23 Luglio 2021
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Ecumenismo. I riformati mondiali verso l´adesione alla Dichiarazione sulla giustificazione

29-09-2016 19:33 - Bibbia e attualità
Eventuali rilievi entro dicembre e poi approvazione previsto entro il luglio 2017

La Comunione mondiale delle chiese riformate (Wcrc) ha compiuto un ulteriore passo verso l´adesione alla Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione (Jddj). Stilata e sottoscritta nel 1999 da cattolici e luterani mondiali, la Dichiarazione afferma "una comune comprensione della nostra giustificazione per la grazia di Dio attraverso la fede in Cristo", cioè un accordo, sulla base del principio del consenso differenziato, sulla questione teologica che aveva determinato la divisione tra la chiesa romana e la Riforma protestante. La due famiglie cristiane firmatarie avevano a suo tempo auspicato la possibilità che altre chiese e famiglie confessionali potessero aderire allo stesso testo, cosa già compiuta dal Consiglio metodista mondiale e che ora si apprestano a fare i riformati mondiali. Uno specifico comitato ha infatti già stilato la bozza di una Dichiarazione di adesione alla Jddj, sulla base di considerazioni emerse nell´ultima riunione del Comitato esecutivo della Wcrc tenutasi a Cuba lo scorso maggio. Il testo intende esprimere l´accoglienza da parte dei riformati mondiali del documento della Jddj, facendone emergere i punti ritenuti di maggiore importanza; e sottolinea il contributo specifico della teologia riformata alla dottrina della giustificazione, in particolare lo stretto rapporto tra giustificazione e giustizia. La bozza della Dichiarazione di adesione sarà esaminata dalle chiese membro della Comunione – tra le quali la Chiesa evangelica valdese – che avranno tempo di esprimere i propri rilievi entro il prossimo dicembre. Il testo sarà quindi rivisto e proposto per l´approvazione al Consiglio generale della Wcrc che si terrà a Lipsia (Germania) nel luglio del 2017.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 9


Venerdì 23 Luglio

Gli occhi miei prevengono le veglie della notte, per meditare la tua parola (Salmo 119, 148)
Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo (Luca 2,19)

La parola giusta viene dal silenzio e il silenzio giusto viene dalla Parola
Dietrich Bonhoeffer


Luca 22, 14-20; Atti degli apostoli 23, 1-11














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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