02 Agosto 2021
News
percorso: Home > News > Sinodo

Essere chiesa insieme, processo dinamico non privo di criticità

26-08-2017 12:16 - Sinodo
Tra i temi in discussione al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi in corso a Torre Pellice (To), il progetto che promuove l´integrazione culturale

All´ordine del giorno dei lavori sinodali in corso in questi giorni a Torre Pellice è stato posto in discussione anche il tema «Essere chiesa insieme» (ECI), progetto inteso a promuovere l´integrazione in una chiesa composta da nativi italiani e da persone provenienti da altri continenti.

Ormai la presenza e il coinvolgimento di immigrati nella vita e nelle attività delle chiese valdesi e metodiste è un dato acquisito. Secondo la ricerca Jerry Masslo (ed. Claudiana 2014) e alcune rilevazioni della Tavola valdese, il 15-20% della popolazione che frequenta le chiese metodiste e valdesi (concentrate soprattutto nel triangolo che partendo da Bologna comprende tutto il Nord Est) è costituito da immigrati. Fratelli e sorelle provenienti da paesi lontani sono ben inseriti nelle attività delle chiese; i percorsi di formazione interculturale LINFA promossi dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia hanno finora registrato livelli di adesione incoraggianti; a livello giovanile, la Federazione giovanile evangelica in Italia (Fgei) si conferma essere un luogo privilegiato in cui sperimentare l´integrazione culturale; infine, il Master interculturale promosso dalla Facoltà valdese di teologia ha avuto con un incoraggiante numero di partecipanti. Dunque, il cammino fin qui compiuto è incoraggiante, ma il percorso da fare è ancora lungo e vive alti e bassi.

Tale complessità sta nel fatto che Essere chiesa insieme più che un traguardo è «una dinamica» – per riprendere la relazione preparata dalla Tavola valdese –, che implica un cambiamento, richiede la capacità di mettere in discussione anche tradizioni ben consolidate e radicate. Non sempre si è disposti a questo, soprattutto quando nello scambio reciproco c´è chi pensa di non dover imparare nulla dall´altro. Diversi interventi nel corso della discussione sinodale hanno richiamato gli errori generati anche nelle chiese da una cultura – quella occidentale, europea – che si percepiva dominante. E qualcuno si è provocatoriamente chiesto se tale atteggiamento di superiorità verso chi appartiene ad una cultura diversa dalla propria sia veramente scomparso, e se le chiese valdesi e metodiste con una tradizione, una storia, una teologia, un´ecclesiologia solide alle spalle siano disposte a mettersi in discussione, ad imparare dagli altri, e a cambiare nel profondo.

In questi ultimi anni il contesto conflittuale più esplicito è stato la discussione su alcuni temi etici (l´omosessualità, le benedizioni delle coppie dello stesso sesso, la famiglia), ma col tempo si sono evidenziate altre criticità che riguardano l´ecclesiologia: leadership parallele, casse diverse da quella comunitaria, programmi giovanili «separati» da quelli promossi dalle chiese o dalla Fgei. Per proseguire il cammino dell´integrazione, ed evitare che si verifichino percorsi separati o marginalizzazioni, è stata ribadita la necessità di affrontare a viso aperto i nodi problematici, dando voce alle diverse posizioni e valorizzando lo specifico contributo delle sorelle e dei fratelli immigrati, nella consapevolezza che l´interculturalità nelle chiese è una sfida importante da cui dipende il futuro delle chiese.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Lunedì 2 Agosto

Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore compirà oggi pere voi (Esodo 14,13)
Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse (Ebrei 10,23)

Solleva sopra di noi, amato Signore, la luce della tua parola e mantienila alta, cosicchè brilli nei nostri cuori più alta e più forte quando tutte le tentazioni del diavolo, della morte e del peccato cercano di farci cadere nella disperazione, nello scoraggiamento e nella paura e tutto può diventare una sciagura Poichè, se tu non lo farai, allora il diavolo diventerà più forte e ci ottenebrerà e oscurerà la dolce e incipiente luce della tua parola e ci getterà in una tale disperazione che le cose per noi si metteranno peggio che mai. O Dio, rivolgi a noi il tuo volto e mantieni con forza nei nostri cuori la luce della tua valorosa parola contro l omicida, il mentitore, il diavolo, il quale vuole opprimere e soffocare in noi con l omicidio e la dottrina menzognera la medesima parola. Amen
Martin Lutero


I Re 3, 16-28; Atti degli apostoli 27, 13-44









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
keyboard_arrow_left
Agosto 2021
keyboard_arrow_right
calendar_view_month calendar_view_week calendar_view_day
Agosto 2021
L M M G V S D
26
27
28
29
30
31
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
1
2
3
4
5
Foto gallery

Realizzazione siti web www.sitoper.it