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Famiglie plurali, il Sinodo dice sì

26-08-2017 12:22 - Sinodo
Approvato il documento che estende le benedizioni alle coppie, etero o omosessuali, civilmente unite

Anni di discussioni, confronti, riflessioni, sfociati in un documento che già dal nome, "Famiglie, matrimonio, coppie, genitorialità", rivela l´ampiezza dell´argomento affrontato e la sua centralità nelle nostre società in perenne mutazione. Ecco perché sostanzialmente l´intera prima giornata dei lavori del Sinodo valdese e metodista in corso a Torre Pellice (con appendice finale nel corso dei recuperi serali del giovedì) è stata dedicata al dibattito sui contenuti del testo, il primo di questo genere dal 1971, preparato da un´apposita commissione attiva dal 2011. Come ha ricordato il coordinatore della commissione stessa, il pastore Paolo Ribet, «Il documento è frutto di un impegno che ha coinvolto le chiese e le comunità locali in tutto il paese. Abbiamo ricevuto molte sollecitazioni e stimoli, abbiamo avvertito quanto l´argomento sia sentito».

Riconoscere la pluralità di modelli di famiglia presenti nella società, attuare un riconoscimento ecclesiastico attraverso la benedizione di unioni civili riconosciute dallo Stato, e proseguire l´impegno nella società affinché i diritti su questi temi possano essere ampliati. Questi i principali punti che caratterizzano il nuovo lavoro.

Nel corso dei vari interventi dei delegati sinodali l´attenzione è stata concentrata soprattutto su due aspetti: da un lato attorno alla definizione più felice per definire quanto la chiesa viene chiamata a offrire: in questo caso la richiesta di sostituire la definizione presente nel testo di benedizione per le coppie etero o omosessuali con una invocazione alla benedizione non ha avuto successo.

Dall´altro lato si è discusso attorno al quadro giuridico in cui inserire tale invocazione. Con una votazione di 90 favorevoli, 50 contrari e 10 astenuti è stato abrogato il paragrafo che la consentiva anche nei casi di quelle coppie che non desiderino regolarizzare la propria posizione davanti all´ente statale, attraverso il matrimonio o l´unione civile. In questo caso gli interventi si sono divisi fra chi vede nell´accoglienza di una coppia, anche se essa non richiede effetti civili per la propria unione, come un segno di attenzione «ad una società, specialmente in Europa, che vede crollare in maniera verticale il numero di matrimoni o unioni ufficialmente riconosciute, a scapito di legami informali, - ha ricordato fra gli altri il pastore di San Secondo di Pinerolo Claudio Pasquet-. Fino a non molti anni fa avrei avuto molte perplessità a non accogliere una coppia ufficialmente registrata. Oggi mi pare che la situazione ci richieda considerazioni differenti», e fra chi invece ricorda che il rapporto con l´ente pubblico non possa prevedere travalicamenti di quanto da esso riconosciuto: fra costoro la pastora metodista Ulrike Jourdan che si è detta «felice di poter dire no, noi siamo una chiesa che vive all´interno di uno stato che tutela con un matrimonio o un´unione civile anche le parti eventualmente più deboli».

La Tavola e più in generale la Chiesa valdese continuerà a operare per l´estensione dei diritti anche a quelle coppie, omo o eterosessuali, che non intendono certificare pubblicamente la loro unione. Come ha dichiarato all´agenzia di stampa Nev una degli estensori del testo, Paola Schellenbaum « con questo documento, spiega, non si escludono le preghiere di intercessione, ma si ratifica formalmente una evoluzione in materia di tutela dei diritti delle persone dello stesso sesso lungamente auspicata dalle chiese metodiste e valdesi, che già nel 2010 avevano introdotto la possibilità di benedire la relazione di coppie omosessuali, una prassi ormai superata grazie alla legislazione vigente.

Molto spazio è stato riservato anche al tema delle unioni fra le persone dello stesso sesso: in questo caso sono emerse le difficoltà dei membri di chiesa provenienti dai opaesi africani, ma non solo da loro. Come ha ricordato il pastore di Pordenone George Ennin «molti fratelli vivono con disagio ciò e minacciano di lasciare le nostre chiese perché per la loro storia faticano a comprendere ciò». Le repliche insistono soprattutto sulla necessità di proseguire nel dialogo, nell´accompagnamento, nella comprensione delle reciproche differenti visioni, per andare però nella direzione di una politica inclusiva e non esclusiva.

Il sinodo approva il documento con voti 19 contrari e 12 astenuti.


Fonte: Riforma.it
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«La mia parola non è forse come un fuoco», dice il Signore, «e come un martello che spezza il sasso?» (Geremia 23, 29)
Io sono venuto ad accendere un fuoco sulla terra; e che mi resta da desiderare, se già è acceso? (Luca 12, 49)

Il cammino interiore è simile al lavoro che una volta facevano gli uomini per accendere il fuoco. Si batta e si ribatte una pietra contro l’altra, senza stancarsi finché scocca la scintilla. Per nascere, il fuoco ha bisogno del legno ma per divampare deve aspettare il vento. Cerca dunque sempre il fuoco nella tua vita, attendi il vento, perché senza fuoco e senza vento i nostri giorni non sono molto diversi da una mediocre prigionia.

Susanna Tamaro


Romani 15, 7-13; Luca 6, 43-46





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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