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Ecumenismo. Verso un Tavolo permanente di consultazione delle chiese cristiane

24-11-2017 09:38 - Ecumenismo
A conclusione del convegno ecumenico di Assisi "Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo" è stata annunciata la prossima nascita di un organo di collegamento tra le chiese cristiane presenti in Italia. Il 5 dicembre prima riunione del gruppo ecumenico di lavoro che ha organizzato l´incontro di Assisi per definire le tappe della costituzione del nuovo organismo

Anche in Italia ci sarà un tavolo nazionale permanente di consultazione delle chiese cristiane. E´ questa la grande novità uscita dal convegno ecumenico "Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo", tenutosi dal 20 al 22 novembre scorsi ad Assisi.

"E´ giunto il momento – ha detto il pastore Maria Luca Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), nelle considerazioni finali del convegno – che anche in Italia le relazioni ecumeniche non siano lasciate alla buona volontà del momento ma, come succede in altri paesi europei, venga istituito uno strumento capace di dare continuità all´ascolto comune della Parola e all´ascolto reciproco delle chiese per una più efficace testimonianza del vangelo nell´Italia di oggi".

"In realtà, il nucleo costitutivo del Tavolo esiste già e corrisponde alle chiese che hanno collaborato all´organizzazione del convegno di Assisi", ha spiegato don Cristiano Bettega, direttore dell´Ufficio nazionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso (UNEDI) della CEI.

Questo gruppo – che comprende la CEI, la FCEI, la Sacra arcidiocesi ortodossa d´Italia, la Diocesi romena ortodossa, la Chiesa apostolica armena, la Diocesi di Roma del Patriarcato copto ortodosso e la Chiesa d´Inghilterra – si riunirà il prossimo 5 dicembre a Roma per una valutare il lavoro svolto e definire le tappe costitutive del nuovo organismo.

"L´idea – ha detto ancora Bettega – è di creare una comunità di comunità da cui nessuno è escluso e a cui speriamo possano aggiungersi anche quelle chiese che non hanno potuto o non hanno voluto far parte di quel tavolo di lavoro".

"Per l´ecumenismo viviamo oggi un momento particolare dal quale devono scaturire dei frutti concreti. Lasciarlo passare senza costruire qualcosa di tangibile sarebbe imperdonabile", ha aggiunto mons. Ambrogio Spreafico, presidente dell´UNEDI.

Sul progetto sembra davvero esserci una comunanza di vedute di tutte e tre le famiglie cristiane presenti in Italia. Nel suo intervento conclusivo ad Assisi, Evangelos Yfantidis, vicario della Sacra arcidiocesi ortodossa d´Italia, ha infatti sottolineato come il metropolita Gennadios Zervos abbia sottolineato l´importanza di un Tavolo ecumenico nazionale in uno scambio di corrispondenza con l´UNEDI.


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Martedì 10 Dicembre


Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io farò davanti a tutto il popolo meraviglie, quali non sono state mai fatte su tutta la terra» (Esodo 34, 10)
Gesù andava attorno per tuta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo (Matteo 4, 23)

Fede è quell’uccello che canta nella notte, quando è ancora buio.
Rabindranath Tagore

Isaia 26, 7; Isaia 45, 1- 8


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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