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Ecumenismo: cose che sembravano impossibili ora sono realtà

16-01-2018 09:37 - Ecumenismo
In questo anno 2017 che ha visto moltiplicarsi gli eventi organizzati in memoria del Cinquecentenario della Riforma di Lutero il «tempo ecumenico» sembra aver subito un´accelerazione sorprendente. Ci sono stati momenti capaci di commuovere fino alle lacrime chi da tanti anni cerca di promuovere il dialogo tra cristiani.

Certamente, per il mondo cattolico, la spinta è partita dall´incontro di Lund e dalla conseguente «Dichiarazione congiunta» firmata da Papa Francesco e dal Vescovo Munib Yunan, Presidente della Lutheran World Federation il 31 ottobre 2016 ma è stato chiaro fin dalle prime parole del Papa che tutto questo era stato reso possibile dal lavoro di tante persone che per lunghi anni non si sono arrese alle difficoltà innegabili e alle lentezze delle rispettive chiese.

«Cinquant´anni di costante e fruttuoso dialogo ecumenico tra cattolici e luterani ci hanno aiutato a superare molte differenze e hanno approfondito la comprensione e la fiducia tra di noi», si legge nel Documento e certamente piccolo passo dopo piccolo passo la storia è cambiata.

In ogni diocesi italiana qualche piccolo segno è stato dato di questo cambiamento.

A livello nazionale il momento emotivamente, ma anche spiritualmente, più coinvolgente è stato poter contemplare nel Duomo di Trento, il luogo dove si era celebrato il Concilio della divisione, il gesto liturgico della Lavanda dei piedi compiuto reciprocamente dall´Arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, e dal vescovo luterano Karl-Hinrich Manzke di Shaumburg-Lippe.

Segni ricolmi di un significato che va oltre le nostre stesse speranze.

Tra questi il Convegno nazionale dei Delegati diocesani per l´Ecumenismo e il Dialogo che si è tenuto ad Assisi nel novembre scorso e che è stato organizzato come ogni anno dall´Ufficio nazionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI) della CEI, ma questa volta in collaborazione con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), la Sacra arcidiocesi ortodossa d´Italia, la Diocesi romena ortodossa, la Chiesa apostolica armena, la Diocesi di Roma del Patriarcato copto ortodosso e la Chiesa d´Inghilterra

In Toscana la Conferenza episcopale locale ha da molti anni istituito una Commissione regionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso formata dai delegati di ogni diocesi. Svolge, su mandato dei Vescovi, un servizio distribuito sul territorio per favorire la crescita della sensibilità ecumenica e la capacità di dialogo interreligioso.

Quasi tutte le diocesi inviano regolarmente delegati o rappresentanti delle commissioni ecumeniche diocesane agli incontri che vengono tenuti dalla Commissione con cadenza trimestrale.

La dimensione più necessaria è ancora quella formativa per le nostre parrocchie e per tutti gli animatori pastorali, per questo l´impegno maggiore si concentra nella realizzazione di corsi di formazione ecumenica di base, fornendo anche occasioni di approfondimento.

I corsi sono articolati in un triennio di base (anno 1: basi dell´ecumenismo; anno 2: l´ortodossia; anno 3: il protestantesimo), ogni anno viene poi affrontato un tema da approfondire. Il progetto è iniziato nel 2012 e quindi quest´anno (11-15 luglio 2017) sono stati portati a compimento due cicli triennali di base e tre corsi di approfondimento: la Santa Cena nelle tre diverse confessioni, Peccato e salvezza nelle tradizioni cristiane e Sacramenti e Matrimonio nelle tre diverse confessioni.

Molta strada è ancora da fare ma la sensazione è che ci stiamo guardando con uno sguardo nuovo, a Pisa, per fare un esempio, in occasione del culto speciale celebrato in memoria della Riforma il 31 ottobre 2017, la Chiesa valdese, che pure esiste in città dal XIX secolo, per la prima volta ha invitato ufficialmente anche l´Arcivescovo, insieme alla piccola comunità luterana e al parroco ortodosso rumeno. Non era una preghiera ecumenica ma un culto ordinario, come dire che è nella normalità della vita di fede quotidiana di ciascuna confessione che sono entrati anche tutti gli altri cristiani.

Prima non sarebbe stato possibile, oggi si è creata una relazione di amicizia e di reciproco rispetto che ha permesso di fidarsi gli uni degli altri e di pregare insieme come Gesù ci ha insegnato.

di Silvia Nannipieri - Incaricata regionale per l´ecumenismo della Conferenza Episcopale Toscana


Fonte: ToscanaOggi
UN GIORNO UNA PAROLA
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N O V E M B R E
Versetto del mese:
Il Signore diriga i vostri cuori all amore di Dio
e alla paziente attesa di Cristo

(Tessalonicesi 3,5)



Salmo della settimana: 24


Martedì 30 Novembre




I miei giorni sono nelle tue mani ( Salmo 31, 15)
Chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un ora sola alla durata della sua vita? (Luca 12, 25)

Non ti preoccupare di ciò che verrà, non piangere per ciò che passa. Preoccupati piuttosto di non perderti, e piangi quando galleggi nel fiume del tempo senza portare in te il cielo.
Friedrich Schleiermacheer


Ebrei 10, 32-38; Zaccaria 1, 7-17








































































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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