19 Maggio 2021
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Dossier Statistico Immigrazione 2017: il pluralismo religioso sia incentivo alla pace

10-09-2017 18:22 - News
Confronti e IDOS anticipano alcuni dei dati emersi dalla ricerca, la cui pubblicazione è prevista a fine ottobre: infondata la cosiddetta "invasione" di musulmani, mentre è certo un futuro plurale. Istituzioni, popolazione e immigrati devono impegnarsi insieme per la convivenza

La presenza immigrata in Italia si attesta, negli ultimi due anni, a circa 5 milioni di residenti stranieri. Di questi, circa un milione e mezzo sono musulmani; poco meno di un milione e mezzo sono ortodossi; quasi un milione i cattolici; 340.000 induisti, buddhisti, sikh e fedeli di altre tradizioni religiose orientali; oltre 250.000 evangelici o fedeli di altre chiese cristiane; 220.000 atei e agnostici. Queste sono alcune anticipazioni sui dati del Dossier Statistico Immigrazione 2017 curato da Confronti e IDOS, il cui volume sarà presentato a ottobre.

Il pluralismo religioso è, secondo chi ha realizzato la ricerca, uno degli aspetti più rilevanti della società italiana. A una lettura approfondita dei dati, si evidenzia come "in alcuni casi le differenze religiose sono soprattutto portate dall´immigrazione (comunità islamica, ortodossa, religioni orientali), mentre in altri casi questa è andata a sommarsi a presenze già radicate (comunità dei cattolici, dei protestanti e dei Testimoni di Geova). In questi gruppi si riscontra sia il modello di aggregazione religiosa di stampo ´etnico´, sia quello interculturale, che unisce nella pratica religiosa i nuovi venuti agli autoctoni: ad esempio, in alcune chiese valdesi e metodiste del Nord-Est l´incidenza degli immigrati arriva fino al 60% dei fedeli – si legge nella nota –. Contrariamente a quanto talvolta si è detto, dagli anni ´90 ad oggi, è risultata sempre infondata un´invasione di musulmani. La loro incidenza è equivalsa in maniera costante a circa un terzo delle presenze immigrate". Secondo le proiezioni del Pew Research Center, prestigiosa struttura statunitense, a metà secolo i musulmani in Europa non dovrebbero superare il 10% dei residenti, mentre in Italia, secondo il Dossier, potrebbero raggiungere il 6%. I cambiamenti più significativi sono avvenuti all´interno della presenza cristiana: "al momento, in tutte le regioni (fatta eccezione per Lombardia e Liguria), gli ortodossi, in prevalenza originari dei paesi dell´Est Europa (ma anche inclusivi di una componente di copti egiziani) superano i cattolici (in prevalenza filippini, polacchi e romeni). Tra gli evangelici si segnalano ancora i romeni, insieme ai nigeriani e ai ghanesi. Per i cattolici e i protestanti sono rilevanti anche le provenienze dall´Africa, dall´Asia e dall´America Latina".

Per Confronti e IDOS il pluralismo religioso deve essere un incentivo alla convivenza pacifica: "Un atteggiamento orientato al reciproco riconoscimento deve impegnare tanto le istituzioni che la popolazione. Naturalmente, tale impegno deve caratterizzare gli stessi immigrati e i loro rappresentanti". Per superare la visione del pluralismo come bacino di conflitti e violenza, anche a causa della strumentalizzazione religiosa degli attentati, è perciò indispensabile "recuperare il concetto di religione come strumento di pace e valorizzare le prospettive d´integrazione e di convivenza".


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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