02 Luglio 2020
News

Figure di Natale: Simeone

11-01-2014 13:19 - Fede e spiritualità
«"Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, che hai preparata dinanzi a tutti i popoli per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele."» Luca 2, 29-32 (Luca 2, 25-35)

Noi vogliamo vedere come finiscono le cose. Quante cose sono iniziate bene e finite male o rimaste senza conclusione. Simeone si accontenta di vedere l´inizio. Con gli occhi resi acuti dalla lunga attesa vede nel neonato che i giovani genitori hanno portato nel tempio per adempiere quanto prescritto dalla legge per il loro primogenito, tutto il progetto di salvezza di Dio. Visto che si tratta del progetto di Dio, basta vedere il lungamente atteso inizio, per essere certi che arriverà a compimento. Nell´inizio è già contenuto il compimento.
Simeone vede nel bambino presentato nel Tempio del Dio d´Israele la salvezza che sarà luce e speranza non soltanto del popolo ebraico, ma di tutte le genti, di tutta l´umanità. Israele avrà soltanto la gloria di aver dato i natali al Salvatore. In Gesù Cristo, ebreo di nascita, si compie la missione che, secondo le antiche profezie, Dio aveva affidato al suo popolo: essere "la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra." (Isaia 49,6)

Duemila anni di cristianesimo ci pongono la domanda: Simeone ha visto giusto? Il suo vecchio cervello ha fatto confusione? Nella vecchiaia può succedere. O Simeone, pieno di Spirito Santo, ha visto qualcosa che a noi ancora sfugge? Qualcosa che sta al di là dell´antigiudaismo e antisemitismo della cultura cristiana, al di là delle guerre di religione, al di là delle chiese con i loro dogmi e la loro storia, al di là del dialogo ecumenico e interreligioso con cui recentemente abbiamo iniziato a dare una nuova prospettiva alla convivenza delle fedi sulla terra? Un Salvatore, al di là delle religioni, che porta finalmente a tutti riconciliazione e pace, riunisce tutti, aldilà di tutte le differenze, nella stessa prospettiva di salvezza?

Fonte: www.chiesavaldese

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23


Giovedì 2 Luglio

O Signore, Signore nostro, quant’è magnifico il tuo nome in tutta la terra! (Salmo 8, 1)
Maria disse:«Grandi cose mi ha fatte il Potente. Santo è il suo nome» (Luca 1, 49)

Rallegratevi e risuoni il vostro canto a Dio, nostro sommo bene, il corno proclami al di sopra di ogni grande opera i suoi prodigi!
Paul Gerhardt

Matteo 18, 14-20; I Re 12, 20-33




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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