04 Luglio 2020
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Domenica delle palme. A Torino una celebrazione ecumenica con ospitalità eucaristica

24-03-2018 08:01 - Ecumenismo
"...affinché spezzare insieme il pane sia un autentico momento di incontro e di condivisione di tutti i cristiani". E´ con questo spirito che il gruppo ecumenico torinese "Strumenti di Pace – Spezzare il Pane", costituito da evangelici e cattolici, invita tutti e tutte a partecipare alla celebrazione ecumenica con ospitalità eucaristica domenica 25 marzo alle 10.30 presso la chiesa cattolica S. Rocco, in via San Francesco d´Assisi, 1.

Il gruppo "Spezzare il pane" nasce nel 2011 e i suoi componenti considerano prioritario vivere insieme il momento della comunione piuttosto che dividersi a causa dei diversi significati che le varie confessioni attribuiscono all´eucarestia. L´anno scorso aveva lanciato un questionario sull´ospitalità eucaristica, ancora in corso, per scoprire se vi sono altri gruppi interconfessionali, o ministri di culto, che in Italia praticano l´intercomunione.

Un mese fa, i vescovi cattolici tedeschi hanno aperto uno spiraglio senza precedenti in proposito. L´apertura, tuttavia, è indirizzata su base discrezionale alle sole coppie interconfessionali sposate, in cui uno dei due partner sia luterano, riformato oppure membro della Chiesa unita. Sia la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che la Federazione luterana mondiale (FLM) – tra gli altri – avevano salutato favorevolmente questa decisione. Uno sviluppo che segue la commemorazione cattolico-luterana della Riforma protestante a Lund (Svezia) nel 2016, dove la FLM e la Chiesa cattolica avevano espresso come responsabilità pastorale congiunta quella di "rispondere alla sete e alla fame spirituale" di molti dei loro membri "che desiderano ricevere l´eucaristia alla stessa mensa, come espressione concreta della piena unità" (leggi qui la dichiarazione congiunta).

La questione è annosa, e lo stesso papa Francesco, in occasione della sua visita alla Chiesa luterana di Roma nel novembre 2015, aveva suscitato scalpore dicendo in merito: "E´ un problema a cui ognuno deve rispondere... Condividere la Cena del Signore è il fine di un cammino o è il viatico per camminare insieme?".

Le chiese protestanti storiche italiane praticano da tempo l´ospitalità eucaristica, accogliendo alla propria mensa cristiani di altre confessioni.


Fonte: Nev.it - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Sabato 4 Luglio

Il Signore dice: «Io mi volgerò verso di voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e manterrò il mio patto con voi» (Levitico 26, 9)
Tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l’Amen alla gloria di Dio (II Corinzi 1, 20)

Noi diciamo Amen. E ciò rimane vero per sempre, poiché in tutto e per tutto noi siamo consacrati/e al Nome che ci vince con l’amore; e perciò noi siamo uniti/e gli uni alle altre.
Ermuth Dorothea von Zinzendorf

Giona 3, 1-10; I Re 13,11-34




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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