09 Aprile 2020
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Ecumenismo. Venerdì una delegazione dei riformati mondiali da papa Francesco

09-06-2016 10:00 - Ecumenismo
Venerdì 10 giugno una delegazione della Comunione mondiale delle chiese riformate (CMCR) si recherà in Vaticano. La delegazione, guidata dal presidente Jerry Pillay e dal segretario generale Chris Ferguson, sarà ricevuta in udienza da papa Francesco e incontrerà il Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani (PCPUC) e il Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace (PCGP).

La CMCR vanta un dialogo formale di lunga durata con il PCPUC, del quale si è conclusa la quarta fase. Il tema preso in esame è stato "Giustificazione e sacramentalità: la comunità cristiana come agente per la giustizia". Una relazione dal titolo omonimo sarà pronta a breve.

L´incontro tra la CMCR e il PCGP invece si propone di trovare aree comuni di collaborazione prendendo spunto anche dalla "Confessione di Accra" approvata in occasione dell´Assemblea generale dell´allora Alleanza riformata mondiale (ARM) svoltasi nel 2004 nella capitale ghanese. Secondo la "Confessione di Accra", questioni relative alla giustizia economica ed ecologica non sarebbero da ricondursi solo a temi sociali, politici e morali ma sono parte integrante della fede in Gesù Cristo e coinvolgono la chiesa nella sua interezza.

Il segretario generale della CMCR Ferguson ha anticipato quanto dirà a papa Francesco: "La nostra gioia scaturisce dalla consapevolezza che, tramite il pentimento e il dialogo, ci stiamo avvicinando a quell´unità che è un dono di Cristo alla chiesa affinché tutti possano credere". Per Ferguson, l´urgenza di questo incontro sorge dalla necessità "di proseguire insieme il cammino nonostante i pericoli e le sofferenze con cui il mondo e le persone tutte si trovano a doversi confrontare", rintracciando delle affinità tra la "Confessione di Accra" e l´enciclica papale "Laudato si".

La delegazione della CMCR sarà composta da: pastore Jerry Pillay, presidente; pastore Chris Ferguson, segretario generale; pastora Dora Arce Valentin, segretaria esecutiva per la giustizia; Aruna Gnanadason, consulente per la teologia; Elder Gabriela Mulder, presidente dell´Alleanza delle Chiese presbiteriane e riformate dell´America Latina e Caraibi; Phil Tanis, segretario esecutivo per la comunicazione della CMCR. Dall´Italia sarà presente il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, in rappresentanza della Chiesa valdese, membro della CMCR, che a livello mondiale conta più di 225 chiese riformate, presbiteriane, congregazionaliste unite in rappresentanza di 80 milioni di credenti in tutto il mondo.


Dopo l´udienza con papa Francesco una conferenza stampa si terrà presso la Sala Marconi di Radio Vaticana alle 13.15. Interverranno padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, Jerry Pillay e Chris Ferguson, rispettivamente presidente e segretario generale del CMCR, Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese. Coordinerà il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). (ACCREDITI: accreditamenti@pressva.va)

Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

A P R I L E
Versetto del mese:
“Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile”
I Corinzi 15, 42



Salmo della Settimana: 88

Mercoledì 8 Aprile


Rendimi la gioia della mia salvezza e uno spirito volenteroso mi sostenga (Salmo 51,12)
La vostra tristezza sarà cambiata in gioia (Giovanni 16,20)

Voglio cantare notte e giorno la tua amabilità e, per quanto potrò, donarti me stesso come offerta gioiosa. La mia vita possa trascorrere nel Tuo nome in perenne gratitudine. E il bene che Tu mi hai fatto voglio imprimerlo, più profondamente possibile, nella mia mente.
Paul Gerhardt

Luca 22, 1-6; Marco 15, 1-15



Esseri riconosciuti come figli e figlie di Dio
commento a Giovanni 16, 20
“La vostra tristezza sarà cambiata in gioia”

Il versetto successivo a quello citato dice: “La donna, quando partorisce, prova dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia per la gioia che sia venuta al mondo una creatura umana”. E Paolo, nella lettera ai Romani, aggiunge: «la creazione geme ed è in travaglio (8, 22) e aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio (8, 19)».
Il creato di Dio è ancora in gestazione, e così l’umanità. Quando avverrà il parto, e quando si vedrà la nuova creazione non ci è dato di sapere. Ci è detto che devono essere manifestati i figli di Dio. Dunque occorre che i figli di Dio vengano innanzitutto alla luce. Cioè siano riconosciuti come tali da coloro e da ciò che li circonda.
Ma dove sono i figli di Dio? «Carissimi – scrive Giovanni nella sua prima epistola (3, 2) –, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato quel che saremo. Sappiamo che quando Egli sarà manifestato saremo simili a Lui». Ma che significa questo, nel pensiero delle prime generazioni cristiane? Forse c’è un processo a catena? Prima il Figlio di Dio viene svelato? E come avverrà ciò? E poi toccherà a coloro che il Padre, nel suo amore, (I Giovanni 3, 1) ha riconosciuto come suoi figli?
Ma il mondo – dice sempre Giovanni – non riconosce né costoro né il Figlio unigenito.
Siamo ad una impasse. Qual è la sequenza di eventi che deve svilupparsi perché avvengano parto e nascita della nuova creazione?
Tutto è nella mente e nelle mani del Creatore.
Ma noi abbiamo le nostre responsabilità.
La storia della Chiesa è inequivocabile. Invece di vivere la nostra figliolanza, l’abbiamo svenduta come Esau fece con la sua primogenitura.
Nel racconto delle tentazioni a Gesù nel deserto Satana gli dice: Se sei Figlio di Dio segui le vie consuete della demagogia, dell’inganno, della violenza.
Noi abbiamo ceduto. Solo se torneremo sui nostri passi potremo “affrettare la venuta del giorno di Dio” (II Pietro 3, 17), il giorno della gioia.
Emmanuele Paschetto


Preghiera


Padre, fonte amoroso della vita e della speranza,
ti preghiamo per ogni fratello che geme e piange,
per quanti non riusciamo a confortare;
dona a tutta la gente che soffre, al tuo popolo di miseri e di poveri,
forza nella tribolazione e fiducia nei giorni dell’angoscia.
Concedi a loro e a tutti noi, rinvigoriti dalla tua parola di speranza,
di giungere all’alba della gioia e della resurrezione.

Ravasi



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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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