03 Luglio 2020
News
percorso: Home > News > Sinodo

Famiglie al plurale

20-09-2017 09:24 - Sinodo
Dopo un lungo e articolato percorso di confronto e riflessione, iniziato nel 2011 con la costituzione di un´apposita commissione su "Famiglie, matrimonio, coppie, genitorialità", il Sinodo valdese ha approvato un nuovo documento che ha consentito un ampio dibattito nelle chiese locali per l´ampiezza e la profondità degli argomenti affrontati.

Le famiglie sono formazioni storiche e sociali particolari che cambiano e si trasformano nel tempo e nelle culture, ma come credenti è importante dire una parola di speranza e di testimonianza evangelica sull´accoglienza di tutte le forme di famiglie e di coppie che vivono in comunione di vita. La prima giornata dei lavori sinodali è stata dedicata a questo tema mentre il voto finale si è avuto giovedì sera in seguito ad alcune modifiche del testo che è stato approvato a larga maggioranza con 19 voti contrari e 12 astenuti.

Il nuovo documento è il primo dal 1971, anno in cui il Sinodo valdese aveva approvato un analogo documento su matrimonio e famiglia che era ormai datato in molte sue parti. Come ha ricordato il coordinatore della "Commissione famiglie", il pastore Paolo Ribet, «il documento è frutto di un impegno che ha coinvolto le chiese e le comunità locali in tutto il paese. Abbiamo ricevuto molte sollecitazioni e stimoli, abbiamo avvertito quanto l´argomento sia sentito».

Con la sua approvazione, metodisti e valdesi riconoscono la pluralità di modelli di comunione di vita e di famiglia presenti nella società e nelle chiese, sottolineano la necessità della loro accoglienza e del loro accompagnamento, nonché il proprio impegno nella società a favore dell´ulteriore ampliamento dei diritti su questi temi.

La richiesta di benedizione liturgica di unioni civili riconosciute dallo Stato (Legge 76/2016), sia per coppie omosessuali che per coppie eterosessuali, sarà accolta con alcuni requisiti, come quello della necessità per almeno uno dei due partner di essere membro di chiesa.

Le convivenze continueranno a essere accolte, con questo documento non si escludono le preghiere di intercessione, ma si ratifica formalmente una evoluzione in materia di tutela dei diritti delle persone dello stesso sesso lungamente auspicata dalle chiese metodiste e valdesi, che già nel 2010 avevano introdotto la possibilità della benedizione delle coppie omosessuali, una prassi ormai superata grazie alla legislazione vigente.

«Un documento equilibrato di libertà e responsabilità, sia in ambito giuridico sia in ambito liturgico, che ha visto un importante dibattito teologico sviluppatosi sul concetto di benedizione nelle sue varie forme, concetto che si riferisce sempre alle persone, e non alle forme giuridiche di unione, che per le chiese valdesi e metodiste non sono sacramenti» ha sottolineato la pastora Mirella Manocchio, membro della "Commissione famiglie" e presidente dell´Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia.

Il dialogo e la riflessione continueranno, soprattutto nelle chiese metodiste e valdesi in cui vi è una qualificata presenza di sorelle e fratelli provenienti da altri continenti e culture che possono avvertire disagio per queste decisioni, ma che sono anche promotori del dialogo interculturale e dell´accompagnamento di visioni differenti, nella fiducia che il confronto evangelico possa consentire «il reciproco riconoscimento dei doni affinché la Chiesa possa vivere dei carismi di tutti e di tutte, nel reciproco servizio, allargando il luogo della tenda» (Isaia 54,2), lasciandoci sorprendere ancora e di nuovo dal Signore e dalle sue vie che non sono le nostre vie (Isaia 55,6-13).

di Paola Schellenbaum, membro della "Commissione famiglie" della Tavola Valdese


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Venerdì 3 Luglio

Le tue mani mi hanno fatto e formato; dammi intelligenza e imparerò i tuoi comandamenti (Salmo 119, 73)
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo, Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri (I Giovanni 3,23)

Si può comandare di credere? Si può comandare di amare? A viste umane, la risposta è no a entrambe le domande. Nel primo caso, la fede deve essere una libera adesione a una parola che ci interpella e vogliamo con forza rivendicare la nostra possibilità di scelta, soprattutto quella di sottrarci e di dire no, la risposta che ci fa sentire autonomi e maggiorenni. Nel secondo caso, riteniamo forse ancora più assurdo ordinare di provare un sentimento, l’amore, il più alto dei sentimenti, che secondo noi sfugge addirittura al controllo della nostra razionalità, come il bambino capriccioso, Cupido, con cui lo rappresentavano gli antichi. Eppure la parola di Dio ci smentisce clamorosamente, riproponendoci sia il comandamento della fede in Cristo Gesù, sia il comandamento dell’amore per il prossimo. Quando Cristo Gesù ci afferra totalmente, saremo obbligati a divenire suoi schiavi, come successe fra tanti a Paolo di Tarso, servi suoi, privati del loro libero arbitrio, persone che non potranno non pregare quotidianamente «sia fatta la Tua volontà». E anche se il prossimo, magari ostile, o ributtante, antipatico, spregevole, odioso ci apparirà tutto meno che amabile, al nostro agire si imporrà perentorio l’ordine di amarlo, e non tanto a parole, ma a fatti, sull’esempio di Colui che fu capace di amare chi lo inchiodò sulla croce del Golgota.

Galati 3, 6-14; I Re 13, 1-10




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




Eventi

[<<] [Luglio 2020] [>>]
LMMGVSD
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it
close
ACCEDI

NON SONO REGISTRATO

crea account