26 Novembre 2020
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Elezioni del 4 marzo: le dieci cose da sapere

27-02-2018 11:01 - News
Dieci domande e risposte in vista dell´appuntamento del 4 marzo che vedrà gli elettori italiani chiamati al voto per eleggere i nuovi deputati e senatori della Camera e del Senato. Candidati e liste per la Camera - Candidati e liste per il Senato

Quando saranno aperti i seggi?
Si voterà nella sola giornata di domenica 4 marzo, dalle 7 alle 23.

Quale documento d´identità è necessario per partecipare al voto?
La carta d´identità o un altro documento d´identificazione con fotografia rilasciato dalla pubblica amministrazione, anche se scaduto. Se provviste di fotografia, sono valide anche la tessere di riconoscimento rilasciate da un ordine professionale e dall´Unione nazionale ufficiali in congedo d´Italia (in quest´ultimo caso occorre la convalida di un Comando militare).

Se la tessera elettorale non ha più spazi liberi per la certificazione del voto, a chi bisogna rivolgersi?
Per tutto ciò che riguarda la tessera elettorale bisogna rivolgersi all´ufficio elettorale del comune di residenza. Tale ufficio sarà aperto dalle 9 alle 18 nei due giorni prima del voto e il giorno stesso della consultazione dalle 7 alle 23, quindi per tutta la durata delle operazioni di voto.

Quante schede riceverà l´elettore?
Gli elettori con almeno 25 anni riceveranno due schede, identiche nel modello ma di coloro diverso: giallo per il Senato e rosa per la Camera. Gli elettori con meno di 25 anni riceveranno soltanto la scheda per la Camera. Gli elettori del Lazio e della Lombardia riceveranno anche la scheda per elezioni regionali.

Perché la schede avranno il «tagliando anti-frode»?
Per evitare che all´interno della cabina elettorale la scheda originale venga sostituita con un´altra scheda falsificata.
L´elettore dovrà semplicemente restituire la scheda su cui ha espresso il voto, debitamente piegata, al presidente del seggio.
Saranno gli operatori del seggio a staccare il tagliando, che sarà conservato, e a verificare che il suo codice progressivo sia lo stesso annotato prima della consegna della scheda all´elettore. Dopo questo controllo il presidente del seggio inserirà la scheda nell´urna.

Come si presenta la scheda elettorale?
Sulla scheda compaiono i nomi dei candidati nel collegio uninominale e subito sotto il simbolo o i simboli dei partiti ad essi collegati. A fianco di ciascun simbolo è riportata una mini-lista con i candidati che corrono per i seggi assegnati con il metodo proporzionale. Simbolo e lista sono contenuti in un riquadro. Così, sotto il riquadro del candidato uninominale, gli elettori troveranno tanti riquadri quanti sono i partiti che sostengono quel candidato (qui sotto il fac simile della scheda per il Collegio della Camera 12-Siena).

Come si esprime materialmente il voto?
a) L´elettore può tracciare un segno sul riquadro del partito scelto. Il voto così espresso vale per quella lista e automaticamente anche per il candidato nel collegio uninominale ad essa collegato.

b) In alternativa l´elettore può segnare il riquadro del candidato uninominale e il suo voto vale automaticamente anche per la lista collegata. Nel caso ci siano più liste collegate, il voto viene ripartito tra di esse in proporzione dei voti ottenuti da ciascuna lista in quel collegio.

c) Il voto è valido anche se l´elettore appone due segni sulla scheda, indicando sia il candidato uninominale che una delle liste che lo sostengono.

E´ possibile votare un candidato uninominale e allo stesso tempo una lista che ne sostiene un altro?
No. La legge in vigore non ammette il cosiddetto «voto disgiunto».

E´ possibile esprimere la preferenza per uno dei candidati presenti nelle liste a fianco dei simboli dei partiti?
No. Gli eventuali seggi conquistati saranno assegnati nell´ordine in cui i nomi compaiono nella lista.

Quando inizierà lo scrutinio delle schede?
Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi, previo accertamento del numero dei votanti. Saranno scrutinate prime le schede del Senato e successivamente quelle della Camera. Per le elezioni regionali in Lombardia e Lazio lo spoglio sarà effettuato dalle 14 del 5 marzo, una volta ultimate le operazioni per i due rami del Parlamento.




Fonte: ToscanaOggi
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126



Giovedì 26 Novembre

Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso (I Cronache 29,13)
Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo (Efesini 5,20)

Per ringraziare Dio dei suoi benefici bisogna investire almeno altrettanto tempo di quanto si è impiegato a chiederglieli.
Vincenzo de’ Paoli

I Tessalonicesi 5, 9-15; II Pietro 3, 10-18




Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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