29 Maggio 2020
News

Figure di Natale: Giovanni Battista

24-01-2014 09:38 - Bibbia e attualità
di Klaus Langeneck

«"Colui che ha la sposa è lo sposo, ma l´amico dello sposo, che è presente e l´ascolta, si rallegra vivamente alla voce dello sposo; questa gioia, che è la mia, è ora completa. Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca."» Giovanni 3,29-30 (Giovanni 3,22 - 30)
Beato chi ha un amico di questo genere! Un amico che si rallegra della fortuna dell´altro, che guarda senza invidia la felicità dell´altro, anzi, considera il bene e il successo dell´altro più importante del proprio avvenire. Sono rari amici di questo genere.
Giovanni Battista, secondo le parole dell´Evangelista, non pretende di essere lui lo sposo, il protagonista della festa della salvezza; la sua gioia è completa nel suo ruolo di amico e testimone dello sposo. In questo modo Giovanni ci viene presentato come modello del credente: la nostra massima aspirazione nella relazione con Gesù Cristo è poter essere il suo amico e testimone, e poco importa, che noi diminuiamo, se attraverso la nostra vita e la nostra fede Gesù Cristo cresce.

Ma c´è di più: Giovanni con la sua testimonianza anticipa quello che Gesù stesso ha cercato di insegnare ai suoi discepoli, quando egli stesso, il protagonista della festa, ha lavato i piedi ai suoi ospiti nell´ultima cena (Giovanni 13). L´amore è sperimentare una gioia completa, senza ombra di nessun tipo, vivendo e spendendosi, affinché l´altro cresca. Gesù Cristo stesso ha dato la sua vita, ha accettato di diminuire fino alla morte sulla croce, affinché noi potessimo crescere in verità e in amore, affinché così la sua gioia fosse completa e gioia condivisa con i suoi amici.

Fonte: ChiesaValdese.org

UN GIORNO UNA PAROLA

M A G G I O
Versetto del mese:
“Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio,
ciascuno secondo il dono che ha ricevuto,
lo metta al servizio degli altri”
(I Pietro 4,10)


Salmo della Settimana 131

Giovedì 28 Maggio

Volgiti a me, e abbi pietà di me, perché io sono solo e afflitto (Salmo 25,16)
L’infermo gli rispose: «Signore io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me» Gesù gli disse: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina» (Giovanni 5,7-8)

Ora che, probabilmente, pochi passi soltanto mi separano dalla morte, su che cosa posso contare per la mia salvezza? Non vedo nulla che io abbia fatto o sopportato che valga la pena di essere preso in considerazione. Non ho altra difesa che questa: io sono il primo dei peccatori; ma Gesù è morto per me.
John Wesley

Atti degli apostoli 1, 12-26; II Timoteo 1, 13-18

















Preghiera


Signore non ti prego di avere una vita serena,
sazia e gradevole, priva di scosse e di affanni.

Ti prego invece di rimanere sulla mia barca.

> l'altra sponda si avvicina <
e con lei anche la tempesta e la paura.
Paul Roth





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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