26 Novembre 2020
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Domenico Maselli e il sogno ecumenico

19-02-2017 14:52 - Ecumenismo
A un anno dalla scomparsa: giornata di studio sabato 4 marzo nella Basilica di S. Paolino a Lucca

Una giornata di studio ricorderà il professor Domenico Maselli, il suo contributo al protestantesimo italiano e al dialogo ecumenico. Un appuntamento, questo, che si colloca a un anno esatto dalla scomparsa del Pastore valdese, attivo a Lucca fin dal 1980. L´evento, aperto a tutti, intitolato «L´eredità di Domenico Maselli: il sogno ecumenico», è organizzato dal Centro Culturale «P. M. Vermigli» di Lucca, in collaborazione con la Chiesa Evangelica Valdese di Lucca. L´importante giornata di studio si terrà in centro storico, nella Basilica di S. Paolino, il prossimo sabato 4 marzo.

PROGRAMMA
Tutto si concentra nel pomeriggio di sabato 4 marzo, dalle 16 alle 18, quando prenderanno la parola il Pastore Luca Negro, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che interverrà sul tema: «Presente e futuro del Protestantesimo italiano»; poi toccherà al Professor Riccardo Burigana su «La Chiesa Cattolica nel cinquecentenario della Riforma»; interverrà anche Emanuele Bordello, monaco camaldolese su: «Interpellati dalla fede dell´altro»; chiuderà il Professor Paolo Ricca, teologo valdese su: «L´eredità di Domenico Maselli: il sogno ecumenico».

ADESIONI ALL´EVENTO
A questo pomeriggio di studi hanno già dichiarato la loro U presenza: l´Arcivescovo Italo Castellani (Lucca), il Vescovo Roberto Filippini (PesciaMontecatini), Alessandro Tambellini (sindaco di Lucca), Luca Menesini (presidente della Provincia di Lucca), professor Eugenio Biagini (University of Cambridge), professor Piero Stefani (Segretariato Attività Ecumeniche), professoressa Serena Noceti (Istituto Superiore di Scienze Religiose «Galantini» - Firenze), professor Mario Affuso (Chiesa Apostolica Italiana), professor Marco Ricca (Centro culturale protestante «Vermigli» - Firenze), professor Stefano Gagliano (Associazione Piero Guicciardini - Firenze), Chiesa Pentecostale (Altopascio). Per la collaborazione e il sostegno all´iniziativa, gli organizzatori ringraziano: il professor Adriano Fabris (Università di Pisa), mons. Prof. Franco Buzzi (prefetto Biblioteca Ambrosiana - Milano), il professor Carmine Napolitano (Facoltà pentecostale di Scienze Religiose).

BREVE BIOGRAFIA
Domenico Maselli (foto) nacque nel 1933 in Piemonte, ad Alessandria, dopo aver mosso i primi passi nella fede presso le Chiese Evangeliche dei Fratelli ha aderito alla Chiesa Valdese. Fino all´emeritazione del 2014 ha portato avanti il suo impegno spirituale sia come guida della comunità valdese di Lucca, sia in ambito nazionale, ricoprendo tra l´altro dal 2006 al 2009 la carica di presidente della Federazione delle Chiese evangeliche italiane. Ha insegnato Storia del Cristianesimo all´Università di Firenze fino al 2006. Negli anni ´90 è stato protagonista della vita politica lucchese, eletto nel ´94 e nel´96 alla Camera dei Deputati. È morto il 4 marzo 2016 e le esequie si sono tenute il 7 marzo successivo nella Basilica di S. Frediano.
Lor.M



Fonte: ToscanaOggi - Lucca7
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126



Giovedì 26 Novembre

Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso (I Cronache 29,13)
Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo (Efesini 5,20)

Per ringraziare Dio dei suoi benefici bisogna investire almeno altrettanto tempo di quanto si è impiegato a chiederglieli.
Vincenzo de’ Paoli

I Tessalonicesi 5, 9-15; II Pietro 3, 10-18




Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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