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Dossier Statistico Immigrazione 2017: il pluralismo religioso sia incentivo alla pace

10-09-2017 18:22 - News
Confronti e IDOS anticipano alcuni dei dati emersi dalla ricerca, la cui pubblicazione è prevista a fine ottobre: infondata la cosiddetta "invasione" di musulmani, mentre è certo un futuro plurale. Istituzioni, popolazione e immigrati devono impegnarsi insieme per la convivenza

La presenza immigrata in Italia si attesta, negli ultimi due anni, a circa 5 milioni di residenti stranieri. Di questi, circa un milione e mezzo sono musulmani; poco meno di un milione e mezzo sono ortodossi; quasi un milione i cattolici; 340.000 induisti, buddhisti, sikh e fedeli di altre tradizioni religiose orientali; oltre 250.000 evangelici o fedeli di altre chiese cristiane; 220.000 atei e agnostici. Queste sono alcune anticipazioni sui dati del Dossier Statistico Immigrazione 2017 curato da Confronti e IDOS, il cui volume sarà presentato a ottobre.

Il pluralismo religioso è, secondo chi ha realizzato la ricerca, uno degli aspetti più rilevanti della società italiana. A una lettura approfondita dei dati, si evidenzia come "in alcuni casi le differenze religiose sono soprattutto portate dall´immigrazione (comunità islamica, ortodossa, religioni orientali), mentre in altri casi questa è andata a sommarsi a presenze già radicate (comunità dei cattolici, dei protestanti e dei Testimoni di Geova). In questi gruppi si riscontra sia il modello di aggregazione religiosa di stampo ´etnico´, sia quello interculturale, che unisce nella pratica religiosa i nuovi venuti agli autoctoni: ad esempio, in alcune chiese valdesi e metodiste del Nord-Est l´incidenza degli immigrati arriva fino al 60% dei fedeli – si legge nella nota –. Contrariamente a quanto talvolta si è detto, dagli anni ´90 ad oggi, è risultata sempre infondata un´invasione di musulmani. La loro incidenza è equivalsa in maniera costante a circa un terzo delle presenze immigrate". Secondo le proiezioni del Pew Research Center, prestigiosa struttura statunitense, a metà secolo i musulmani in Europa non dovrebbero superare il 10% dei residenti, mentre in Italia, secondo il Dossier, potrebbero raggiungere il 6%. I cambiamenti più significativi sono avvenuti all´interno della presenza cristiana: "al momento, in tutte le regioni (fatta eccezione per Lombardia e Liguria), gli ortodossi, in prevalenza originari dei paesi dell´Est Europa (ma anche inclusivi di una componente di copti egiziani) superano i cattolici (in prevalenza filippini, polacchi e romeni). Tra gli evangelici si segnalano ancora i romeni, insieme ai nigeriani e ai ghanesi. Per i cattolici e i protestanti sono rilevanti anche le provenienze dall´Africa, dall´Asia e dall´America Latina".

Per Confronti e IDOS il pluralismo religioso deve essere un incentivo alla convivenza pacifica: "Un atteggiamento orientato al reciproco riconoscimento deve impegnare tanto le istituzioni che la popolazione. Naturalmente, tale impegno deve caratterizzare gli stessi immigrati e i loro rappresentanti". Per superare la visione del pluralismo come bacino di conflitti e violenza, anche a causa della strumentalizzazione religiosa degli attentati, è perciò indispensabile "recuperare il concetto di religione come strumento di pace e valorizzare le prospettive d´integrazione e di convivenza".


Fonte: NEV - notizie evangeliche
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VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

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Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
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Così parla il Signore: «Metterò la mia gioia nel far loro del bene» (Geremia 32, 41)
Il Figlio dell uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto (Luca 19,10)


L amore di Cristo non conosce limiti, non finisce mai, non si ritrae davanti a bruttezza e sporcizia. Egli è venuto per i peccatori e non per i giusti, e se l amore di Cristo vive in noi dobbiamo fare come lui e metterci alla ricerca della pecorella smarrita.

Edith Stein


Deuteronomio 33, 1-16; Luca 6, 27-35





Preghiera


Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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