09 Dicembre 2019

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Domenica delle palme. A Torino una celebrazione ecumenica con ospitalità eucaristica

24-03-2018 08:01 - Ecumenismo
"...affinché spezzare insieme il pane sia un autentico momento di incontro e di condivisione di tutti i cristiani". E´ con questo spirito che il gruppo ecumenico torinese "Strumenti di Pace – Spezzare il Pane", costituito da evangelici e cattolici, invita tutti e tutte a partecipare alla celebrazione ecumenica con ospitalità eucaristica domenica 25 marzo alle 10.30 presso la chiesa cattolica S. Rocco, in via San Francesco d´Assisi, 1.

Il gruppo "Spezzare il pane" nasce nel 2011 e i suoi componenti considerano prioritario vivere insieme il momento della comunione piuttosto che dividersi a causa dei diversi significati che le varie confessioni attribuiscono all´eucarestia. L´anno scorso aveva lanciato un questionario sull´ospitalità eucaristica, ancora in corso, per scoprire se vi sono altri gruppi interconfessionali, o ministri di culto, che in Italia praticano l´intercomunione.

Un mese fa, i vescovi cattolici tedeschi hanno aperto uno spiraglio senza precedenti in proposito. L´apertura, tuttavia, è indirizzata su base discrezionale alle sole coppie interconfessionali sposate, in cui uno dei due partner sia luterano, riformato oppure membro della Chiesa unita. Sia la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che la Federazione luterana mondiale (FLM) – tra gli altri – avevano salutato favorevolmente questa decisione. Uno sviluppo che segue la commemorazione cattolico-luterana della Riforma protestante a Lund (Svezia) nel 2016, dove la FLM e la Chiesa cattolica avevano espresso come responsabilità pastorale congiunta quella di "rispondere alla sete e alla fame spirituale" di molti dei loro membri "che desiderano ricevere l´eucaristia alla stessa mensa, come espressione concreta della piena unità" (leggi qui la dichiarazione congiunta).

La questione è annosa, e lo stesso papa Francesco, in occasione della sua visita alla Chiesa luterana di Roma nel novembre 2015, aveva suscitato scalpore dicendo in merito: "E´ un problema a cui ognuno deve rispondere... Condividere la Cena del Signore è il fine di un cammino o è il viatico per camminare insieme?".

Le chiese protestanti storiche italiane praticano da tempo l´ospitalità eucaristica, accogliendo alla propria mensa cristiani di altre confessioni.


Fonte: Nev.it - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Lunedì 9 Dicembre

Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio (Deuteronomio 1, 17)
Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati (Matteo 7,1-2)


Il Sole di giustizia sorga nella chiesa in ogni momento e tutto il mondo lo possa vedere. Coinvolgi tutta la cristianità. La tua luce e magnificenza ci trasformino in messaggeri per tuta l’eternità.
Christian David

Isaia 25, 1-8; Isaia 44, 21-28



Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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