23 Novembre 2020
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Ecumenismo. I riformati mondiali verso l´adesione alla Dichiarazione sulla giustificazione

29-09-2016 19:33 - Bibbia e attualità
Eventuali rilievi entro dicembre e poi approvazione previsto entro il luglio 2017

La Comunione mondiale delle chiese riformate (Wcrc) ha compiuto un ulteriore passo verso l´adesione alla Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione (Jddj). Stilata e sottoscritta nel 1999 da cattolici e luterani mondiali, la Dichiarazione afferma "una comune comprensione della nostra giustificazione per la grazia di Dio attraverso la fede in Cristo", cioè un accordo, sulla base del principio del consenso differenziato, sulla questione teologica che aveva determinato la divisione tra la chiesa romana e la Riforma protestante. La due famiglie cristiane firmatarie avevano a suo tempo auspicato la possibilità che altre chiese e famiglie confessionali potessero aderire allo stesso testo, cosa già compiuta dal Consiglio metodista mondiale e che ora si apprestano a fare i riformati mondiali. Uno specifico comitato ha infatti già stilato la bozza di una Dichiarazione di adesione alla Jddj, sulla base di considerazioni emerse nell´ultima riunione del Comitato esecutivo della Wcrc tenutasi a Cuba lo scorso maggio. Il testo intende esprimere l´accoglienza da parte dei riformati mondiali del documento della Jddj, facendone emergere i punti ritenuti di maggiore importanza; e sottolinea il contributo specifico della teologia riformata alla dottrina della giustificazione, in particolare lo stretto rapporto tra giustificazione e giustizia. La bozza della Dichiarazione di adesione sarà esaminata dalle chiese membro della Comunione – tra le quali la Chiesa evangelica valdese – che avranno tempo di esprimere i propri rilievi entro il prossimo dicembre. Il testo sarà quindi rivisto e proposto per l´approvazione al Consiglio generale della Wcrc che si terrà a Lipsia (Germania) nel luglio del 2017.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Lunedì 23 Novembre

Così parla Colui che è l Alto, l eccelso, che abita l eternità, e che si chiama il Santo. «Io dimoro in luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili per ravvivare il cuore degli oppressi» (Isaia 57,15)
Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose (Marco 6,34)

Quando, nelle dimostrazioni che il mondo sa dare, vengono a mancare il conforto e l aiuto, in abbondanza viene in aiuto lui, il Creatore stesso, e inclina i suoi occhi paterni verso coloro che altrimenti non trovano riposo. Date al nostro Dio la gloria!
Johann Jakob Schutz

Ebrei 12, 18-25; II Pietro 2, 1-11




Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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