23 Luglio 2021
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Ecumenismo: punto di arrivo o di partenza?

12-02-2018 09:26 - Ecumenismo
Il tema dell´ecumenismo torna al centro della vita del secondo distretto delle chiese valdesi e metodiste che raggruppa le comunità dell´Italia settentrionale e della Svizzera. L´occasione è un convegno che si terrà a Bergamo sabato 3 marzo per ricordare gli ottocento anni del famoso Colloquio che ebbe luogo nei pressi della città. Ultramontani e Italici (poveri lombardi) si confrontarono sulle reciproche posizioni teologiche rispetto a diversi aspetti, non ultimo il rapporto e le relazioni con la Chiesa di Roma.
«La sfida è abbastanza ambiziosa - dichiara il pastore Italo Pons, delegato della Tavola Valdese per il secondo distretto. Vorremmo fare il punto sul cammino ecumenico intrapreso dalle nostre chiese per comprendere cosa accade nelle comunità. Sembrerebbe che per alcune piccole chiese l´ecumenismo sia una delle attività più rilevanti sul fronte della loro testimonianza esterna. Questo è dovuto certamente al fatto che molte persone entrate a far parte delle nostre chiese provengono dal cattolicesimo e si impegnano in prima persona nel dialogo ecumenico. Per contro permangono molti membri di chiesa che nutrono uno scarso interesse per questo tema».

Il convegno vedrà anche la presenza del presidente della Federazione protestante francese, il pastore François Clavairoly, che vanta un´importante esperienza in ambito ecumenico. «La sua presenza - prosegue il pastore Pons - qualifica certamente l´appuntamento sia per l´elevato profilo culturale e spirituale che lo distinguono (è membro del Groupe des Dombes, un gruppo di dialogo ecumenico composto da teologici cattolici e protestanti francofoni che si incontra annualmente a partire dal 1937), sia per la sua conoscenza approfondita delle grandi tematiche ecumeniche e interreligiose del passato e del presente».

La necessità di confrontarsi sul tema dell´ecumenismo viene dall´ultima conferenza distrettuale, l´assemblea decisionale delle chiese valdesi e metodiste dell´area settentrionale e svizzera. «Anche se con i cattolici romani permangono divisioni importanti su alcuni temi - afferma Andrea Magnano, presidente della Commissione distrettuale - vi sono chiese valdesi e metodiste che tessono importanti relazioni ecumeniche cariche di gesti di riconciliazione e di riconoscenza, superando le divisioni dottrinali». La scelta di restringere il campo di analisi al dialogo con un´unica confessione cristiana è voluta: «L´idea - conclude Magnano - è quella di compiere una riflessione interna alle nostre chiese per avere un´istantanea delle diverse sensibilità ecumeniche presenti».


Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 9


Venerdì 23 Luglio

Gli occhi miei prevengono le veglie della notte, per meditare la tua parola (Salmo 119, 148)
Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo (Luca 2,19)

La parola giusta viene dal silenzio e il silenzio giusto viene dalla Parola
Dietrich Bonhoeffer


Luca 22, 14-20; Atti degli apostoli 23, 1-11














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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