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Domenica della legalità

10-04-2018 09:59 - News
Valdesi e metodisti celebrano la consueta giornata nella consapevolezza che la fede cristiana deve saper denunciare il sopruso e l´ingiustizia

L´8 aprile le chiese metodiste e valdesi osservano la Domenica della legalità. L´iniziativa, nata nel 2010 ad opera dei metodisti e valdesi del sud Italia, dal 2013 è diventata un evento nazionale grazie a una decisione sinodale che l´ha estesa a tutte le comunità del Paese.

Il materiale liturgico di quest´anno è stato curato dalla Commissione esecutiva del III distretto (Italia centrale). Esso parte da una storia, "Il furto", scritta dal magistrato Luciana Breggia nel suo libro "Il giudice alla rovescia" in modo da far partecipare al culto, in modo attivo, anche i bambini e vedere un altro aspetto del rapporto legge-giustizia-legalità.

"I conflitti che attraversano la vita quotidiana delle persone - si legge nel materiale prodotto per la giornata - sono spesso il frutto dell´incapacità di dialogare, dell´atteggiamento ostile a priori dettato dalla paura, dalla necessità di scaricare le tensioni su un nemico immaginario. Anche la capacità di vedere oltre la realtà apparente fa parte dell´universo giustizia, perché scombussola i codici usuali e fa intravedere possibilità di nuove relazioni. Vi è bisogno di giudici, ma non sempre. Occorre anche evitare la delega automatica per ogni conflitto ai professionisti, giudici e avvocati. Sicuramente anche questi ruoli sono in via di trasformazione, ma in ogni caso occorre investire nei professionisti della prevenzione: educatori e insegnanti in primo luogo, che possano promuovere il
processo di auto-responsabilizzazione delle persone, generare la capacità di essere davvero adulti".

Il materiale offre poi delle proposte concrete per il coinvolgimento dei bambini, piccoli e grandi, nella preparazione del culto. Infine esso si conclude con una breve nota esegetica su Luca 10: 25-37: "la parabola del buon samaritano sceglie come figura positiva un marginale, un disprezzato, esempio negativo nella società dell´epoca. Il samaritano sorprende. Un modo di fare giustizia diverso da quello abituale. Si va controcorrente rispetto a quanto ci si aspettava".


Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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