23 Luglio 2021
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Essere testimoni di Dio oggi

23-05-2018 08:02 - News
Gioia, speranza, fiducia e partecipazione al Sinodo della Chiesa protestante unita di Francia

"Magnifico è il Signore!": con queste parole la pastora Emmanuelle Seyboldt, presidente del Consiglio nazionale della Chiesa protestante unita di Francia, ha dato avvio ai lavori del Sinodo nazionale francese tenutosi a Lezay dal 10 al 13 maggio. Il discorso della presidente, ricco di richiami alla gioia e alla fiducia in Dio, una splendida e calorosa accoglienza per tutti i delegati (in particolare per gli invitati) da parte degli organizzatori e dei membri della chiesa ospitante e un territorio circostante rurale molto ben gestito e bucolico hanno fatto respirare un´atmosfera di grande serenità e rilassatezza.

E´ stato un Sinodo senza decisioni importanti anche se incentrato su una rilevante novità: non più solo lunghe ore di relazioni e discussioni ma il tentativo di "vivre d´un appel" (vivere rispondendo a una chiamata) attraverso un´animazione teologica condotta in numerosi momenti delle diverse giornate in un cammino coinvolgente e stimolante.

In tanti hanno tenuto a precisarmi che era il primo anno nel quale i lavori si svolgevano in modo così diverso ma da parte di tutti ho percepito la gioia e la voglia di sperimentare. Ero in presenza di un´assemblea molto variegata per età e provenienza ma non ho visto nessuno sottrarsi a questo nuovo (per il Sinodo) modo di rileggere la Parola di Dio, di farla propria con la riflessione e la condivisione con gli altri, di lasciarsi trascinare nel diventare testimoni di Gesù Cristo.

Riprendendo il discorso della pastora Seyboldt, abbiamo potuto comprendere come "il nostro modo d´essere sia indissolubile da ciò che pensiamo e crediamo, perché credere e vivere, pensare e fare, pregare e agire sono legati". La nostra vita, in ogni istante, può rispondere alla chiamata di Cristo e diventare testimonianza del Suo messaggio di speranza.

Un Sinodo, dunque, che mi ha fatto riflettere: è importante, anzi necessario, anche in un momento assembleare, essere capaci di allontanarsi dalle questioni organizzativo-burocratiche, anche se con un contenuto etico o politico. E diventa una sfida sempre più urgente saper rendere più forte e centrale, e non solo nei momenti liturgici, il nostro ascolto della Parola di Dio mettendo da parte un po´ del nostro protagonismo. Perché, come dice Martin Luther King, "con questa fede saremo capaci di trasformare queste montagne d´incredulità in pietre di speranza" e perché, come ha concluso Emmanuelle Seyboldt: "Magnifico è il Signore. Tutto il mio cuore per cantare Dio!"

di Laura Turchi


Fonte: chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 9


Venerdì 23 Luglio

Gli occhi miei prevengono le veglie della notte, per meditare la tua parola (Salmo 119, 148)
Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo (Luca 2,19)

La parola giusta viene dal silenzio e il silenzio giusto viene dalla Parola
Dietrich Bonhoeffer


Luca 22, 14-20; Atti degli apostoli 23, 1-11














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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