09 Maggio 2021
News

Evangelizzazione VOCE DEL VERBO VENIRE Roberto Davide Papini

30-04-2014 12:22 - Bibbia e attualità
In una famosa predicazione natalizia (inserita nella raccolta dei suoi sermoni La parola che brucia, con il titolo «È venuto! »), Vittorio Subilia sottolinea la centralità di «questa piccola parola, questa voce del verbo venire» nell´annuncio cristiano: «Si può dire che tutto l´Evangelo è riassunto, condensato in questa piccola parola...». Secondo Subilia, «ogni volta che noi, in un modo o nell´altro, diciamo e trasmettiamo questo annuncio, adempiamo alla missione per cui siamo stati mandati». Ecco, in fondo, anche se siamo tra Pasqua e Pentecoste e Natale è lontano, è questo il senso della decisione del Sinodo 2011 di demandare alla Tavola il compito di realizzare una campagna di evangelizzazione, dell´atto del Sinodo 2013 che ha chiesto alla Tavola di indire una settimana dell´evangelizzazione e di quello della Tavola stessa che questa settimana ha fissato dal 5 all´11 maggio prossimi.

Dunque, ci siamo: ancora pochi giorni e la «Settimana nazionale di evangelizzazione» delle chiese valdesi e metodiste partirà, felicemente preceduta dalla domenica della Fgei (il 4 maggio) a sua volta centrata sul tema dell´evangelizzazione. Una «Settimana» nel corso della quale le nostre chiese sono chiamate, dalla Sicilia a Torre Pellice, ad annunciare il messaggio evangelico in modo «esplicito», come recita l´ordine del giorno approvato dal Sinodo 2011, con un chiaro riconoscimento del fatto che è possibile evangelizzare in molti modi (e le nostre chiese cercano di farlo da tempo), ma che, allo stesso tempo, è nostro compito, nostro mandato, e deve essere nostro impegno, anche farlo, appunto, in maniera «esplicita», laddove possibile al di fuori dei nostri templi e dei nostri centri culturali.

Un annuncio da rivolgere alle nostre città, cercando di farlo in maniera efficace, ma anche senza scoraggiarci di fronte alla prospettiva di non trovare reazioni entusiastiche: «La nostra consegna - ricorda Subilia - non è interessarci dei risultati, i risultati non sono di nostra competenza. La nostra consegna è di annunciare con lucida coscienza che è venuto, nella certezza della necessità e dell´urgenza di questo annuncio».

Tante le iniziative in preparazione e che «sbocceranno» per la settimana che avrà il suo culmine nella seconda domenica di maggio: predicazioni all´aperto, gazebo in piazza, «maratone bibliche» (letture continuate di parti della Bibbia), mostre, flash mob e tanto altro. Iniziative promosse dalle varie chiese locali valdesi e metodiste e, in alcuni casi, condivise con altre comunità: a Firenze, per esempio, in chiusura della «Settimana di evangelizzazione» tornerà la «Bibbia in piazza» (ribattezzata «Bibbia on the Road») organizzata insieme ad altre chiese evangeliche.

Insomma, saranno giorni ricchi di opportunità per annunciare l´Evangelo, un appuntamento che speriamo diventi stabile (con i dovuti miglioramenti, prendendo spunto proprio da questa prima edizione) con la consapevolezza che iniziative come questa non esauriscono certo il lavoro di annuncio della salvezza in Cristo Gesù e si inseriscono in un solco già tracciato dalle nostre chiese dove evangelizzazione si fa anche con l´impegno culturale, la diaconia, la testimonianza nel sociale, la difesa dei diritti di tutti e della laicità. Ma proclamare in modo «esplicito» il messaggio di Gesù, il fatto che «è venuto» e che è morto e risorto per noi, resta fondamentale, «nella certezza della necessità e dell´urgenza di questo annuncio», come ci ricorda Subilia.

(30 aprile 2014)

Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 1

Domenica 9 Maggio
Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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