26 Novembre 2020
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Ecco i 1127 progetti finanziati dalla Chiesa Valdese con i fondi otto per mille 2018

12-09-2018 18:42 - News
La Chiesa Valdese ha reso noto oggi gli elenchi dei progetti finanziati con i fondi Otto Per Mille 2018 che si riferiscono alla dichiarazione dei redditi 2015 e quindi ai redditi 2014. Si tratta di 32 milioni di euro percepiti e redistribuiti dall´Unione delle chiese metodiste e valdesi, corrispondenti al 3% circa del totale delle scelte espresse dai contribuenti. I fondi saranno utilizzati per finanziare 454 progetti all´estero e 673 progetti in Italia in ambito educativo, sanitario e culturale. Come ogni anno l´ufficio OPM della Chiesa Valdese ha esaminato circa 4500 domande per arrivare a selezionare i 1127 progetti da co-finanziare.

"Ogni anno cerchiamo di garantire un finanziamento a tutti gli ambiti che sono per noi fondamentali, anche se in determinati periodi storici possono esserci esigenze diverse. I nostri non sono bandi tematici, crediamo che le associazioni che sono specializzate in uno specifico settore debbano avere la possibilità di continuare a crescere" ha riferito Susanna Pietra, prima di presentare i dati essenziali di questa tornata dell´OPM Valdese.

Dal prossimo anno sono in arrivo cambiamenti importanti per le associazioni che vogliono sottoporre un progetto da finanziare all´OPM. E´ prevista infatti l´introduzione di una piattaforma informatica, un canale unico per la gestione di ogni operazione in materia di Otto Per Mille: "Da due anni stiamo lavorando alla creazione della piattaforma che permetta di gestire l´intero ciclo di vita del progetto a livello informatico. Da novembre, dunque, non sarà più necessario presentare i progetti in forma cartacea", ha concluso Pietra. La scadenza per la presentazione dei progetti resterebbe invariata al 31 novembre prossimo.

Anche quest´anno una quota importante degli stanziamenti è stata destinata a sostegno di progetti presentati da enti e associazioni facenti parte della stessa Chiesa Valdese in Italia e all´estero.

Scarica gli elenchi dei progetti approvati:

Elenco progetti in Italia http://www.info-cooperazione.it/wp-content/uploads/2018/09/Approvati_Italia_2018.pdf

Elenco progetti all´estero http://www.info-cooperazione.it/wp-content/uploads/2018/09/Approvati_Estero_2018.pdf


Fonte: info-cooperazione.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126



Giovedì 26 Novembre

Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso (I Cronache 29,13)
Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo (Efesini 5,20)

Per ringraziare Dio dei suoi benefici bisogna investire almeno altrettanto tempo di quanto si è impiegato a chiederglieli.
Vincenzo de’ Paoli

I Tessalonicesi 5, 9-15; II Pietro 3, 10-18




Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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