18 Ottobre 2021
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Ecumenismo a Viareggio: incontri sul Vangelo di Matteo

31-05-2018 08:52 - Ecumenismo
Ogni secondo giovedì del mese Ortodossi, Valdesi e Cattolici si confrontano insieme sulla Parola

Nella parrocchia di S. Paolino, Viareggio, ogni secondo giovedì del mese ci incontriamo con i nostri fratelli valdesi e ortodossi della Chiesa Rumena per ascoltare insieme la Parola di Dio; abbiamo scelto il Vangelo secondo Matteo. Perché questi incontri? Sono un´esigenza che scaturisce dal desiderio stesso di Gesù che, nella preghiera di addio, ha chiesto al Padre che i suoi discepoli siano e rimangano «una cosa sola».
Gesù, pregando per i suoi discepoli, ha detto: «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi» (Gv 17,11). Poiché la sua richiesta non era solo per i discepoli riuniti in quel momento intorno a lui, ha aggiunto: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch´essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,20-21). La divisione tra i discepoli di Gesù, quindi, è contro la sua volontà e impedimento alla missione loro affidata. Nella Chiesa ci sono sempre state discussioni e contrasti, ma sono stati decisivi soprattutto due scismi, il Grande Scisma tra Chiesa di Costantinopoli e Chiesa di Roma nel 1054 e la Riforma protestante a partire dal XVI secolo.
I primi tentativi di ristabilire l´unità furono fatti al Concilio di Lione (1274) e al Concilio di Firenze (1439) e riguardavano la Chiesa Orientale e quella Occidentale. Il movimento attuale risale alla prima metà dell´Ottocento e via via si è sempre più allargato a tutte le confessioni cristiane.
La Chiesa Cattolica, che all´inizio si dimostrava un po´ diffidente, ha avuto il suo impulso dal Concilio Vaticano II, ed oggi si trova totalmente impegnata nella sua attuazione e partecipa a tutte le iniziative che in qualche modo possano ridurre le distanze. Nel documento «Unitatis redintegratio», il Concilio ha affermato: «Promuovere il ristabilimento dell´unità fra tutti i cristiani è uno dei principali intenti del sacro Concilio ecumenico Vaticano II. Da Cristo Signore la Chiesa è stata fondata una e unica, eppure molte comunioni cristiane propongono se stesse agli uomini come la vera eredità di Gesù Cristo. Tutti invero asseriscono di essere discepoli del Signore, ma hanno opinioni diverse e camminano per vie diverse, come se Cristo stesso fosse diviso. Tale divisione non solo si oppone apertamente alla volontà di Cristo, ma è anche di scandalo al mondo e danneggia la più santa delle cause: la predicazione del Vangelo ad ogni creatura» (n.1). Le distanze tra le chiese non sono uguali per tutte, ma vanno da una vicinanza molto profonda tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa ad una lontananza più marcata con le Chiese riformate. Però ci sono alcuni punti di partenza che valgono per tutti e che costituiscono già un segno di unità.
È ancora il Concilio Vaticano II a ricordarcelo: tutti i membri delle chiese, «giustificati nel Battesimo dalla Fede, sono incorporati a Cristo e perciò sono a ragione insigniti del nome di cristiani e dai figli della Chiesa cattolica sono giustamente riconosciuti come fratelli nel Signore» (UR 3); hanno «parecchi elementi di santificazione e di verità, come la Parola di Dio scritta, la vita della grazia, la fede, la speranza e la carità, e altri doni interiori dello Spirito Santo ed elementi visibili» (UR 3). La nostra comunità vuole risvegliare questa sensibilità, perché possiamo camminare sulla via dell´unità, andando oltre la settimana di preghiera che ogni anno, dal 18 al 25 gennaio, si celebra in tutte le chiese. Riteniamo che sia importante partire dall´elemento su cui tutti ci confrontiamo: la Parola di Dio scritta.
Abbiamo fatto questa proposta ai fratelli Valdesi, che già si ritrovano periodicamente nei nostri locali parrocchiali, e agli Ortodossi rumeni che si riuniscono per la loro liturgia nella chiesetta di Santa Rita. Un primo incontro è avvenuto a novembre scorso, in cui ognuno ha espresso il proprio modo di accostarsi alla Parola. Poi, da giovedì 11 gennaio, abbiamo iniziato la lettura del vangelo di Matteo. Il metodo che usiamo è questo: a turno i responsabili delle comunità, valdese, ortodossa e cattolica, introducono il brano da cui vogliamo farci interrogare e, dopo una pausa di silenzio, ogni persona presente riferisce le sue riflessioni. Stiamo sperimentando quanto questi incontri contribuiscano ad una conoscenza reciproca più profonda e facciano crescere nella fraternità, facendo cadere tanti pregiudizi che stanno alla base delle reciproche incomprensioni. Abbiamo certamente bisogno di superare alcuni ostacoli come quello di voler insegnare reciprocamente sempre qualcosa invece di ascoltarci con attenzione e rispetto. Ma le premesse sono piene di speranza.

di Don Franco Rafanelli, Parroco di S. Paolino, Viareggio



Fonte: Toscana Oggi - Lucca7
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62

Domenica 17 Ottobre
O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustixzia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio? (Michea 6,8)


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l agnello condotto al mattatoio, egli non aprì la bocca (Isaia 53,7)
Oltraggiato, Gesù non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente (I Pietro 2,23)


Tu sai cosa è la sofferenza, tu sai cosa è il dolore, perché sei mio fratello, figlio dell uomo e di Dio
Otmar Schulz


Marco 10, 2-16; II Corinzi 3, 3-9; Genesi 8, 18-22; 9,12-17























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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