29 Settembre 2020
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Eutanasia e suicidio assistito interrogano i protestanti

26-08-2017 11:57 - Sinodo
Il documento della Commissione delle chiese battiste, metodiste e valdesi

La Commissione Bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi in Italia ha licenziato a maggioranza il proprio documento dal titolo «È la fine, per me l´inizio della vita". Eutanasia e suicidio assistito: una prospettiva protestante, ora inviato alle chiese locali perché lo possano discutere. Il titolo del documento si basa sulle ultime parole attribuite al pastore e teologo luterano Dietrich Bonhoeffer prima della sua esecuzione avvenuta a Flossenbürg nell´aprile 1945 a seguito del suo coinvolgimento nella cospirazione contro Hitler.

Il testo si compone di 8 paragrafi, il primo dei quali, introduttivo, fa il punto su come sia cambiato il quadro di riferimento nei vent´anni intercorsi dall´ultimo testo redatto nel 1998 da quello che era il «Gruppo di lavoro sui problemi etici posti dalla scienza alla fede», nominato – all´epoca – dalla Tavola valdese. I mutamenti che vengono individuati riguardano la tipologia dei soggetti coinvolti (per la comparsa e diffusione di altre patologie, che impongono di non limitare il discorso ai soli malati oncologici terminali); lo sviluppo delle tecniche più recenti in medicina (e farmacologia); la maggior disponibilità di dati su cui ragionare.

Segue un paragrafo di «definizioni», atto a chiarire la distinzione tra eutanasia e suicidio assistito, mentre nel 3° e 4° punto si introducono i concetti di medicina palliativa e di sedazione palliativa. Il quinto paragrafo è poi relativo al quadro normativo, e comprende una panoramica relative alle legislazioni vigenti in Paesi come Francia, Usa (in particolare l´Oregon), Svizzera.

La parte più rilevante del testo è però al §6, «Il problema da un punto di vista etico e teologico», dove la sfida è rispondere alla domanda su come si possano considerare eutanasia e suicidio assistito in sede etica da parte di una comunità cristiana. Si pongono qui ovviamente gli interrogativi più stringenti, in particolare sul rapporto tra la necessità che una singola persona può avvertire di voler por fine ai propri giorni e la vita nella fede cristiana. Vengono dunque analizzati i concetti di dono, gratuità e riconoscenza, che caratterizzano ogni giorno l´esistenza di ogni credente. Molti i riferimenti a testi biblici, e anche a opere di Bonhoeffer e di Karl Barth.

Centrale, nel capitolo successivo (punto di vista sociale e legislativo), è la questione se esista o meno una distinzione fra azione e omissione, tra causare un evento o lasciare che esso avvenga. Su questa domanda si soffermano ancora le conclusioni del documento, che né esaltano oltremisura l´autonomia della persona né le legislazioni eccessivamente pronte a liberalizzare le pratiche atte a metter fine alla propria esistenza.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Lunedì 28 Settembre

Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: «Io non ci ho più alcun piacere» (Ecclesiaste 12,3)
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe», Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?» Filippo gli rispose: «Vieni a vedere» (Giovanni 1,45-46)

O Dio, Creatore e Signore dell’universo, anima del mondo e fonte della vita, ti lodiamo e ti ringraziamo per tutto ciò che esiste. Tutto è un segno della tua grandezza, della tua potenza, di una genialità che l’uomo può solo completare stupito. Veramente, Signore, tutto è molto bello e noi ci sentiamo avvolti nel mistero infinito della tua presenza.
Sergio Carrarini

Romani 6, 16-23; II Corinzi 10, 12-18




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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