19 Maggio 2021
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Eutanasia e suicidio assistito interrogano i protestanti

26-08-2017 11:57 - Sinodo
Il documento della Commissione delle chiese battiste, metodiste e valdesi

La Commissione Bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi in Italia ha licenziato a maggioranza il proprio documento dal titolo «È la fine, per me l´inizio della vita". Eutanasia e suicidio assistito: una prospettiva protestante, ora inviato alle chiese locali perché lo possano discutere. Il titolo del documento si basa sulle ultime parole attribuite al pastore e teologo luterano Dietrich Bonhoeffer prima della sua esecuzione avvenuta a Flossenbürg nell´aprile 1945 a seguito del suo coinvolgimento nella cospirazione contro Hitler.

Il testo si compone di 8 paragrafi, il primo dei quali, introduttivo, fa il punto su come sia cambiato il quadro di riferimento nei vent´anni intercorsi dall´ultimo testo redatto nel 1998 da quello che era il «Gruppo di lavoro sui problemi etici posti dalla scienza alla fede», nominato – all´epoca – dalla Tavola valdese. I mutamenti che vengono individuati riguardano la tipologia dei soggetti coinvolti (per la comparsa e diffusione di altre patologie, che impongono di non limitare il discorso ai soli malati oncologici terminali); lo sviluppo delle tecniche più recenti in medicina (e farmacologia); la maggior disponibilità di dati su cui ragionare.

Segue un paragrafo di «definizioni», atto a chiarire la distinzione tra eutanasia e suicidio assistito, mentre nel 3° e 4° punto si introducono i concetti di medicina palliativa e di sedazione palliativa. Il quinto paragrafo è poi relativo al quadro normativo, e comprende una panoramica relative alle legislazioni vigenti in Paesi come Francia, Usa (in particolare l´Oregon), Svizzera.

La parte più rilevante del testo è però al §6, «Il problema da un punto di vista etico e teologico», dove la sfida è rispondere alla domanda su come si possano considerare eutanasia e suicidio assistito in sede etica da parte di una comunità cristiana. Si pongono qui ovviamente gli interrogativi più stringenti, in particolare sul rapporto tra la necessità che una singola persona può avvertire di voler por fine ai propri giorni e la vita nella fede cristiana. Vengono dunque analizzati i concetti di dono, gratuità e riconoscenza, che caratterizzano ogni giorno l´esistenza di ogni credente. Molti i riferimenti a testi biblici, e anche a opere di Bonhoeffer e di Karl Barth.

Centrale, nel capitolo successivo (punto di vista sociale e legislativo), è la questione se esista o meno una distinzione fra azione e omissione, tra causare un evento o lasciare che esso avvenga. Su questa domanda si soffermano ancora le conclusioni del documento, che né esaltano oltremisura l´autonomia della persona né le legislazioni eccessivamente pronte a liberalizzare le pratiche atte a metter fine alla propria esistenza.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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