07 Luglio 2020
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Ecumenismo. Venerdì una delegazione dei riformati mondiali da papa Francesco

09-06-2016 10:00 - Ecumenismo
Venerdì 10 giugno una delegazione della Comunione mondiale delle chiese riformate (CMCR) si recherà in Vaticano. La delegazione, guidata dal presidente Jerry Pillay e dal segretario generale Chris Ferguson, sarà ricevuta in udienza da papa Francesco e incontrerà il Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani (PCPUC) e il Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace (PCGP).

La CMCR vanta un dialogo formale di lunga durata con il PCPUC, del quale si è conclusa la quarta fase. Il tema preso in esame è stato "Giustificazione e sacramentalità: la comunità cristiana come agente per la giustizia". Una relazione dal titolo omonimo sarà pronta a breve.

L´incontro tra la CMCR e il PCGP invece si propone di trovare aree comuni di collaborazione prendendo spunto anche dalla "Confessione di Accra" approvata in occasione dell´Assemblea generale dell´allora Alleanza riformata mondiale (ARM) svoltasi nel 2004 nella capitale ghanese. Secondo la "Confessione di Accra", questioni relative alla giustizia economica ed ecologica non sarebbero da ricondursi solo a temi sociali, politici e morali ma sono parte integrante della fede in Gesù Cristo e coinvolgono la chiesa nella sua interezza.

Il segretario generale della CMCR Ferguson ha anticipato quanto dirà a papa Francesco: "La nostra gioia scaturisce dalla consapevolezza che, tramite il pentimento e il dialogo, ci stiamo avvicinando a quell´unità che è un dono di Cristo alla chiesa affinché tutti possano credere". Per Ferguson, l´urgenza di questo incontro sorge dalla necessità "di proseguire insieme il cammino nonostante i pericoli e le sofferenze con cui il mondo e le persone tutte si trovano a doversi confrontare", rintracciando delle affinità tra la "Confessione di Accra" e l´enciclica papale "Laudato si".

La delegazione della CMCR sarà composta da: pastore Jerry Pillay, presidente; pastore Chris Ferguson, segretario generale; pastora Dora Arce Valentin, segretaria esecutiva per la giustizia; Aruna Gnanadason, consulente per la teologia; Elder Gabriela Mulder, presidente dell´Alleanza delle Chiese presbiteriane e riformate dell´America Latina e Caraibi; Phil Tanis, segretario esecutivo per la comunicazione della CMCR. Dall´Italia sarà presente il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, in rappresentanza della Chiesa valdese, membro della CMCR, che a livello mondiale conta più di 225 chiese riformate, presbiteriane, congregazionaliste unite in rappresentanza di 80 milioni di credenti in tutto il mondo.


Dopo l´udienza con papa Francesco una conferenza stampa si terrà presso la Sala Marconi di Radio Vaticana alle 13.15. Interverranno padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, Jerry Pillay e Chris Ferguson, rispettivamente presidente e segretario generale del CMCR, Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese. Coordinerà il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). (ACCREDITI: accreditamenti@pressva.va)

Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Martedì 7 Luglio

Io, nel mio smarrimento, dicevo: «Sono respinto dalla tua presenza»; a tu hai udito la voce delle mie suppliche, quand’ho gridato a te (Salmo 31,22)
Il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesù il Nazareno, si mise a gridare e a dire: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!». E molti lo sgridavano perché tacesse. Gesù, fermatosi, disse: «Chiamatelo!» (Marco 10, 46-48.49)

Tu, solo e unico Dio, potente nella tua bontà, santo e ammirevole in tutte le tue iniziative! Noi veniamo ancora una volta a te, non avendo altro da chiederti che il permesso di vivere della tua grande misericordia. Ti ringraziamo perché ti degni di invitarci e ci esorti a darvi importanza. Tu non ci dimentichi: fa che non ti dimentichiamo! Tu non ti stanchi: impediscici di assopirci! Tu scegli e vuoi per ciascuno di noi ciò che è giusto e salutare: preservaci dalla nostra stessa volontà
E dalla nostra scelta! Noi deponiamo di fronte a te le preoccupazioni, i problemi, le angosce degli altri esseri umani. Ricordati di tutti quelli che qui o altrove, sono in difficoltà! Consola e conforta tutti i malati nel corpo e nell’anima, tutti i bisognosi e in particolare coloro che sono privi di amici e di soccorso umano! Vieni in aiuto ai rifugiati, agli esiliati e a quanti soffrono ingiustamente nel mondo! Concedi a tutti quelli che sperano in te di agire finché è tempo ed esaudisci quelli che hanno un cuore retto! Raddrizza il nostro cuore per poterci esaudire! Tu eri Dio da ogni eternità, lo sei e lo sarai. Noi siamo felici di poter costruire su di te e di riporre in te la nostra fiducia. Amen.
Karl Barth

II Corinzi 2, 5-11; I Re 16, 29-17,6




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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