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Eutanasia e suicidio assistito: il testo all´esame delle chiese locali

26-08-2017 11:53 - Sinodo
Il Sinodo ha recepito il documento redatto dalla Commissione bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi in Italia

Un dibattito circoscritto a un´ora ha portato al recepimento, da parte del Sinodo, del documento «È la fine per me l´inizio della vita». Eutanasia e suicidio assistito: una prospettiva protestante. Il testo, che è stato reso pubblico alcuni mesi fa e va ora allo studio alle singole comunità locali, che potranno far pervenire le loro osservazioni nel corso dell´anno ecclesiastico 2017/18, è stato redatto dalla Commissione bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi in Italia.

La Commissione, in virtù della propria composizione, si è valsa di competenze diverse: teologiche e bibliche innanzitutto, ma anche mediche, filosofiche e giuridiche; il testo, approvato a maggioranza nella primavera scorsa, è stato presentato dal prof. Luca Savarino, che ne ha illustrato lo spirito. Rispetto a un precedente testo in materia di eutanasia, presentato nel 1998, molto è cambiato perché cambiato è lo «sfondo»: non è più solo sui malati terminali oncologici che si concentra l´attenzione, ma anche su altre patologie (in primo luogo quelle degenerative); ma si pensa anche alle difformità in cui si mettono in opera le cure palliative: l´Italia funziona un po´ «a macchia di leopardo», ha detto Savarino, non a tutti sono date le stesse possibilità di curarsi e di alleviare le sofferenze. Esiste un testo di riferimento di alcuni anni fa, il documento della Comunione di Chiese protestanti in Europa (pubblicato dall´editrice Claudiana con il titolo Un tempo per vivere e un tempo per morire, 2012), che evidenzia una netta separazione tra gli atti di cessazione di cure (il «lasciar morire») e una procedura «attiva» che provochi la fine della vita. Una distinzione che alla maggior parte dei componenti la Commissione sembra da rivedere, alla luce dei cambiamenti di cui sopra.

Dopo una breve discussione l´ordine del giorno votato ha sancito l´avvio del testo alle comunità locali.

Riforma online ha ripreso un´intervista del sito della Tavola valdese a Luca Savarino, che illustra il documento. Il documento stesso è sintetizzato.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A R Z O
Versetto del mese:
Gesù rispose: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno
(Luca 19: 40)

Salmo della settimana: 34



Martedì 9 Marzo


Se sto seduta nelle tenebre, il Signore è la mia luce (Michea 7,8)
Voi tutti che siete figli della luce e figli del giorno (I Tessalonicesi 5,5)


Signore Dio, Padre nostro in Gesù Cristo, tuo Figlio per la potenza dello Spirito santo! Da’ ai nostri occhi la luce perché possiamo vedere la tua luce, la sfolgorante luce della riconciliazione! Il peggiore dei mali è di non vedere la luce in pieno giorno. Liberaci da questa infermità.
Karl Barth



Giobbe 7,11-21; Luca 19, 41-48




Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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