26 Luglio 2021
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Effettobibbia 2016. Cambiare la storia: il Libro di Ester

19-03-2016 09:00 - Bibbia e attualità

Da ormai otto anni si svolge a Bergamo Effettobibbia, una manifestazione promossa dal Comitato per la Cultura Biblica di Bergamo (di cui è parte attiva, tra gli altri, il Centro Culturale Protestante e la locale chiesa valdese), costituitosi con lo scopo di (ri)avvicinare un vasto pubblico al testo biblico. Nel corso delle varie edizioni sono stati diversi gli strumenti e le strategie utilizzate per raggiungere tale obiettivo e altrettante sono state le tipologie dei destinatari delle iniziative proposte. Nelle ultime edizioni particolare attenzione è stata rivolta al coinvolgimento di studenti i quali, con e attraverso lo strumento del laboratorio teatrale, hanno accettato di farsi mettere in gioco da un testo, quello biblico, che, liberatosi da visioni e approcci stereotipati, interroga e “scandalizza”, ponendo temi che finiscono col coinvolgere anche le giovani generazioni.

L’edizione 2016 propone un percorso tematico legato a uno specifico libro biblico, secondo il consueto approccio multidisciplinare (letture, spettacoli, concerti, percorsi artistici, mostre). La scelta è caduta sul Libro di Ester, un racconto affascinante giunto a noi in due versioni (ebraica e greca ). Oltre alla lettura del testo, si mostrerà la fortuna che il libro ha avuto nel corso dei secoli, nella tradizione ebraica e cristiana.

Variegato come sempre l’insieme delle iniziative, a cominciare dall’esposizione di un prezioso rotolo ebraico di Ester, del XVII sec., custodito nella Civica Biblioteca “Angelo Mai” e dal concerto «Ester, storia di una regina», tratto dagli oratori “Ester” di G. F. Haendel (1685- 1759) e G. C. Lidarti (1730-1795).

Il territorio bergamasco offre due importanti testimonianze pittoriche legate alla figura di Ester: un ciclo di affreschi nella Abbazia Benedettina di san Paolo D’Argon e la pala Ester e Assuero di Giovan Battista Dell’Era nella chiesa di Alzano Lombardo. Di queste opere si proporrà la visita guidata.

Sempre in ambito artistico, ma sul versante della produzione, gli Scriptoriart, laboratori espressivi ispirati ai luoghi in cui, nel Medio Evo, venivano copiati e illustrati i manoscritti, consentendo a testi preziosi di passare di generazione in generazione attraverso i secoli. Condotti da artisti, restauratori e educatori museali, i cinque Scriptoriart – ognuno dedicato a una fascia d’età, con tecniche differenti – daranno vita ad una modalità nuova di illustrazione del testo, traducendo in un linguaggio contemporaneo la pratica della miniatura. Il senso di questo progetto è quello di un’operazione collettiva e corale, di un coinvolgimento della cittadinanza arrivando anche in luoghi esclusi, di una valorizzazione della partecipazione creativa, di una riscoperta di una modalità di trasmissione del sapere, orale e figurativa e di un esperimento replicabile sempre.

Effettobibbia intende promuovere nuovamente l’iniziativa dei laboratori teatrali con un gruppo “interculturale”, composto soprattutto da donne di diverse provenienze etniche e religiose, che metterà in scena lo spettacolo Io sono Ester, con la regia di Albino Bignamini di Pandemonium Teatro.

Non mancheranno infine momenti di approfondimento sul libro di Ester e le sue riletture, grazie alle conferenze tenute da Erik Noffke, Elena Lea Bartolini, Laura Novati, Andrea Damascelli.
L’edizione 2016 è stata resa possibile grazie all’importante contributo dell’Otto per mille della Chiesa valdese.

Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 11


Domenica 25 Luglio
Ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce, poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità (Efesini 5, 8-9)


Difendete la causa del debole e dell’orfano, fate giustizia all afflitto e al povero! (Salmo 82, 3)
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità (I Giovanni 3, 18)

In primissimo ordine dovremmo volgere il nostro zelo all amore in sé, che è il fine di ogni comandamento divino e l adempimento di tutta la legge. La chiesa, gli ordinamenti, le opere esteriori di ogni genere, perfino tutte le sante disposizioni dell animo sono inferiori a esso, e crescono di valore solo a mano a mano che si avvicinano; questo è dunque il nobile oggetto dello zelo cristiano. Che ogni sincero credente lo dedichi al Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo con tutto il fervore dello spirito, affinché il suo cuore possa espandersi nell amore di Dio e per tutto il genere umano, e tutto il suo agire sia solo questo correre verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.
John Wesley


Matteo 5, 13-16; Efesini 5, 8b-14; Isaia 2, 1-5














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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