23 Agosto 2019

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Ecumenismo. Il 7 marzo la Giornata mondiale di preghiera organizzata dalle donne

05-03-2014 19:13 - Ecumenismo
"Fiumi nel deserto" è il messaggio proposto dalle donne egiziane

Roma (NEV), 5 marzo 2014 - "Fiumi nel deserto". E´ questa la parola biblica, tratta dal profeta Isaia 41:18-20, che guiderà gli incontri della Giornata mondiale di preghiera (GMP) organizzata dalle donne, evento ecumenico che si celebra ogni anno il primo venerdì di marzo. A sceglierlo sono state le donne egiziane che hanno elaborato il relativo materiale liturgico e omiletico. Un messaggio di speranza che proviene da un paese che è stato protagonista della cosiddetta Primavera araba. "Scrivere la liturgia in mezzo a tutte le turbolenze verificatesi negli ultimi tre anni è stata una vera sfida", affermano le donne egiziane che sperano in un futuro che sia come "un fiume di Dio nel deserto", portatore di giustizia sociale ed economica, di pace e sicurezza.

La GMP è celebrata in 170 paesi del mondo, ed ha come motto "informarsi per pregare e pregare per agire". In Italia la Giornata è organizzata da un Comitato presieduto dalla maggiore dell´Esercito della Salvezza, Elaine Cavanagh, e composto da donne evangeliche, cattoliche e ortodosse (https://sites.google.com/site/gmpitaliana/). In Italia le collette che verranno raccolte negli incontri saranno destinate a un progetto di alfabetizzazione e qualificazione per donne e ragazze abitanti in zone rurali dove l´analfabetismo è ancora molto alto. Nell´Alto Egitto, per esempio, il 45 per cento delle ragazze non sa leggere e scrivere. È anche molto frequente che le bambine abbandonino la scuola all´età di 10 anni per aiutare le madri nel lavoro domestico. Il progetto, tramite un programma educativo e corsi di artigianato, offre l´opportunità alle donne e alle ragazze di raggiungere una maggiore indipendenza.

L´istituzione della "Giornata di preghiera delle donne" risale al 1887 negli Stati Uniti, dove un gruppo di donne presbiteriane - preoccupate per i bisogni delle immigrate e delle ex-schiave - lanciò un appello per una giornata nazionale di preghiera. Il movimento si espanse rapidamente in altri paesi, fino a diventare mondiale.

Fonte: ChiesaValdese.org

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Giovedì 22 Agosto

Egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? (Isaia 53, 8)
Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo (Ebrei 12,3)

Dobbiamo svuotare Dio della sua divinità per amarlo. Egli si è svuotato della sua divinità diventando uomo, poi della sua umanità diventando cadavere (pane e vin), materia. E’ necessario amare Dio attraverso le proprie gioie, attraverso la propria sventure, attraverso i propri peccati (passati). E’ necessario amarlo attraverso le gioie, le sventure, i peccati degli altri uomini e senza condizione.
Simone Weil

I Corinzi 9, 16-23; Matteo 11, 1-19


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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