue Bludau: «nell´attuale vuoto normativo il morente e i suoi familiari, ma anche medici e operatori di cura, vengono lasciati soli proprio quando devono essere assunte decisioni di enorme rilievo. La nostra Chiesa, convinta che la fede cristiana possa essere d´aiuto e orientamento nella fase finale di un´esistenza, ritiene doveroso contribuire alla discussione pubblica sul tema e, in particolare, sulle direttive anticipate di trattamento. La concezione luterana è fondata sulla Bibbia, "Facci capire che abbiamo i giorni contati, allora troveremo la vera saggezza" (Salmo 90,12). Da qui ha origine l´attitudine ad accettare il limite della vita e a integrare il poter-dover lasciar andare. In quest´ottica, la nostra Chiesa ha pubblicato un opuscolo proprio sul tema delle dichiarazioni anticipate di trattamento offrendo un orientamento per quanto riguarda la teologia, l´etica, la medicina e il diritto. E le nostre indicazioni cristiane – conclude il decano Bludau – di impronta luterana sono state elaborate tentando di non perdersi in contrasti ideologici, ma cercando di comprendere anche gli oppositori dell´etica cristiana».

Il documento pubblicato sul sito della Celi contiene informazioni pratiche e destinate a chi intende redigere le dichiarazioni anticipate del trattamento di fine vita, affinché le proprie volontà possano essere rispettate nel momento in cui si fosse impossibilitati ad esprimerle.

Il vademecum «offre una prima panoramica del punto di vista luterano su una materia molto complessa e non può né vuole costituire una consulenza legale»

La Chiesa Evangelica Luterana in Italia, CELI, statutariamente bilingue, italiana e tedesca, è un ente ecclesiastico che attualmente raggruppa 7.000 luterani distribuiti in 15 comunità, dalla Sicilia all´Alto Adige. I suoi rapporti con la Repubblica Italiana sono regolati dalla legge n° 520 del 1995 (Intesa secondo l´art. 8 della Costituzione).


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
N O V E M B R E
Versetto del mese:
Il Signore diriga i vostri cuori all amore di Dio
e alla paziente attesa di Cristo

(Tessalonicesi 3,5)



Salmo della settimana: 24


Martedì 30 Novembre




I miei giorni sono nelle tue mani ( Salmo 31, 15)
Chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un ora sola alla durata della sua vita? (Luca 12, 25)

Non ti preoccupare di ciò che verrà, non piangere per ciò che passa. Preoccupati piuttosto di non perderti, e piangi quando galleggi nel fiume del tempo senza portare in te il cielo.
Friedrich Schleiermacheer


Ebrei 10, 32-38; Zaccaria 1, 7-17








































































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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