05 Agosto 2021
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Ecumenismo: cose che sembravano impossibili ora sono realtà

16-01-2018 09:37 - Ecumenismo
In questo anno 2017 che ha visto moltiplicarsi gli eventi organizzati in memoria del Cinquecentenario della Riforma di Lutero il «tempo ecumenico» sembra aver subito un´accelerazione sorprendente. Ci sono stati momenti capaci di commuovere fino alle lacrime chi da tanti anni cerca di promuovere il dialogo tra cristiani.

Certamente, per il mondo cattolico, la spinta è partita dall´incontro di Lund e dalla conseguente «Dichiarazione congiunta» firmata da Papa Francesco e dal Vescovo Munib Yunan, Presidente della Lutheran World Federation il 31 ottobre 2016 ma è stato chiaro fin dalle prime parole del Papa che tutto questo era stato reso possibile dal lavoro di tante persone che per lunghi anni non si sono arrese alle difficoltà innegabili e alle lentezze delle rispettive chiese.

«Cinquant´anni di costante e fruttuoso dialogo ecumenico tra cattolici e luterani ci hanno aiutato a superare molte differenze e hanno approfondito la comprensione e la fiducia tra di noi», si legge nel Documento e certamente piccolo passo dopo piccolo passo la storia è cambiata.

In ogni diocesi italiana qualche piccolo segno è stato dato di questo cambiamento.

A livello nazionale il momento emotivamente, ma anche spiritualmente, più coinvolgente è stato poter contemplare nel Duomo di Trento, il luogo dove si era celebrato il Concilio della divisione, il gesto liturgico della Lavanda dei piedi compiuto reciprocamente dall´Arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, e dal vescovo luterano Karl-Hinrich Manzke di Shaumburg-Lippe.

Segni ricolmi di un significato che va oltre le nostre stesse speranze.

Tra questi il Convegno nazionale dei Delegati diocesani per l´Ecumenismo e il Dialogo che si è tenuto ad Assisi nel novembre scorso e che è stato organizzato come ogni anno dall´Ufficio nazionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI) della CEI, ma questa volta in collaborazione con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), la Sacra arcidiocesi ortodossa d´Italia, la Diocesi romena ortodossa, la Chiesa apostolica armena, la Diocesi di Roma del Patriarcato copto ortodosso e la Chiesa d´Inghilterra

In Toscana la Conferenza episcopale locale ha da molti anni istituito una Commissione regionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso formata dai delegati di ogni diocesi. Svolge, su mandato dei Vescovi, un servizio distribuito sul territorio per favorire la crescita della sensibilità ecumenica e la capacità di dialogo interreligioso.

Quasi tutte le diocesi inviano regolarmente delegati o rappresentanti delle commissioni ecumeniche diocesane agli incontri che vengono tenuti dalla Commissione con cadenza trimestrale.

La dimensione più necessaria è ancora quella formativa per le nostre parrocchie e per tutti gli animatori pastorali, per questo l´impegno maggiore si concentra nella realizzazione di corsi di formazione ecumenica di base, fornendo anche occasioni di approfondimento.

I corsi sono articolati in un triennio di base (anno 1: basi dell´ecumenismo; anno 2: l´ortodossia; anno 3: il protestantesimo), ogni anno viene poi affrontato un tema da approfondire. Il progetto è iniziato nel 2012 e quindi quest´anno (11-15 luglio 2017) sono stati portati a compimento due cicli triennali di base e tre corsi di approfondimento: la Santa Cena nelle tre diverse confessioni, Peccato e salvezza nelle tradizioni cristiane e Sacramenti e Matrimonio nelle tre diverse confessioni.

Molta strada è ancora da fare ma la sensazione è che ci stiamo guardando con uno sguardo nuovo, a Pisa, per fare un esempio, in occasione del culto speciale celebrato in memoria della Riforma il 31 ottobre 2017, la Chiesa valdese, che pure esiste in città dal XIX secolo, per la prima volta ha invitato ufficialmente anche l´Arcivescovo, insieme alla piccola comunità luterana e al parroco ortodosso rumeno. Non era una preghiera ecumenica ma un culto ordinario, come dire che è nella normalità della vita di fede quotidiana di ciascuna confessione che sono entrati anche tutti gli altri cristiani.

Prima non sarebbe stato possibile, oggi si è creata una relazione di amicizia e di reciproco rispetto che ha permesso di fidarsi gli uni degli altri e di pregare insieme come Gesù ci ha insegnato.

di Silvia Nannipieri - Incaricata regionale per l´ecumenismo della Conferenza Episcopale Toscana


Fonte: ToscanaOggi
UN GIORNO UNA PAROLA
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A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Mercoledì 4 Agosto


Gioisco della tua parola, come chi trova un grande bottino (Salmo 119, 162)
Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna (Giovanni 6, 68)


Signore, conserva per me la tua parola, il dono nobile, questo tesoro, perché io metto al di sopra di ogni bene e della più grande ricchezza. Se la tua parola non dovesse più essere applicata, su che cosa dovrebbe basarsi la fede? Io non mi occupo di mille cose, ma solo di mettere in pratica la tua parola.
Nikolaus Ludwig von Zinzendorf





I Corinzi 10, 23-31; Atti egli apostoli 28,17-31






Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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