12 Agosto 2020
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Fine vita: la legge c´è ed è subito operativa

20-03-2018 11:58 - News
Le «Disposizioni anticipate di trattamento» possono e devono poter essere depositate nel proprio Comune di residenza

Sono passati quasi due mesi dall´entrata in vigore della Legge n. 219/17, recante Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento e si può tentare di trarre un primo bilancio. Come evidenziato da quasi tutti i primi commentatori, si tratta di una buona legge che avvicina il nostro paese alle nazioni più civili grazie anche allo sforzo di ampi settori dell´opinione pubblica e che ha visto in prima fila molte Chiese evangeliche che, sin dal 2009, hanno avviato la raccolta dei testamenti biologici, redatti da moltissimi cittadini italiani – evangelici, cattolici e laici – e, appunto, depositati presso i numerosi sportelli aperti dalle singole chiese.

In soli 8 articoli e in modo coerente con i principi costituzionali elaborati dalla giurisprudenza, la legge 219 apporta diverse e importanti novità in tema di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. Si ribadisce espressamente (art. 1) il principio del consenso informato, per cui nessun trattamento sanitario potrà essere iniziato o proseguito senza il preventivo consenso libero e informato della persona interessata, a eccezione dei casi espressamente previsti dalla legge, e si promuove e valorizza la relazione di cura e fiducia tra medico e paziente in cui si incontrano «l´autonomia decisionale del paziente e la competenza, l´autonomia professionale e la responsabilità del medico», e alla quale sono chiamati a partecipare anche le persone vicine al paziente, se questi lo desidera. È confermata poi la possibilità per il soggetto di rifiutare le informazioni e, soprattutto, di rifiutare il trattamento sanitario prospettato, con esonero del medico da qualunque responsabilità civile e/o penale, medico che, anche in caso di rifiuto delle cure, sarà però in ogni caso «tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo», con il divieto, espressamente affermato, di ogni ostinazione irragionevole nelle cure e con l´obbligo per il medico di adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente e, con il suo consenso, di ricorrere alla sedazione palliativa profonda.

Infine, l´art. 4 disciplina compiutamente le disposizioni anticipate di trattamento (Dat), prevedendo che ogni persona maggiorenne e capace di intendere e volere, in previsione di un´eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, ivi incluse la nutrizione e l´idratazione artificiali, indicando, se vuole, un fiduciario, un soggetto cioè che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie. Le Dat sono vincolanti per il medico e possono essere disattese solo nel caso che le stesse appaiano palesemente incongrue o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente ovvero sussistano terapie non prevedibili all´atto della sottoscrizione, capaci di offrire concrete possibilità di miglioramento delle condizioni di vita, e solo con l´accordo del fiduciario; nel caso di conflitto la decisione è rimessa al giudice tutelare. Le stesse devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata autenticata (e dunque con l´intervento del notaio), ovvero per scrittura privata semplice: in quest´ultimo caso, però, la stessa deve essere consegnata personalmente dal disponente presso l´ufficio dello stato civile del comune di residenza, che provvede all´annotazione in apposito registro, ove istituito.

La legge, infine, è immediatamente operativa e, come precisato dal ministero degli Interni, non necessita di una specifica disciplina attuativa: i singoli Comuni (quand´anche non abbiano ancora istituito un apposito registro) sono perciò già in grado di ricevere presso gli uffici dello stato civile le Dat che i residenti nel Comune intendono depositare, rilasciando apposita ricevuta protocollata e annotando in un registro cronologico l´avvenuto deposito della dichiarazione che dovrà poi essere conservata dal Comune. Molti Comuni si sono già attrezzati al riguardo e, a esempio, Milano sin dal primo giorno ha aperto uno specifico ufficio per la ricezione delle Dat: è dunque ingiustificato, anche alla luce delle precisazioni fornite dal ministero degli Interni, l´eventuale atteggiamento di quei Comuni che, allegando l´assenza di una disciplina regolamentare, rifiutassero di ricevere gli atti. Sarà invece necessario attendere l´emanazione di un apposito decreto del ministero della Salute per dare compiuta attuazione a quella parte della legge che prevede la trasmissione delle Dat alle strutture sanitarie, decreto previsto dalla legge di bilancio ma il cui iter di approvazione è più complesso. Quanto sopra descritto riguardo ai requisiti formali vale anche per le Dat redatte prima dell´entrata in vigore della legge e quindi anche per le Dat raccolte dai nostri sportelli: gli interessati dovranno ritirare le proprie dichiarazioni e curarne personalmente il deposito presso l´ufficio dello stato civile del Comune di residenza


Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

A G O S T O
Versetto del mese:
“Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.
Meravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene”
(Salmo 139,14)




Salmo della settimana : 141


Martedì 11 Agosto

Ma i giusti si rallegreranno, trionferanno in presenza di Dio, ed esulteranno di gioia (Salmo 68, 3)
Rallegratevi sempre nel Signore. Ripeto: rallegratevi (Filippesi 4,4)

O Dio, io voglio onorarti per tutta la vita, e d’ora in avanti si deve sentire il tuo canto di lode in tutti i luoghi. Tutto il mio cuore si anima, il mio spirito e il mio corpo gioiscono per te! Rendiamo gloria al nostro Dio!
Iohann Jackob Schütz

Efesini 5, 15-20; Marco 6, 7-13



Preghiera


Signore, ti ringraziamo per il continuo
desiderio di stare con noi: Tu non sei un
Maestro lontano ma ami entrare nella
nostra quotidianità per fare cose grandi
attraverso di noi.
Ti ringraziamo perché anche se spesso
siamo inadeguati, tu ci rendi capaci di
compiere la tua volontà.
Ti chiediamo il coraggio quando ci sen-
tiamo soli e senza forze per seguirti.
Oggi, Signore, vogliamo invitarti nella
nostra vita quotidiana e lasciare che tu
ci conduca a vivere una vita meravigliosa
ed entusiasmante, guidati dal tuo amore
e dalla tua potente grazia.
Continua a rivelarti in noi attraverso la
tua Parola in ogni area della nostra vita.
Nel nome di Gesù. Amen!
di Fabio Giuliano




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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