25 Giugno 2021
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Evangelizzare - La missione della chiesa

07-08-2014 17:46 - Fede e spiritualità
La chiesa cristiana svolge la sua attività in molte direzioni: educazione, comunicazione, assistenza; è però evidente che quando si ispira all´Evangelo sente che suo compito primario è la diffusione del messaggio evangelico. Evangelo deriva dal greco euangelion, che significa "buona notizia". Evangelizzare significa dunque comunicare al mondo la buona notizia dell´intervento di Dio, che attraverso Gesù Cristo riscatta dal male ogni creatura.
Nell´evangelizzazione, delle persone parlano ad altre persone delle ragioni di una fede che si basa sulla rivelazione biblica. Ciò avviene innanzitutto nel colloquio personale quando un credente parla di quello che costituisce la sua convinzione di fede e la sua speranza. Può però avvenire quando la chiesa organizza un discorso pubblico attraverso i mezzi di comunicazione a distanza: stampa, radio, televisione, internet.

Per definire questa testimonianza i credenti evangelici ricorrono alla bella definizione che dà l´apostolo Pietro nella sua lettera (I Pietro 3/15): "rendete ragione della speranza che è in voi". Questo significa presentarsi non come chi pretende di avere la verità assoluta ma come chi riconosce che la verità è in Cristo e dice con grande umiltà come ha trovato la verità, cioè il senso della sua vita in Cristo.

Perciò l´evangelizzazione è cosa diversa dal proselitismo. Chi pratica il proselitismo assume un atteggiamento aggressivo ("se non credi alla verità che ti dico sei perduto") e trionfalistico: considera la persona che si avvicina come un acquisto ("adesso sei dei nostri").

Nel medioevo i valdesi, oltre alla scelta di povertà in obbedienza al Vangelo, ne diffondevano la conoscenza. A partire dalla metà dell´Ottocento in Italia molte comunità metodiste e valdesi sono nate da un´azione evangelistica. Anche oggi metodisti e valdesi considerano impegno primario della loro attività l´evangelizzazione e cioè la comunicazione dell´Evangelo, della buona notizia della salvezza di Dio in Gesù Cristo.

Come supporto a questo impegno evangelistico la Tavola valdese, su mandato del sinodo, ha nominato un´apposita commissione che sensibilizzi le comunità locali su questo aspetto, fornisca loro del materiale adeguato e organizzi delle iniziative particolari.
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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