26 Luglio 2021
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E se al sinodo giocassimo un po´?

03-07-2017 19:06 - News
di Roberto Davide Papini
Una riflessione sull´importanza anche di gioiosi momenti ludici per abbattere distanze e differenze

«Siate sempre gioiosi, non cessate mai di pregare, in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi». L´esortazione dell´apostolo Paolo (1 Tessalonicesi 5, 16:18), per una chiesa gioiosa e in preghiera, non trova sempre una corrispondenza nei nostri momenti liturgici e assembleari. Sì, è vero, la preghiera c´è, ma forse potremmo e dovremmo dedicarle più tempo, individualmente e in modo comunitario, perché «ogni rapporto nella chiesa è falso, è un rapporto pseudocristiano se non è preceduto, accompagnato, seguito dalla preghiera», come ci ricordava Vittorio Subilia.

Quella che mi pare manchi un po´ di più è la gioia, o almeno la manifestazione esteriore di essa. Con l´approssimarsi del sinodo penso che soprattutto in un appuntamento così importante, centrale, nella vita delle chiese valdesi e metodiste manchi anche l´aspetto giocoso oltre che gioioso. Prendo spunto dall´ordine del giorno approvato dalla Conferenza del II distretto sull´organizzazione di una "giornata di festa e di lode" da tenersi nella primavera 2018 per riflettere sull´importanza di condividere, tra membri di chiesa e non solo, momenti di spensieratezza, gioia, gioco. Certo, non mancano momenti "ricreativi" nei nostri appuntamenti (sinodo compreso) ma spesso sono concerti, mostre, talvolta conferenze. Insomma, appuntamenti interessanti, ma nei quali c´è sempre un aspetto culturale, come se pensassimo al gioco o al divertimento per il divertimento come a una perdita di tempo. Il gioco e il divertimento gioioso (penso al ballo, al karaoke, alle canzoni cantate davanti a un falò, a scenette divertenti e via inventando) sono tutt´altro che tempo sprecato, anche in età adulta. Il gioco e il divertimento spensierato rigenerano, ricaricano e fanno cadere le barriere sociali, culturali, linguistiche. Passare insieme momenti di allegria è anche un bel modo per "rendere grazie" al Signore. Nel gioco non ci sono i ruoli che ognuno ricopre nella società, ma solo quelli insiti nel gioco stesso.

Allora, piccola proposta: perché non organizzare dei momenti ricreativi (ma davvero ricreativi!) durante le pause del sinodo o a margine di esso? Le possibilità sono tante e per cominciare basterebbe sceglierne una, un paio al massimo (la troppa spensieratezza tutta insieme potrebbe nuocerci): partite di pallavolo, calcio, tornei di ping pong, di carte, una serata in cui si balla e si canta, magari una tombola, o magari un gioco a quiz sui temi della Riforma (tanto per non rinunciare del tutto al nostro amore per la cultura) e tutto quello che di gioioso e giocoso può venirci in mente. Insomma, tra un dibattito e l´altro, tra un atto e una meditazione biblica... giochiamo un po´?


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 11


Domenica 25 Luglio
Ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce, poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità (Efesini 5, 8-9)


Difendete la causa del debole e dell’orfano, fate giustizia all afflitto e al povero! (Salmo 82, 3)
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità (I Giovanni 3, 18)

In primissimo ordine dovremmo volgere il nostro zelo all amore in sé, che è il fine di ogni comandamento divino e l adempimento di tutta la legge. La chiesa, gli ordinamenti, le opere esteriori di ogni genere, perfino tutte le sante disposizioni dell animo sono inferiori a esso, e crescono di valore solo a mano a mano che si avvicinano; questo è dunque il nobile oggetto dello zelo cristiano. Che ogni sincero credente lo dedichi al Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo con tutto il fervore dello spirito, affinché il suo cuore possa espandersi nell amore di Dio e per tutto il genere umano, e tutto il suo agire sia solo questo correre verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.
John Wesley


Matteo 5, 13-16; Efesini 5, 8b-14; Isaia 2, 1-5














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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