23 Luglio 2021
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Essere benedetti dal Signore

23-02-2016 18:55 - Bibbia e attualità
Un giorno una parola – commento a 2 Corinzi 9, 10

Come la terra produce la sua vegetazione e come un giardino fa germogliare le sue semenze, così il Signore, Dio, farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni
Isaia 61, 11


Colui che fornisce al seminatore la semenza e il pane da mangiare, fornirà e moltiplicherà la semenza vostra e accrescerà i frutti della vostra giustizia
2 Corinzi 9, 10


L’apostolo Paolo esorta i membri della chiesa di Corinto a essere generosi nel raccogliere le offerte per la sovvenzione a favore dei santi (2 Corinzi 9, 1) e ricorda loro che tutto ciò che possiedono di buono è frutto della grazia di Dio. Il Signore, infatti, è colui che fornisce al seminatore la semenza e il pane da mangiare (2 Corinzi 9, 10a). Pertanto, l’apostolo benedice i Corinzi e prega affinché il Signore non faccia mai mancare loro il pane quotidiano, ma provveda ai loro bisogni e moltiplichi su di loro le sue benedizioni. Queste benedizioni non dovranno, però, essere vissute egoisticamente, ma dovranno predisporre i Corinzi a essere a loro volta degli strumenti di benedizione per quanti si ritrovano nell’indigenza. Paolo, infatti, prega affinché il Signore provveda alle necessità dei Corinzi e, nel contempo, accresca i frutti della loro giustizia (2 Corinzi 9, 10b).

La consapevolezza di essere benedetti dal Signore, che moltiplica la semenza per il seminatore, dovrebbe aprire il cuore dei Corinzi a moltiplicare la loro generosità e a produrre frutti di giustizia verso i loro fratelli e le loro sorelle più svantaggiati.

Che il Signore benedica anche la tua vita, ponendo la Sua mano misericordiosa su di te, e, soprattutto, che predisponga il tuo cuore a usare misericordia verso il tuo prossimo. Colui che ti fornisce giorno per giorno il pane da mangiare, faccia anche maturare in te frutti di giustizia, di solidarietà e di condivisione nello spirito dell’insegnamento di Gesù, che disse ai suoi discepoli: «gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Matteo 10, 8).
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 9


Venerdì 23 Luglio

Gli occhi miei prevengono le veglie della notte, per meditare la tua parola (Salmo 119, 148)
Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo (Luca 2,19)

La parola giusta viene dal silenzio e il silenzio giusto viene dalla Parola
Dietrich Bonhoeffer


Luca 22, 14-20; Atti degli apostoli 23, 1-11














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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