08 Luglio 2020
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Ecumenismo: cose che sembravano impossibili ora sono realtà

16-01-2018 09:37 - Ecumenismo
In questo anno 2017 che ha visto moltiplicarsi gli eventi organizzati in memoria del Cinquecentenario della Riforma di Lutero il «tempo ecumenico» sembra aver subito un´accelerazione sorprendente. Ci sono stati momenti capaci di commuovere fino alle lacrime chi da tanti anni cerca di promuovere il dialogo tra cristiani.

Certamente, per il mondo cattolico, la spinta è partita dall´incontro di Lund e dalla conseguente «Dichiarazione congiunta» firmata da Papa Francesco e dal Vescovo Munib Yunan, Presidente della Lutheran World Federation il 31 ottobre 2016 ma è stato chiaro fin dalle prime parole del Papa che tutto questo era stato reso possibile dal lavoro di tante persone che per lunghi anni non si sono arrese alle difficoltà innegabili e alle lentezze delle rispettive chiese.

«Cinquant´anni di costante e fruttuoso dialogo ecumenico tra cattolici e luterani ci hanno aiutato a superare molte differenze e hanno approfondito la comprensione e la fiducia tra di noi», si legge nel Documento e certamente piccolo passo dopo piccolo passo la storia è cambiata.

In ogni diocesi italiana qualche piccolo segno è stato dato di questo cambiamento.

A livello nazionale il momento emotivamente, ma anche spiritualmente, più coinvolgente è stato poter contemplare nel Duomo di Trento, il luogo dove si era celebrato il Concilio della divisione, il gesto liturgico della Lavanda dei piedi compiuto reciprocamente dall´Arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, e dal vescovo luterano Karl-Hinrich Manzke di Shaumburg-Lippe.

Segni ricolmi di un significato che va oltre le nostre stesse speranze.

Tra questi il Convegno nazionale dei Delegati diocesani per l´Ecumenismo e il Dialogo che si è tenuto ad Assisi nel novembre scorso e che è stato organizzato come ogni anno dall´Ufficio nazionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI) della CEI, ma questa volta in collaborazione con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), la Sacra arcidiocesi ortodossa d´Italia, la Diocesi romena ortodossa, la Chiesa apostolica armena, la Diocesi di Roma del Patriarcato copto ortodosso e la Chiesa d´Inghilterra

In Toscana la Conferenza episcopale locale ha da molti anni istituito una Commissione regionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso formata dai delegati di ogni diocesi. Svolge, su mandato dei Vescovi, un servizio distribuito sul territorio per favorire la crescita della sensibilità ecumenica e la capacità di dialogo interreligioso.

Quasi tutte le diocesi inviano regolarmente delegati o rappresentanti delle commissioni ecumeniche diocesane agli incontri che vengono tenuti dalla Commissione con cadenza trimestrale.

La dimensione più necessaria è ancora quella formativa per le nostre parrocchie e per tutti gli animatori pastorali, per questo l´impegno maggiore si concentra nella realizzazione di corsi di formazione ecumenica di base, fornendo anche occasioni di approfondimento.

I corsi sono articolati in un triennio di base (anno 1: basi dell´ecumenismo; anno 2: l´ortodossia; anno 3: il protestantesimo), ogni anno viene poi affrontato un tema da approfondire. Il progetto è iniziato nel 2012 e quindi quest´anno (11-15 luglio 2017) sono stati portati a compimento due cicli triennali di base e tre corsi di approfondimento: la Santa Cena nelle tre diverse confessioni, Peccato e salvezza nelle tradizioni cristiane e Sacramenti e Matrimonio nelle tre diverse confessioni.

Molta strada è ancora da fare ma la sensazione è che ci stiamo guardando con uno sguardo nuovo, a Pisa, per fare un esempio, in occasione del culto speciale celebrato in memoria della Riforma il 31 ottobre 2017, la Chiesa valdese, che pure esiste in città dal XIX secolo, per la prima volta ha invitato ufficialmente anche l´Arcivescovo, insieme alla piccola comunità luterana e al parroco ortodosso rumeno. Non era una preghiera ecumenica ma un culto ordinario, come dire che è nella normalità della vita di fede quotidiana di ciascuna confessione che sono entrati anche tutti gli altri cristiani.

Prima non sarebbe stato possibile, oggi si è creata una relazione di amicizia e di reciproco rispetto che ha permesso di fidarsi gli uni degli altri e di pregare insieme come Gesù ci ha insegnato.

di Silvia Nannipieri - Incaricata regionale per l´ecumenismo della Conferenza Episcopale Toscana


Fonte: ToscanaOggi

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Martedì 7 Luglio

Io, nel mio smarrimento, dicevo: «Sono respinto dalla tua presenza»; a tu hai udito la voce delle mie suppliche, quand’ho gridato a te (Salmo 31,22)
Il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesù il Nazareno, si mise a gridare e a dire: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!». E molti lo sgridavano perché tacesse. Gesù, fermatosi, disse: «Chiamatelo!» (Marco 10, 46-48.49)

Tu, solo e unico Dio, potente nella tua bontà, santo e ammirevole in tutte le tue iniziative! Noi veniamo ancora una volta a te, non avendo altro da chiederti che il permesso di vivere della tua grande misericordia. Ti ringraziamo perché ti degni di invitarci e ci esorti a darvi importanza. Tu non ci dimentichi: fa che non ti dimentichiamo! Tu non ti stanchi: impediscici di assopirci! Tu scegli e vuoi per ciascuno di noi ciò che è giusto e salutare: preservaci dalla nostra stessa volontà
E dalla nostra scelta! Noi deponiamo di fronte a te le preoccupazioni, i problemi, le angosce degli altri esseri umani. Ricordati di tutti quelli che qui o altrove, sono in difficoltà! Consola e conforta tutti i malati nel corpo e nell’anima, tutti i bisognosi e in particolare coloro che sono privi di amici e di soccorso umano! Vieni in aiuto ai rifugiati, agli esiliati e a quanti soffrono ingiustamente nel mondo! Concedi a tutti quelli che sperano in te di agire finché è tempo ed esaudisci quelli che hanno un cuore retto! Raddrizza il nostro cuore per poterci esaudire! Tu eri Dio da ogni eternità, lo sei e lo sarai. Noi siamo felici di poter costruire su di te e di riporre in te la nostra fiducia. Amen.
Karl Barth

II Corinzi 2, 5-11; I Re 16, 29-17,6




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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