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Ecumenismo. Venerdì una delegazione dei riformati mondiali da papa Francesco

09-06-2016 10:00 - Ecumenismo
Venerdì 10 giugno una delegazione della Comunione mondiale delle chiese riformate (CMCR) si recherà in Vaticano. La delegazione, guidata dal presidente Jerry Pillay e dal segretario generale Chris Ferguson, sarà ricevuta in udienza da papa Francesco e incontrerà il Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani (PCPUC) e il Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace (PCGP).

La CMCR vanta un dialogo formale di lunga durata con il PCPUC, del quale si è conclusa la quarta fase. Il tema preso in esame è stato "Giustificazione e sacramentalità: la comunità cristiana come agente per la giustizia". Una relazione dal titolo omonimo sarà pronta a breve.

L´incontro tra la CMCR e il PCGP invece si propone di trovare aree comuni di collaborazione prendendo spunto anche dalla "Confessione di Accra" approvata in occasione dell´Assemblea generale dell´allora Alleanza riformata mondiale (ARM) svoltasi nel 2004 nella capitale ghanese. Secondo la "Confessione di Accra", questioni relative alla giustizia economica ed ecologica non sarebbero da ricondursi solo a temi sociali, politici e morali ma sono parte integrante della fede in Gesù Cristo e coinvolgono la chiesa nella sua interezza.

Il segretario generale della CMCR Ferguson ha anticipato quanto dirà a papa Francesco: "La nostra gioia scaturisce dalla consapevolezza che, tramite il pentimento e il dialogo, ci stiamo avvicinando a quell´unità che è un dono di Cristo alla chiesa affinché tutti possano credere". Per Ferguson, l´urgenza di questo incontro sorge dalla necessità "di proseguire insieme il cammino nonostante i pericoli e le sofferenze con cui il mondo e le persone tutte si trovano a doversi confrontare", rintracciando delle affinità tra la "Confessione di Accra" e l´enciclica papale "Laudato si".

La delegazione della CMCR sarà composta da: pastore Jerry Pillay, presidente; pastore Chris Ferguson, segretario generale; pastora Dora Arce Valentin, segretaria esecutiva per la giustizia; Aruna Gnanadason, consulente per la teologia; Elder Gabriela Mulder, presidente dell´Alleanza delle Chiese presbiteriane e riformate dell´America Latina e Caraibi; Phil Tanis, segretario esecutivo per la comunicazione della CMCR. Dall´Italia sarà presente il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, in rappresentanza della Chiesa valdese, membro della CMCR, che a livello mondiale conta più di 225 chiese riformate, presbiteriane, congregazionaliste unite in rappresentanza di 80 milioni di credenti in tutto il mondo.


Dopo l´udienza con papa Francesco una conferenza stampa si terrà presso la Sala Marconi di Radio Vaticana alle 13.15. Interverranno padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, Jerry Pillay e Chris Ferguson, rispettivamente presidente e segretario generale del CMCR, Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese. Coordinerà il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). (ACCREDITI: accreditamenti@pressva.va)

Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Giovedì 24 Settembre

Dal più piccolo al più grande, sono tutti quanti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna. Essi curano alla leggera la piaga del popolo; dicono: «Pace, pace», mentre pace non c’è (Geremia 6,13-14)
Ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene (Luca 6, 44,45)

Mi piace / sa ascoltare/ il vento / sulla propria pelle / sentire / gli odori delle cose / Catturare l’anima. / Quelli che hanno la carne / a contatto con la carne del mondo. / Perché lì c’è verità / lì c’è dolcezza / lì c’è sensibilità / lì c’è ancora amore.
Alda Merini

Luca 10, 38-42; II Corinzi 9, 1-9


Siamo stati creati per la vita
Commento a: II Corinzi 5, 4
Noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita


Lunedì e martedì i testi del Lezionario Un giorno una Parola ci hanno indotto a riflettere sulla sofferenza e sul dolore che la vita spesso ci impone, su quel senso di abbandono che ci induce talvolta a pensare che persino il Signore si sia allontanato da noi.
Oggi l’apostolo Paolo, però, ci costringe ad elevare il nostro sguardo, ad aprire i nostri cuori e le nostre menti. Spesso i nostri occhi sono fissi sulla fatica, sul dolore nostro come singoli e singole o sulle tragedie a cui assistiamo come umanità, ma qui Paolo ci aiuta ad alzare i nostri volti e ci spinge ad andare oltre. L’apostolo è consapevole che ora siamo oppressi e gemiamo, ma ci ricorda che il nostro desiderio più profondo non può che essere quello di essere rivestiti di una nuova Vita. Cioè afferma che quello che ci appartiene davvero, come uomini e donne creati a immagine di Dio, come fratelli e sorelle di Gesù, non è l’immobilismo stagnante che spesso ci costringe a fermarci al nostro presente, più o meno travagliato. La nostra vocazione più vera è guardare verso la direzione che Gesù ci ha indicato, Gesù che ha vinto la morte, Gesù in tutto e per tutto uomo e dunque modello per ognuno e ognuna di noi.
Noi che viviamo in un mondo di morte, che ci sentiamo destinati alla morte e attratti da quello che ci circonda, che è mortale e mortifero, in realtà siamo stati creati per la Vita e ad essa siamo destinati e destinate. E dunque pur nel dolore, nella fatica, nell’angoscia, la nostra preghiera può salire forte e chiara al Signore che ci ha creati: resta con noi e donaci dei cuori di carne, che sappiano sentire la Tua presenza, impedisci che la nostra speranza si offuschi e donaci una fede che sappia essere salda e forte, gioiosa e colma di amore. Amen.

Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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