18 Ottobre 2021
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Ecumenismo. I riformati mondiali verso l´adesione alla Dichiarazione sulla giustificazione

29-09-2016 19:33 - Bibbia e attualità
Eventuali rilievi entro dicembre e poi approvazione previsto entro il luglio 2017

La Comunione mondiale delle chiese riformate (Wcrc) ha compiuto un ulteriore passo verso l´adesione alla Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione (Jddj). Stilata e sottoscritta nel 1999 da cattolici e luterani mondiali, la Dichiarazione afferma "una comune comprensione della nostra giustificazione per la grazia di Dio attraverso la fede in Cristo", cioè un accordo, sulla base del principio del consenso differenziato, sulla questione teologica che aveva determinato la divisione tra la chiesa romana e la Riforma protestante. La due famiglie cristiane firmatarie avevano a suo tempo auspicato la possibilità che altre chiese e famiglie confessionali potessero aderire allo stesso testo, cosa già compiuta dal Consiglio metodista mondiale e che ora si apprestano a fare i riformati mondiali. Uno specifico comitato ha infatti già stilato la bozza di una Dichiarazione di adesione alla Jddj, sulla base di considerazioni emerse nell´ultima riunione del Comitato esecutivo della Wcrc tenutasi a Cuba lo scorso maggio. Il testo intende esprimere l´accoglienza da parte dei riformati mondiali del documento della Jddj, facendone emergere i punti ritenuti di maggiore importanza; e sottolinea il contributo specifico della teologia riformata alla dottrina della giustificazione, in particolare lo stretto rapporto tra giustificazione e giustizia. La bozza della Dichiarazione di adesione sarà esaminata dalle chiese membro della Comunione – tra le quali la Chiesa evangelica valdese – che avranno tempo di esprimere i propri rilievi entro il prossimo dicembre. Il testo sarà quindi rivisto e proposto per l´approvazione al Consiglio generale della Wcrc che si terrà a Lipsia (Germania) nel luglio del 2017.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62

Domenica 17 Ottobre
O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustixzia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio? (Michea 6,8)


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l agnello condotto al mattatoio, egli non aprì la bocca (Isaia 53,7)
Oltraggiato, Gesù non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente (I Pietro 2,23)


Tu sai cosa è la sofferenza, tu sai cosa è il dolore, perché sei mio fratello, figlio dell uomo e di Dio
Otmar Schulz


Marco 10, 2-16; II Corinzi 3, 3-9; Genesi 8, 18-22; 9,12-17























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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