11 Novembre 2019

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Ecumenismo. Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2016 incentrata sull’annuncio

18-12-2015 11:53 - Ecumenismo

Roma (NEV), 16 dicembre 2015 - A fare da filo rosso alla prossima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (SPUC) – che si celebra in tutto il mondo dal 18 al 25 gennaio - sarà il versetto: “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio”, tratto da I Pietro 2,9. L’evento ecumenico internazionale è promosso congiuntamente dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani (PCPUC). Quest’anno la proposta di preghiera e di riflessione arriva dalla Lettonia e vuol essere un appello ad unire le voci di tradizioni, abitudini e lingue diverse per formare un unico “coro”, al fine di camminare insieme verso la pienezza dell’unità, prendendo a fondamento il Battesimo da una parte, e la Parola di Dio dall’altra.

Com´è consuetudine anche in Italia la SPUC verrà celebrata in numerose città coinvolgendo cristiani di diverse tradizioni: previsti scambi di pulpito tra chiese evangeliche, ortodosse e cattoliche, ma anche veglie, celebrazioni ecumeniche, conferenze, dibattiti, incontri di corali e di giovani.

L´edizione italiana del materiale liturgico e omiletico proposto dalle chiese lettoni è curata dalla Società biblica in Italia (SBI) che anche quest’anno ha approntato un apposito opuscolo: l’introduzione è a cura di mons. Bruno Forte (Commissione CEI - Ecumenismo e Dialogo); del pastore Massimo Aquilante (FCEI - Federazione Chiese Evangeliche in Italia); del Metropolita Gennadios (Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e di Malta ed Esarcato per l´Europa Meridionale). Il fascicolo della SBI riporta per intero i passi biblici indicati per gli otto giorni della Settimana tratti dalla, Traduzione interconfessionale in lingua corrente (TILC), per facilitarne così l’uso nelle parrocchie e nei gruppi, insieme alle indicazioni delle celebrazioni e alle riflessioni (per informazioni: m.laposta@societabiblica.eu - www.societabiblica.eu).

Fonte: NEV - Notizie Evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Ma io so che il mio Redentore vive”
(Giobbe 19,25)

Salmo della settimana: 22, 23-32

Lunedì 11 Novembre

Se non ubbidite alla voce del Signore, se vi ribellate al comandamento del Signore, la mano del Signore sarà contro di voi, come fu contro i vostri padri ( I Samuele 12, 15)
Paolo scrive: «Desidero che siate saggi nel bene e incontaminati dal male” (Romani 16, 19)

Tu solo, Signore, puoi dare la grazia di amarti. Solo alla tua luce il cuore e il volto si riempiono di gioia luminosa percorrendo il sentiero della tua verità.
Nilolaus Ludwig von Zinzendorf

I Pietro 4, 7-11; Naum 1, 1-14



Preghiera


Anche quando scende il buio sui nostri occhi e non scorgiamo più il tuo volto, donaci, o Signore, di continuare a credere in te; donaci una fede incrollabile per superare anche la notte. E quando saremo al termine del nostro lungo viaggio, riposeremo senza fine in te, che sei la radice della nostra speranza e della nostra vita.
Da Ravasi…. dopo il salmo 17



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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